OGGI ALLA RADIO
IL GIORNALE DELLE SEI DEL MATTINO
DI ANTONIO SANTAMATO
CANALE D’AGORDO: ACQUA NON POTABILE A CARFON
CANALE D’AGORDO Servizi Integrati Bellunesi comunica che a Canale d’Agordo, in località Carfon, l’acqua erogata dall’acquedotto non è potabile e non deve essere utilizzata per scopi alimentari. Per limitare i disagi ai residenti, è stato attivato un servizio sostitutivo tramite cisterna al parcheggio della Chiesa. SIB ha già avviato gli interventi di pulizia e disinfezione dei serbatoi e della rete idrica per ripristinare quanto prima la normale potabilità.
RITROVATO SENZA VITA IL CERCATORE DI FUNGHI SCOMPARSO A ROCCA PIETORE
ROCCA PIETORE È finito nel dramma più profondo l’imponente dispiegamento di soccorsi per Vittorino Gallo, 68 anni, veneziano di Pianiga., il sessantottenne residente a Pianiga (Venezia), scomparso ieri sulle montagne bellunesi. L’uomo si era incamminato all’alba alla ricerca di funghi dopo aver parcheggiato la propria vettura nei pressi del Rifugio Migon, nell’area di Rocca Pietore. L’allarme era scattato attorno a mezzogiorno e un quarto, lanciato dai familiari angosciati: durante l’ultima telefonata delle 10:30, il sessantottenne aveva confessato alla moglie di non sapere più dove si trovasse, prima che il cellulare squillasse a vuoto e risultasse infine irraggiungibile. Per ritrovarlo si è subito attivata una vasta macchina di ricerca composta da oltre sessanta uomini. Squadre del Soccorso Alpino, Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza e unità cinofile hanno perlustrato capillarmente i versanti, supportate da droni e da quattro elicotteri. La svolta decisiva è arrivata individuando la tracciabilità dell’ultima cella telefonica agganciata a Punta Rocca. Indirizzate le operazioni verso Malga Laste, le squadre a bordo dell’elicottero B3 hanno tragicamente avvistato la salma in fondo a un canale impervio, sotto il Col Toront, sopra Davedino. L’escursionista è purtroppo scivolato ruzzolando lungo il ghiaione. Il recupero è stato ultimato con il nulla osta delle autorità.
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SEDICO, IL CORO MONTI DEL SOLE PIANGE UMBERTO DALL’Ò
SEDICO – Il movimento corale bellunese perde una figura storica. È morto a 77 anni Umberto Dall’Ò, per tutti “Popi”, presidente del coro Monti del Sole dal 1996 al 2018. In oltre vent’anni ha accompagnato la formazione attraverso momenti difficili, viaggi in Italia e all’estero e importanti soddisfazioni. I coristi lo ricordano come un punto di riferimento capace di dare nuova forza al gruppo. Cordoglio anche dal sindaco Christian Roldo e dall’ex amministratore Roberto Maraga. Dall’Ò viveva a Longano e lascia la moglie Aldina e le figlie Ylenia e Martina. I funerali saranno celebrati in forma privata.
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OGGI L’ULTIMO SALUTO A LUIGI DE SILVESTRO
DOMEGGE – Saranno celebrati oggi alle 15, nella chiesa parrocchiale di San Vigilio a Vallesella, i funerali di Luigi De Silvestro, 79 anni, fondatore della O.E.M. di Domegge e figura molto conosciuta anche nel mondo del calcio locale. De Silvestro ha perso la vita sabato durante un’escursione nella zona del rifugio Padova, dopo una caduta di circa quaranta metri. La salma era stata ritrovata domenica sugli Spalti di Toro. Grande la commozione in paese per la scomparsa di un uomo ricordato come lavoratore serio, appassionato di montagna e profondamente legato alla comunità.
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GIOVEDÌ L’ULTIMO SALUTO A DON LINO BERTOLLO
SETTEVILLE – Saranno celebrati giovedì alle 10, nella chiesa di Onigo di Pederobba, i funerali di don Lino Bertollo, 66 anni, morto domenica lungo la regionale Feltrina. A officiare la cerimonia sarà il vescovo di Treviso Michele Tomasi. Don Bertollo era alla guida della sua Fiat 500 quando è stato colto da un grave malore, probabilmente un attacco cardiaco, finendo nella cunetta. Inutili i tentativi di rianimazione dei sanitari. Dopo le esequie, la salma sarà tumulata nel cimitero di Casoni di Mussolente, suo paese d’origine.
