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Dalla fine della ditta Pescosta Amalia a una nuova ripartenza, tra memoria e futuro
CANALE D’AGORDO Ci sono notizie che non sono solo notizie. Sono pezzi di vita. La ditta Pescosta Amalia chiude. Dopo 53 anni di attività, il 31 marzo 2026 segna la fine di una storia fatta di lavoro, sacrifici, presenza sul territorio. Un punto fermo per tanti, che oggi si conclude con il rispetto che si deve alle cose importanti.
Ma quando una porta si chiude, a volte se ne apre un’altra. E non una qualsiasi. Dal 1° aprile – e non è uno scherzo – il Tabià riparte, con una nuova gestione che ha il volto della continuità: Annalisa, figlia di Amalia, insieme al nipote Andrea. Un passaggio di testimone che tiene vive le radici e guarda avanti. Perché il Tabià non è solo un luogo. È storia. Nel 1983 era il “covo” dì di Radio Più, un punto di ritrovo, di idee, di passione. Un posto dove si costruivano sogni, prima ancora che programmi. E allora questa non è solo una chiusura. È un passaggio. Da una storia lunga 53 anni, a una nuova pagina tutta da scrivere. Con lo stesso spirito di sempre: quello di chi crede nei luoghi, nelle persone, nelle radici. Con emozione, gratitudine e fiducia. Perché certi posti non finiscono. Si trasformano. E il Tabià è pronto a ricominciare. Buon lavoro Annalisa e Andrea!
l’intervista di mirko mezzacasa
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