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“Il conto delle Olimpiadi continua a crescere e rischia di ricadere sui cittadini veneti. Si parla di un buco da 310 milioni per la Fondazione Milano-Cortina, di cui fino a 40 milioni potrebbero pesare sul Veneto, mentre mancano risorse per sanità, trasporto pubblico e servizi nelle aree montane”. Lo dichiara la consigliera regionale Elena Ostanel (Alleanza Verdi e Sinistra). “E questo è solo il deficit dell’organizzazione: il costo complessivo dei Giochi, tra opere e infrastrutture, potrebbe arrivare fino a 6 miliardi. Una gestione senza trasparenza, con promesse di investimenti privati rimaste in gran parte disattese”. Per Paolo Perenzin, segretario provinciale di Sinistra Italiana/Avs: “Ai territori sono stati chiesti sacrifici in nome di benefici che oggi non si vedono. Servivano investimenti su mobilità, sanità e sicurezza del territorio, non opere calate dall’alto”. Quanti soldi pubblici potranno ancora essere richiesti al Veneto, quali opere resteranno incompiute e con che conseguenze per le comunità montane e chi pagherà in futuro? Sono domande frequenti dagli scranni di parlamentini di sinistra, Regione Veneto compresa. “Per questo abbiamo depositato un’interrogazione urgente in Consiglio regionale per chiedere chiarezza su costi, opere incompiute e impatto sulle comunità. Non accettiamo che la ‘legacy’ olimpica si traduca in un debito per le future generazioni”, concludono Ostanel e Perenzin.