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INCIDENTE A LIMANA: GRAVE UN 64ENNE DI BELLUNO
REDAZIONE Uomini e donne del Suem 118 impegnati ieri in diversi interventi in tutta la provincia. L’allarme di massima gravità è scattato alle 11.22 a Limana. Claudio Gasperin, 64 anni, di Limana è rimasto gravemente ferito in un incidente stradale ed è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Belluno in codice di massima gravità tramite l’elisoccorso Falco 2. Un altro sinistro stradale si è verificato a Cortina d’Ampezzo alle 13.36, dove un giovane di 25 anni proveniente da Perugia ha riportato lesioni ed è stato trasferito all’ospedale di Belluno dall’ambulanza locale. Sul fronte dell’escursionismo e delle attività sportive, al Passo Falzarego un ciclista padovano di 58 anni è caduto ed è stato soccorso con il supporto dell’elicottero dell’Aiut Alpin Dolomites. A questi episodi si sono aggiunti numerosi casi di malore improvviso. A Lamon, una donna di 62 anni è stata assistita ed elitrasportata all’ospedale di Feltre. Interventi analoghi sono stati effettuati a Livinallongo per un uomo di 75 anni, a Falcade per una 43enne e ad Auronzo di Cadore per una donna di 70 anni. Tutti sono stati presi in cura dalle ambulanze e dai mezzi aerei del SUEM, coordinati per garantire risposte tempestive ed efficaci sul territorio.
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MALTEMPO AD ARSIÈ: TETTO DELLA CHIESA SUI CAVI ELETTRICI
ARSIE’ Un’ondata di forte maltempo ha colpito nel pomeriggio il comune di Arsiè, provocando gravi danni in località Incino, nei pressi del lago del Corlo. Le violenti raffiche di vento hanno divelto la copertura in lamiera della chiesa locale, facendola finire sui cavi della linea elettrica in via Col del Gallo. L’incidente ha causato l’immediato black-out dell’intera frazione. Sul posto sono prontamente intervenuti i Vigili del Fuoco permanenti e volontari di Feltre per mettere in sicurezza la struttura e l’area circostante. Presenti anche il sindaco e la Protezione Civile
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ROCCA PIETORE, COLATA DI MATERIALE SULLA SP 641 DEL PASSO FEDAIA
ROCCA PIETORE – Il forte temporale che ha interessato la Val di Fassa ha coinvolto anche il passo Fedaia. Nei pressi di Malga Ciapela, al chilometro 17+900 della provinciale 641, una colata di materiale ha riempito un canale fermandosi a ridosso di un ponte e interessando marginalmente la carreggiata. Veneto Strade è intervenuta con una squadra di operai: la strada è rimasta aperta, con traffico gestito sul posto. Ora l’attenzione è rivolta alla bonifica del colatoio, anche in vista di nuove precipitazioni. Il sindaco Valerio Davare richiama ancora una volta la fragilità della Val Pettorina.
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L’INCENDIO SUL COL DELL’AGNEL RESISTE ANCORA
AURONZO – Non è ancora spento l’incendio sul Col dell’Agnel, sopra la Val Marzon. Ieri l’elicottero arrivato dall’Austria ha effettuato 43 rotazioni, portando a 443 il totale dei lanci in dieci giorni. Nemmeno la pioggia è bastata: il terreno, molto secco e duro, non assorbe facilmente l’acqua. Le operazioni sono coordinate dai Servizi Forestali della Regione con il supporto della Protezione Civile di Auronzo. L’emergenza era iniziata il 9 agosto, probabilmente dopo i numerosi fulmini caduti durante un temporale. Si attendono nuovi lanci e nuove precipitazioni.
