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Tre giovani di Calalzo scrivono a Radio Più. Amarezza anche nelle comunità di Domegge, Vallesella e Grea. La notizia del trasferimento non è ancora stata confermata ufficialmente dalla Diocesi.
CENTRO CADORE Una lettera carica di amarezza è arrivata alla redazione di Radio Più. A scriverla sono tre giovani della parrocchia di Calalzo, preoccupati per il possibile trasferimento del parroco don Simone Ballis, oggi alla guida delle comunità di Calalzo, Domegge, Vallesella e Grea. L’incarico attuale del sacerdote nelle quattro parrocchie risulta anche dall’elenco ufficiale del presbiterio della Diocesi di Belluno-Feltre. La decisione, secondo quanto riferito dai giovani, sarebbe già stata assunta dal vescovo, anche se al momento non è ancora stata resa pubblica. Proprio per questo i firmatari chiedono prudenza e riservatezza, ma allo stesso tempo desiderano che venga ascoltata la voce delle comunità. «È una decisione che non condividiamo e che ha suscitato profonda amarezza», scrivono. Un sentimento che, assicurano, non riguarderebbe soltanto un piccolo gruppo di giovani, ma sarebbe condiviso da molti fedeli di Calalzo, Domegge, Vallesella e Grea. La richiesta non sembra essere quella di alimentare una contrapposizione con la Diocesi, quanto piuttosto di ottenere ascolto, spiegazioni e la possibilità di far conoscere il disagio di comunità che negli anni hanno costruito con il proprio parroco un rapporto umano e pastorale profondo. Non sarebbe, del resto, una vicenda nuova per la montagna bellunese. Nel 2025 anche le cinque parrocchie del Poi, in Agordino, hanno dovuto salutare don Fabiano Del Favero, trasferito nelle parrocchie del longaronese. Anche allora il trasferimento rientrava nel più ampio riassetto pastorale della Diocesi, chiamata ad affrontare le difficoltà legate alla presenza e alla distribuzione dei sacerdoti sul territorio. Ma dietro ogni riorganizzazione restano le persone, i rapporti costruiti negli anni e comunità che spesso vivono la partenza del parroco come una perdita dolorosa. Ora dal Centro Cadore arriva una domanda semplice e precisa: prima di decidere definitivamente, le comunità sono state ascoltate? E soprattutto, quale futuro pastorale è stato immaginato per Calalzo, Domegge, Vallesella e Grea? In attesa della comunicazione ufficiale della Diocesi, resta la voce di questi giovani: rispettosa, ma ferma. Una voce che chiede di non essere ignorata.
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