DI ALESSIA DALL’O’
PEDAVENA Ci sono ricordi che il tempo non riesce a sbiadire, come quelli della scuola. E con la scuola, ci sono classi che finiscono con l’ultima campanella e altre che, invece, continuano a esistere per tutta la vita. È quello che è successo alla seconda media dell’anno scolastico 1974-1975 delle scuole Berton di Pedavena, che a distanza di oltre mezzo secolo, grazie alla caparbietà di ex alunni e l’aiuto favorevole dei social media, è riuscita a ritrovarsi insieme alla storica professoressa Livia Appignanesi, insegnante di storia e geografia di quella classe. A riaprire quel capitolo della memoria è stato, quasi per caso, Facebook. Una delle ex alunne ha riconosciuto e contattato la professoressa, originaria di Macerata, chiedendole se negli anni Settanta avesse insegnato proprio a Pedavena. La risposta ha riacceso un filo rimasto sospeso per cinquant’anni. La docente, infatti, sarebbe stata di lì a poco in vacanza in Trentino. Da qui l’idea: perché non approfittarne per un ritrovo? Il motore si è messo in moto ed è iniziata così una piccola caccia ai compagni di allora. «All’inizio ci siamo messi in gruppo in tre o quattro – racconta Lorena Boz, una delle ex alunne – poi abbiamo provato a radunare tutta la classe. La professoressa ci aveva anche mandato la nostra foto tutti insieme». Un nome dopo l’altro, un numero di telefono recuperato, un messaggio inviato e una conferma di quella voglia di rivedersi. E quella classe del 1974/75 ha cominciato lentamente a ricomporsi. Alla fine erano in tanti. Lorena Boz, Liliana Perotto, Flora Boschet, Roberto Tranquillin, Giammarco Zabot, Mara Perotto, Andreina Rech, Emanuela Polloni, Luciano Giacometti, Renzo Pagotto, Luciano Tonet, Alfredo Dalla Cort, Annarosa Zanella, Franca Slongo, Vittorina De Bacco, Gianantonio De Riz, Mauro De Carli e Andrea Titton. All’appello dell’incontro sono mancati soltanto Cinzia Stach, Eleonora Bertelle ed Elena Gaio. Ma più dei numeri, quel ritrovo a Pedavena ha avuto un significato che va ben oltre una semplice rimpatriata, poichè per la professoressa Appignanesi, quella classe rappresentava un ricordo particolarmente importante: quello dei suoi primi alunni, quelli incontrati appena conclusi gli studi, all’inizio della sua esperienza da insegnante. «È stata un’emozione veramente ricca e piena. La prof era molto emozionata e anche per lei quei ricordi erano rimasti intatti. Ha raccontato a tutti noi di quegli anni non sempre facili: era lontana da Macerata, appena arrivata in un territorio che non conosceva e alle prese con un clima ben diverso da quello a cui era abituata», racconta Boz.Eppure, in quella scuola e in quella classe, aveva trovato qualcosa che evidentemente era riuscito a restare nel tempo. «Si era affezionata a noi. Quando poi era andata via, eravamo rimasti in un angolo del suo cuore», racconta Lorena. Un angolo evidentemente mai dimenticato. A dimostrarlo, anche un dettaglio semplice ma potentissimo: con la vecchia fotografia della classe davanti agli occhi, la professoressa ha riconosciuto tutti i suoi ex alunni. Cinquant’anni dopo, i volti sono sicuramente cambiati ma quei ricordi, erano ancora lì. «Pensiamo di ritrovarci ancora – conclude Lorena – sperando questa volta di esserci tutti e di dare anche a chi non ha potuto partecipare quel giorno la possibilità di vivere questo momento».
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