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RIO GERE, SABATO IL RICORDO DELLA TRAGEDIA DI FALCO
YOGHY TROVATO SBRANATO A 200 METRI DA CASA
BELLUNO – È stato trovato morto Yoghy, meticcio di otto anni, a circa duecento metri dalla sua abitazione di Visome. A raccontare l’accaduto al Gazzettino di Belluno è il proprietario, Bruno Zago, 75 anni, ancora profondamente scosso. Del cane sarebbe rimasta praticamente soltanto la testa. Secondo Zago, ad attaccarlo potrebbe essere stato un lupo, avvistato pochi giorni prima dalla nuora nella stessa zona, poco oltre Villa Buzzati e nei pressi del ristorante Al Borgo. Yoghy era solito allontanarsi per poi tornare a casa. Giovedì pomeriggio la moglie di Zago aveva sentito una ringhiata; la mattina successiva, non vedendolo rientrare, sono iniziate le ricerche fino al tragico ritrovamento. Per la famiglia, la perdita di Yoghy rappresenta un dolore enorme: «Un pezzo di cuore che ci è stato portato via brutalmente».
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FALCADE, IL CAMPO DI BASKET È NUOVO MA QUEL RONZIO NON PASSA INOSSERVATO
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CARABINIERI FORESTALI A CAVALLO, VIGILANZA RAFFORZATA NELLE DOLOMITI
BELLUNO Con il pieno della stagione turistica e il forte afflusso di escursionisti nelle aree montane, entra nel vivo il servizio dei Carabinieri Forestali del Reparto Biodiversità di Belluno. Le pattuglie a cavallo operano in sinergia con i Nuclei Carabinieri Forestali territorialmente competenti, con l’obiettivo di rafforzare la vigilanza nelle zone naturalistiche più delicate del Veneto. I controlli interessano le Riserve Naturali statali della provincia di Belluno, i complessi silvo-pastorali della Conca d’Ampezzo e i vasti pascoli dell’Altopiano di Asiago, territori particolarmente frequentati durante le settimane centrali dell’estate. I cavalli impiegati nel servizio vengono allevati e addestrati dai Carabinieri Forestali al Centro di Selezione Equestre di Salet di Sedico e nelle scuderie di Nemeggio, all’interno della Riserva Naturale Statale del Vincheto di Celarda, a Feltre. Il loro utilizzo consente di raggiungere sentieri, boschi e pascoli difficilmente accessibili ai normali mezzi motorizzati, assicurando una presenza capillare anche nelle aree più isolate. I controlli riguardano in particolare il transito fuoristrada, l’abbandono dei rifiuti, la raccolta dei funghi e la prevenzione degli incendi boschivi, oltre al rispetto delle norme poste a tutela della flora e della fauna. La presenza dei Carabinieri Forestali a cavallo ha anche una funzione di prevenzione e informazione: le pattuglie rappresentano infatti un punto di riferimento per escursionisti e frequentatori della montagna, soprattutto nelle aree a maggiore protezione ambientale. I Carabinieri Forestali ippomontati saranno presenti anche alla Festa “De Ra Bandes” di Cortina d’Ampezzo, dopo l’attività istituzionale svolta a Ferragosto durante la Festa Quinquennale dell’Assunta a Foza, nel Vicentino.
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CASTELLO DI ANDRAZ: VIA AL PROGETTO PER LE RIPARAZIONI

LIVINALLONGO – Il Comune interviene sul Castello di Andraz, dove l’ultimo inverno ha aggravato i danni già provocati dalla tempesta Vaia. Le criticità riguardano soprattutto il fronte est della rocca, con erosioni della muratura e crolli di pietrame che rischiano di compromettere elementi storici, tra cui la piccola finestra della prigione. Il Comune ha affidato all’architetto Martina Baldin la progettazione degli interventi urgenti, condivisi con la Soprintendenza: protezioni provvisorie, consolidamenti con perni d’acciaio e sistemazione degli intonaci della parete dell’ex chiesa.
