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Giornata intensa di giudiziaria al Tribunale di Belluno, raccontata sulle pagine del Corriere delle Alpi dalla penna di Gigi Sosso. In primo piano il rinvio a giudizio di un uomo accusato di violenza sessuale: avrebbe palpeggiato una collega in ascensore durante l’orario di lavoro. La donna si costituirà parte civile; il processo inizierà il 9 giugno. Si chiude invece con un non luogo a procedere un presunto caso di maltrattamenti in famiglia: la moglie di un cittadino kosovaro ha ritrattato dopo aver chiarito meglio i fatti, anche per difficoltà linguistiche. Sul fronte droga, un cittadino nigeriano ha patteggiato due anni e quattro mesi per spaccio di cocaina nel Feltrino, mentre un ventenne è finito in carcere per estorsione e detenzione di stupefacenti: in casa aveva oltre cento grammi di cocaina. Per lui il rischio è una condanna superiore ai cinque anni.
SPACCIO DI COCAINA NEL FELTRINO: PATTEGGIA DUE ANNI E QUATTRO MESI
FELTRE Un cittadino nigeriano residente a Montebelluna ha patteggiato due anni e quattro mesi di reclusione e 1.600 euro di multa per detenzione di cocaina ai fini di spaccio.
ESTORSIONE E DROGA: VENTENNE ARRESTATO, RISCHIA OLTRE CINQUE ANNI
FELTRE È detenuto nel carcere di Baldenich il 20enne M Ei, arrestato dai carabinieri per estorsione, droga e resistenza. Il giovane avrebbe chiesto per mesi denaro a un coetaneo di Trichiana: l’ultima richiesta, 200 euro, ha fatto scattare una trappola dei militari in borghese, che lo hanno bloccato in flagranza dopo un tentativo di fuga.






