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BELLUNO Dopo la pandemia e l’arrivo della fibra ottica, anche i borghi più isolati della montagna stanno vivendo un rinnovato interesse come luoghi per lo svago o per brevi permanenze. Questo fenomeno, alimentato dal lavoro da remoto e da nuove aspettative di qualità della vita, sembra offrire una risposta allo storico spopolamento delle terre alte. Tuttavia, la crescente domanda turistica e residenziale si scontra con una disponibilità abitativa limitata, innescando un aumento dei prezzi degli immobili e degli affitti. Per molti residenti storici o aspiranti nuovi abitanti, vivere in montagna diventa così sempre più difficile. Si profilano nuove disuguaglianze sociali, che rischiano di trasformare i paesi in spazi di consumo temporaneo, svuotati di relazioni stabili e servizi. Il pericolo è che la montagna perda la propria identità di territorio vissuto. Di questi temi si discuterà con il professor Andrea Membretti, sociologo e studioso dei processi di riabitazione alpina, autore di importanti ricerche e pubblicazioni sui nuovi montanari, tra cui “Diventare montanari”, che analizza opportunità, limiti e contraddizioni di questo cambiamento in atto, per immaginare politiche più eque e sostenibili future condivise. L’appuntamento è per venerdì alle 18 in Sala Bianchi di Viale Fantuzzi a Belluno.
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