GIOVANI&FUTURO RAFFORZA LA PRESENZA A BELLUNO
BELLUNO Giovani&Futuro rafforza la propria organizzazione nel capoluogo e guarda già alle prossime elezioni comunali. La sezione cittadina sarà articolata in cinque tavoli tematici dedicati a cultura, socialità ed eventi; infrastrutture, trasporti e servizi; sanità; opportunità; impresa. L’obiettivo è coinvolgere giovani, associazioni, cittadini e realtà economiche per trasformare il confronto in proposte concrete per Belluno. In autunno sarà inoltre costituito il nuovo Consiglio Direttivo Provinciale del movimento, con una rappresentanza equilibrata del territorio: tre componenti arriveranno dalla parte alta della provincia e tre dalla parte bassa. «Non esistono territori di serie A o di serie B», sottolinea il presidente nazionale Luca Frescura, ribadendo la volontà di dare lo stesso peso a montagna, vallate e capoluogo. Alfredo Moro evidenzia invece il ruolo dei tavoli come luogo di elaborazione di idee e ascolto delle esigenze della città. Sul fronte delle prossime amministrative, Giovani&Futuro si dice disponibile al dialogo con realtà civiche e politiche, ma pone una condizione: niente accordi dettati dalle appartenenze. «Belluno viene prima di tutto», conclude Frescura.
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AUTOGOVERNO DELLA RISORSA IDRICA: UN MANTRA VERSO IL 2029
Intervistati ALESSANDRO DEL BIANCO (CONSIGLIERE PD REGIONE VENETO) (Servizio di Fabio Fioravanzi)
ULSS 1 DOLOMITI, PRESENTATA LA NUOVA DIREZIONE STRATEGICA: DUE NOVITÀ E UNA CONFERMA
BELLUNO Due novità e una conferma: presentata la direzione strategica dell’Ulss 1 Dolomiti, che entrerà in carica il prossimo primo settembre.
DI DANIELE DALVIT
DA QUI IL LANCIO DEL BASE JUMPER
DI MARINA DONA’
ROCCA PIETORE Un video breve da noi girato dal ponte all’imbocco sopra i Serrai di Sottoguda, per capire quale volo abbia effettuato il base jumper sloveno pochi giorni fa, notizia che ha suscitato grande scalpore e sgomento. L’altezza tra il ponte e i Serrai di Sottoguda è di circa 400 metri.
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LE FOTO DEL GIORNO… DI JOHN FRANCIS DELLA PIETRA
L alba si colora d autunno…
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BELLUNO, FURTI NEGLI ARMADIETTI DELL’OSPEDALE: DENUNCIATA UNA DONNA DELLE PULIZIE
BELLUNO – Furti negli spogliatoi e nei locali dell’ospedale San Martino: secondo quanto riferisce il Corriere delle Alpi in un articolo di Gigi Sosso, una donna di 41 anni, addetta alle pulizie, è stata denunciata dopo una serie di accertamenti della polizia. Nel corso di alcune settimane sarebbero spariti denaro, accessori e capi di abbigliamento, per un valore complessivo di migliaia di euro. Determinanti anche le immagini della videosorveglianza. Gli investigatori stanno verificando se la donna abbia agito da sola o con eventuali complici. Per lei, naturalmente, vale la presunzione d’innocenza fino a sentenza definitiva.
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STORIE DI MINATORI AGORDINI E ITALIANI NEL MONDO E L’IMPORTANZA DELLA SICUREZZA SUL LAVORO CON GIAN ANTONIO STELLA
DI MARINA DONA’
ALLEGHE Sogni, lutti e avventure: storie drammatiche di minatori raccontate da Gian Antonio Stella, uno dei più noti giornalisti e scrittori italiani, editorialista e inviato del Corriere della Sera, nato ad Asolo nel 1953 è cresciuto a Vicenza, autore di numerosi libri tra cui “L’Orda. Quando gli albanesi eravamo noi”, dedicato alla storia dell’emigrazione italiana e delle difficoltà affrontate dai nostri migranti all’estero. Una serata intensa, ricordando le tante vittime nelle miniere tra Europa, Asia, Giappone, India, Cina e Sudafrica. Nonostante l’elevato numero di morti in ogni parte del mondo, tra cui anche ragazzi giovani, in circa un secolo di storia, Gian Antonio Stella ha fatto notare che è positivo il fatto di commemorare la tragedia di Marcinelle, ma che nel contempo ci sarebbero tante altre tragedie altrettanto gravi da ricordare. L’appuntamento con Gian Antonio Stella è stato un altro momento di grande interesse della rassegna estiva “La Montagna nel Cuore”.
La Sala Stoppani ha registrato una grande partecipazione di pubblico. Una serata per non dimenticare , un momento per riscoprire una parte preziosa della memoria delle tante vittime nelle miniere che si sommano anche a quelle legate alla silicosi.
