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PEDAVENA Nella notte tra il 23 e il 24 gennaio, attorno alle 2.30, una banda di ladri è entrata in azione colpendo due attività produttive del paese, distanti pochi metri l’una dall’altra: la Falegnameria De Carli e il negozio GR Bike. Un episodio che ricalca un copione ormai fin troppo noto e che riaccende la preoccupazione tra gli imprenditori locali. A denunciare con forza la situazione è Gregorio Rech, titolare di GR Bike: «È il quinto furto in meno di un anno, il secondo solo da gennaio. Così non si può andare avanti: le forze dell’ordine devono fare di più». Il bilancio dei danni è pesante: «In dodici mesi siamo arrivati a circa 400 mila euro di merce rubata. Sono la principale attività presa di mira. In cinque mesi ho subito cinque colpi, l’ultimo appena dieci giorni fa, con il furto di 30 biciclette dal magazzino del noleggio. Ho chiesto aiuto più volte, ma in queste condizioni faccio davvero fatica a resistere».
IL COLPO
Il primo obiettivo dei ladri è stata la Falegnameria De Carli, in via Enrico Fermi. «Un tempo episodi simili erano sporadici», spiega Giulia Sasso, rappresentante dell’azienda. «Oggi capitano quasi ogni anno, se non ogni sei mesi. Abbiamo sistemi di videosorveglianza, recinzioni, cancelli e serrature, ma questa volta sono entrati da una zona meno controllata. È evidente che ci avevano studiati». Dal magazzino sono sparite alcune motoseghe, un estintore e soprattutto un furgone aziendale, poi utilizzato per il successivo colpo. «L’anno scorso ci avevano messo a soqquadro l’ufficio. Il problema non è solo ciò che rubano, ma i danni enormi che lasciano dietro». Le immagini delle telecamere documentano con precisione la sequenza dei fatti. Alle 2.31 i ladri forzano la recinzione della falegnameria, manomettono alcuni lucchetti e si allontanano con il furgone. Pochi minuti più tardi sono già in via Vittorio Veneto, davanti a GR Bike, proprio di fronte alla Birreria Pedavena. Uno dei malviventi blocca la porta del negozio, mentre il mezzo viene utilizzato come ariete contro il vetro antiurto. Tra le 2.38 e le 2.39 il vetro cede e l’ingresso viene aperto. L’allarme scatta immediatamente, non appena i ladri mettono dentro “la zampa” nel negozio, ma l’azione è fulminea: in pochi minuti vengono rubate almeno 14 biciclette, passate rapidamente di mano in mano e caricate nel furgone con grande frastuono. «Un vicino ha chiamato i carabinieri perchè sentiva l’allarme suonare. Io sono arrivato verso le 4, avvisato da un collaboratore: avevo già ricevuto la notifica sul cellulare, ma in quel momento preciso stavo dormendo e non ho sentito. E’ stata una notte agitata.», racconta Rech. «Dalle registrazioni risulta che i carabinieri sono arrivati in sette minuti. Quando sono arrivato infatti erano già lì. Sono stati rapidi, ma non è bastato. Ho subito suggerito di seguire le tracce lasciate dal furgone sulla neve. Alla fine l’ho fatto io, dopo aver svolto le burocrazie della denuncia del fatto.».
IL RITROVAMENTO
Seguendo quelle tracce lasciate sulla neve, l’imprenditore ha ricostruito autonomamente la via di fuga: il mezzo si è diretto lungo la pista ciclabile di Boscherai e poi verso Mugnai. All’alba il furgone è stato ritrovato abbandonato in fondo alla ciclovia, con all’interno l’estintore rubato alla falegnameria. Nessuna traccia, invece, per il momento, dei ladri e delle biciclette. «Resta tanta amarezza», conclude Rech. «Forse, seguendo subito le tracce, questa volta li avremmo presi. Ora sto cercando di proteggermi: investirò in una videocamera con intelligenza artificiale capace di individuare movimenti e volti sospetti già dall’esterno. Mi sento un bersaglio, ma farò tutto il possibile per difendere la mia attività che svolgo con tanta passione e vorrei essere aiutato in questo».
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