*****
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Chissà se Alex Zanardi, morto a 59 anni due giorni fa, avrebbe mai immaginato, quando giovanissimo iniziò a coltivare la sua passione per i motori, che un giorno sarebbe diventato un grande esempio e un’ispirazione per tanti. Nella sua modestia probabilmente no, ma così il destino ha voluto. Quello stesso destino che gli ha riservato prove durissime, che avrebbero schiantato chiunque, ma che per lui sono state occasione di rinascita, di nuove vite, di nuove conquiste. Ha avuto tante vite, ma nessuna, ahimè, abbastanza lunga da consentirci di rivederlo un giorno, in un modo o nell’altro, di nuovo “in pista”. Aveva lo sguardo trasparente di una persona profondamente perbene e il coraggio di chi riesce anche, strappandoci un sorriso, a ironizzare sulle proprie sventure. Come quando, andando a ricevere un premio dalle mani di Michael Schumacher, disse: “Mi tremano le gambe”. Lui che le gambe le aveva perse, troncate di netto nel terribile incidente del Lausitzring nel 2001. Aveva l’ottimismo e la determinazione di chi non si arrende mai, di chi non pensa a ciò che ha perso ma a quello che gli è rimasto, e incoraggiava chi era in difficoltà a fare altrettanto. “Quando hai dato tutto e non ce la fai più, resisti altri cinque secondi”, diceva. È quello che, nel nostro tempo orribile, dovremmo fare tutti: non arrenderci. Andare avanti ancora un po’.
Susy Dan
********