TURISMO CAFONE: CIMITERO DI GUERRA SCAMBIATO PER UNA SPIAGGETTA
LUSIANA CONCO – C’è un limite anche al turismo cafone? A Granezza, sull’Altopiano dei Sette Comuni, pare proprio di no. Secondo una segnalazione raccolta dal Corriere del Veneto, una coppia avrebbe scelto l’area vicina al cimitero inglese di guerra per trascorrere il tempo come fosse una spiaggetta: lei in abbigliamento ridottissimo, entrambi intenti a giocare a carte. Una residente, arrivata per rendere omaggio ai caduti, avrebbe fatto notare l’inopportunità della scena, ricevendo una risposta arrogante. Non serve un cartello per capire che davanti alle tombe di giovani morti in guerra servono rispetto, silenzio e buon senso. Quello, evidentemente, era rimasto a casa.
Fonte: Corriere del Veneto
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TURISMO CAFONE: CIMITERO DI GUERRA SCAMBIATO PER UNA SPIAGGETTA
DILLO A RADIOPIU : LA GENTE PASSA, LE SCOASSE RESTANO
CENCENIGHE La fotografia parla da sola. Anzi, quasi canta. Vengono in mente i Belumat, quelli capaci di raccontare con poche parole, in dialetto, quello che a volte servirebbero pagine e pagine per spiegare. La compagnia arriva, mangia, beve, si gode il prato, la panchina, l’ombra degli alberi. Le merende spariscono, le ganasce lavorano, qualcuno sicuramente si sarà anche divertito. Poi tutti a casa. E sul prato rimane il conto da pagare. Sacchetti ammassati, plastica, avanzi e immondizia lasciata tutt’attorno a un cestino che evidentemente, quando è pieno, per qualcuno diventa una specie di calamita: invece di portarsi via il proprio sacchetto, lo si deposita lì accanto. Tanto qualcuno passerà. Valpe. L’addetto alle pulizie. Qualcun altro, insomma. È sempre qualcun altro che deve raccogliere quello che noi abbiamo lasciato. La versione 2026 della vecchia filosofia potrebbe quindi essere questa: la gente arriva, consuma, se ne va. Le scoasse, invece, prendono la residenza. E non serve essere ambientalisti militanti per capire che c’è qualcosa che non funziona. Basta un minimo di educazione: se il cestino è pieno, il sacchetto non acquisisce magicamente il diritto di soggiorno sul prato.
SI DICE CHE “VA VIA COME IL PANE”. MA DOVE?
DI MARINA DONA’
ROCCA PIETORE Una scena quanto mai impressionante quella che fa da base al bel panorama del Borgo di Sottoguda fotografato dal ponte che porta a Malga Ciapela. Un importante quantità di pane gettata sotto al parcheggio, uno scenario quantomeno inquietante.
DOPO PIÙ DI CINQUANT’ANNI, LA SECONDA MEDIA DI PEDAVENA TORNA A RIUNIRSI CON LA SUA INSEGNANTE
DI ALESSIA DALL’O’
PEDAVENA Dopo più di cinquant’anni, la seconda media dell’anno scolastico 1974/75 delle scuole Berton si è ritrovata con la sua insegnante di storia e geografia, la professoressa Livia Appignanesi. A far scattare l’incontro è stato un casuale contatto sui social: una delle ex alunne ha rintracciato la docente su Facebook e da lì è partita la ricerca dei compagni di classe. Quasi tutti hanno risposto all’appello e il gruppo si è ritrovato alla Birreria Pedavena, tra ricordi, emozioni e una vecchia fotografia che ha permesso alla professoressa di riconoscere tutti, a distanza di oltre mezzo secolo. Per la docente, quella classe aveva un significato particolare: erano infatti i suoi primi alunni, incontrati appena terminati gli studi.
