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“The show must go on”, lo spettacolo deve continuare, titolava una famosa canzone dei Queen. E così, a Crans Montana, dove ancora fumano le macerie del pub Le Constellation e ancora si contano le vittime, decine e decine di giovanissimi, e si cerca di dar loro un nome, mentre familiari in angoscia attendono di conoscere la sorte dei loro figli, lo spettacolo non si ferma. Le autorità hanno decretato cinque giorni di un lutto cittadino che evidentemente è solo simbolico, visto che gli impianti funzionano, gli sciatori affollano le piste, negozi e gioiellerie sono pieni di clienti. Insomma, “business as usual” perché niente deve turbare la laica sacralità delle vacanze, del divertimento ad ogni costo, della spensieratezza come antidoto alla pesantezza di questi tempi. Ed è questo che fa più male, aggiungendo orrore ad orrore. Basta transennare la zona “Incriminata” e tutto torna come prima. Non è successo niente.
Susy Dan
(foto: Vatican News)
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