SR 50 TRA FONZASO E PRIMIERO, LA SEGNALAZIONE
L. Grisot scrive alla rubrica “Dillo a Radio Più”: polvere e fango sulla carreggiata, scarsa pulizia nelle gallerie e una deviazione presente da oltre due anni a Val Rosna. Chiesti chiarimenti
FONZASO Percorre due volte al giorno la strada regionale 50 tra Fonzaso e Primiero, perché vive a Feltre e lavora a Fiera. L. Grisot affida alla rubrica “Dillo a Radio Più” una lunga segnalazione sulle condizioni dei circa quindici chilometri del tratto veneto. La lettera non riguarda il cantiere della galleria Pala Rossa, ma una serie di situazioni che, secondo il pendolare, evidenzierebbero una manutenzione «trascurata o precaria». Il primo problema viene indicato nel tratto compreso tra la rotatoria per Arten e la galleria Pedesalto, in corrispondenza dell’accesso a un impianto di lavorazione della ghiaia. Grisot segnala la presenza frequente di sabbia e piccoli detriti trasportati dai camion: nelle giornate asciutte si solleverebbero nuvole di polvere, mentre con la pioggia il materiale si trasformerebbe in fango sulla carreggiata. «È possibile che un’attività possa sporcare sistematicamente la strada senza prescrizioni specifiche?», si domanda il lettore, chiedendo se non debbano essere previste soluzioni tecniche per la pulizia delle ruote dei mezzi in uscita e controlli più puntuali da parte degli enti competenti. Il secondo punto riguarda la galleria Pedesalto. Secondo la segnalazione, in particolari condizioni atmosferiche l’aria all’interno diventerebbe particolarmente pesante, facendo sorgere dubbi sul corretto funzionamento degli impianti di ventilazione. Viene inoltre denunciata la scarsa pulizia dei pannelli catarifrangenti laterali, descritti come spesso coperti da smog e fango. Una condizione che, soprattutto nelle gallerie, potrebbe ridurre la visibilità dei margini della carreggiata. Grisot ricorda che l’ultimo lavaggio risalirebbe allo scorso mese di ottobre. Il terzo caso è quello della deviazione tra le due gallerie in località Val Rosna, introdotta dopo la caduta di un masso dalla parete sovrastante più di due anni fa. Da allora, sostiene il lettore, la viabilità provvisoria sarebbe rimasta invariata. «In due anni si sarebbe potuto effettuare il disgaggio o almeno spiegare pubblicamente per quale motivo la situazione non sia stata risolta», osserva Grisot, chiedendo chiarimenti anche sull’area archeologica e sulla presenza del limite di velocità controllato dall’autovelox. La richiesta finale è rivolta direttamente a Veneto Strade e al Comune di Sovramonte: “quali gli interventi siano previsti e con quali tempi? E quali sono le ragioni di una deviazione che, da provvisoria, sembra ormai essere diventata permanente”.
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