NEGOZI DI PROSSIMITÀ, COSTRUIAMO BORGO CHIEDE UN FONDO COMUNALE
BORGO VALBELLUNA Il gruppo consiliare Costruiamo Borgo propone al Comune di Borgo Valbelluna un fondo per sostenere le attività commerciali di prossimità nelle zone più svantaggiate. Particolare attenzione è rivolta al negozio della famiglia Lavanda a Sant’Antonio di Tortal, che offre alimentari, carne, frutta, prodotti essenziali e stampa a un’ampia popolazione, compresi gli abitanti della parte alta del territorio e del Passo San Boldo. Gli attuali gestori lasceranno l’attività per motivi familiari e, senza un subentro, il negozio potrebbe chiudere entro fine anno. La proposta non prevede aiuti a una singola attività, ma un bando con criteri trasparenti, basati su altitudine, distanza dai centri, servizi offerti e popolazione servita. Tra le ipotesi, un contributo temporaneo fino al 50% dell’affitto. Le risorse potrebbero provenire dal contributo di fusione. Intanto, il gruppo chiede un intervento urgente per favorire il subentro, coinvolgendo associazioni di categoria e Valbelluna Servizi. L’obiettivo è contrastare lo spopolamento e mantenere servizi essenziali nelle frazioni montane.
UN SASSO, NOVANTAQUATTRO ANNI E UN PEZZO DI CUORE LASCIATO A RADIO PIÙ
FALCADE Ci sono regali che non hanno bisogno di carta, fiocchi o confezioni. Basta un sasso, qualche colore e una storia da raccontare. Gian ha 94 anni. Dipinge sassi. Lo fa con pazienza, fantasia e quella delicatezza che appartiene a chi ha attraversato una vita intera e ha ancora voglia di lasciare qualcosa agli altri. Poi quei sassi li porta in giro per Falcade e li lascia qua e là. Non per dimenticarli, ma esattamente per il contrario: per lasciare un ricordo. Qualcuno li troverà su una panchina, vicino a una passeggiata, magari in un angolo dove non se li aspetta. Li prenderà in mano, li guarderà e per un momento penserà a chi li ha dipinti. Uno di quei sassi, questa volta, Gian ha voluto lasciarlo a Radio Più. Da una parte la scritta, semplice e bellissima nella sua immediatezza: “Radio Più – Estate 2026”. Dall’altra il suo piccolo paesaggio: il verde, il cielo, le montagne, le case. Falcade raccontata sopra una pietra. Può sembrare una cosa piccola. Non lo è. Perché dentro quel sasso ci sono 94 anni, una mano che ancora dipinge, il desiderio di regalare bellezza e soprattutto una cosa che oggi vale tantissimo: il pensiero per gli altri. A Radio Più resterà lì, sulla scrivania o in redazione, tra microfoni, notizie e giornate che corrono veloci. Ogni tanto basterà guardarlo per ricordarsi di Gian. E per ricordarci che per lasciare un segno non servono grandi monumenti. A volte basta un sasso dipinto. Grazie Gian. Questo non lo lasceremo in giro. Questo lo teniamo stretto.
MICHAEL JACKSON SBARCA AL CINEMA DOLOMITI DI FALCADE
FALCADE Il Cinema Dolomiti di Falcade propone un appuntamento imperdibile per gli appassionati della musica: il film “Michael” sarà proiettato oggi, con inizio alle 21. Il biopic racconta l’ascesa di Michael Jackson, dagli esordi con i Jackson 5 fino alla consacrazione come “Re del Pop”. A interpretarlo è il nipote Jaafar Jackson, alla sua prima esperienza cinematografica, in una performance che ha conquistato pubblico e critica. Il film ripercorre i momenti più iconici della sua carriera attraverso musica, spettacolo e vicende personali, offrendo un ritratto intenso di uno degli artisti più influenti della storia della musica.
LE ESCURSIONI GEOTURISTICHE “I NOS CROT” NELLE DOLOMITI AGORDINE
AGORDO L’associazione APS Gruppo Agordino Mineralogico Paleontologico (GAMP) presenta l’edizione 2026 de “I nos crot”, un ciclo di escursioni geoturistiche per esplorare le meraviglie naturali delle Dolomiti Agordine. Il programma propone: Sabato 22 agosto l’escursione a Malga Framont permetterà di scoprire fossili nascosti e gustare i prodotti tipici locali. Le camminate sono di difficoltà facile/media (dislivello da 100 a 500 m). Per iscriversi è richiesta la tessere associativa GAMP (€15, €10 per minorenni) entro un giorno prima dell’evento. Info e prenotazioni presso l’Ufficio Turistico di Agordo o al sito www.agordogampdolomiti.it/eventi.
