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Proroga della Cassa integrazione straordinaria, caccia urgente a un nuovo investitoreColpiti quasi tutti i dipendenti degli stabilimenti di Setteville e Villasanta
Sindacati in allarme: «Nessuna attesa passiva, servono garanzie industriali reali»
Cassa integrazione straordinaria prorogata fino a maggio e ancora nessuna certezza per i 186 lavoratori di Edim, azienda del Gruppo Bosch specializzata nella pressofusione e lavorazione dell’alluminio. È quanto emerso dal tavolo che si è svolto nelle scorse ore nella sede di Confindustria Monza-Brianza, al quale hanno partecipato sindacati, industriali e dirigenza aziendale. L’azienda ha formalmente richiesto la proroga della CIGS ai sensi dell’articolo 22-bis dal 3 febbraio al 5 maggio. Uno scudo temporaneo, che coinvolge praticamente l’intera forza lavoro: 184 dipendenti su 186, con 137 addetti nello stabilimento di Villasanta e 49 in quello di Setteville. Ora si attende l’ultimo passaggio formale: la convocazione ufficiale del Ministero del Lavoro, attesa a breve. La scelta nasce da una situazione industriale critica. Il crollo delle commesse Bosch, principale cliente, ha travolto Edim mettendo in crisi una realtà che già faticava a rimanere competitiva. La transizione verso la mobilità elettrica procede a rilento, mentre i costi produttivi risultano fino al 40% superiori rispetto alla concorrenza asiatica ed est-europea. Uno scenario definito dagli stessi osservatori come «tempesta perfetta». Nel frattempo l’azienda prosegue con la Composizione Negoziata della Crisi, nella speranza di individuare un compratore in grado di rilevare gli stabilimenti e preservarli dal rischio chiusura. Sul fronte sindacale il clima è di massima vigilanza.
«Siamo in attesa della convocazione ministeriale per l’esame congiunto della richiesta – afferma Mauro Zuglian, Fim Cisl Belluno-Treviso –. La CIGS è indispensabile per tutelare nell’immediato reddito e posti di lavoro, ma non può diventare un limbo. Con un calo previsto del 55% dei volumi nel 2026, la situazione è gravissima. Pretendiamo trasparenza: il futuro acquirente dovrà garantire continuità produttiva, competenze e occupazione». La partita è aperta, il tempo corre e con esso la speranza delle famiglie di Setteville e Villasanta di non vedere svanire una storia industriale decennale.
MAURO ZUGLIAN, FIM CISL BELLUNO ALLA RADIO
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