FALCADE CELEBRA MAZZOTTI CON IL READING DE “LA MONTAGNA PRESA IN GIRO”
FALCADE Il Circolo Cultura e Stampa Bellunese invita alla lettura ad alta voce de “La Montagna presa in giro”, prima opera scritta nel 1931 da Giuseppe Mazzotti. L’evento, parte del progetto “I Tre Cantori della Montagna: Buzzati, Mazzotti e Zanzotto”, si terrà venerdì 21 agosto alle ore 18.00 presso la Sala Consiliare del Municipio di Falcade. Il libro offre un ritratto ironico e pungente dei frequentatori delle cime. Mazzotti, tra i più apprezzati scrittori di montagna, alpinista di spicco e vincitore del Premio Saint Vincent nel 1951, sarà interpretato dall’attore Piergiorgio Piccoli. L’artista, cofondatore di Theama Teatro, si esibirà con l’accompagnamento musicale di Franco Tufano.
A LA VALLE AGORDINA LA STORIA RIVIVE TRA LE BURELE DI TORSAS
LA VALLE È in corso a La Valle Agordina la quinta edizione di “La Val da Incornisà – vite e ricordi nel cassetto”, mostra di fotografie d’epoca allestita fino a metà settembre lungo le burele della frazione Torsas. Un percorso all’aperto tra immagini in bianco e nero, scattate dai primi anni del Novecento agli anni Settanta, che raccontano volti, famiglie, partenze e ritorni di una comunità di montagna. La rassegna, promossa dalla Pro Loco La Valle Agordina, coinvolge direttamente gli abitanti della frazione, protagonisti nella ricerca delle fotografie e nella valorizzazione degli spazi. Dopo Conaggia, Fades, Gaidon e Lantrago, quest’anno è Torsas a trasformarsi in un museo a cielo aperto. “Non è una mostra da visitare, è una mostra da passeggiare”: l’invito è a rallentare e lasciarsi accompagnare dalle immagini, scoprendo storia, architettura e tradizioni attraverso i ricordi custoditi dalle famiglie.
TERRA FUOCO COLORE: LA MAGIA DELLA PORCELLANA AD AGORDO
AGORDO Dal 13 al 22 agosto, la Sala Don Tamis in via XXVII Aprile 10 ad Agordo ospita “Terra Fuoco Colore”, l’esclusiva mostra di pittura su porcellana curata dal Gruppo Porcellana di Rivamonte, con il patrocinio dell’Unione Montana Agordina. Un’occasione unica per ammirare eleganti manufatti decorati a mano con straordinaria maestria, arricchita dalla partecipazione speciale di Rita Mottes e dai suoi suggestivi acquerelli. L’inaugurazione si terrà giovedì 13 agosto alle ore 17:00. L’esposizione sarà aperta tutti i giorni ad ingresso libero, dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 22:00.
TERRA, FUOCO, COLORE: LA MOSTRA IN SALA DON TAMIS
AGORDO
DI GIANNI SANTOMASO
IERI ALLA RADIO
OGGI COME IERI, QUARTO ANNO. CON SILVIA BALDO
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ZAINO IN SPALLA…CON CLAUDIO ED EVA
REDAZIONE Torna su Radio Più “Zaino in spalla”, il programma condotto da Claudio ed Eva dedicato al territorio, alle escursioni e alle storie da vivere passo dopo passo. L’appuntamento sarà in onda ogni lunedì, mercoledì e venerdì alle 13.30, riportando all’ascolto una produzione di Radio Più realizzata nel 2017. Un’occasione per riscoprire percorsi, luoghi e racconti con lo spirito di chi ama camminare, osservare e conoscere la montagna.
PUNTATA 04
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PERITI MINERARI DALL’AGORDINO AL MONDO SECONDA EDIZIONE
49 FERNANDO SOCCOL
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I RACCONTI DI PAOLO SOPPELSA
IL MONTE PELSA
AUDIO
Il Pelsa si alza con prepotenza dal greto del Cordevole e ne segue il suo sinuoso corso nel tratto compreso fra Avoscan di San Tomaso e Listolade. Milleseicento metri di sviluppo in verticale che va a chiudere la Val del Cordeol ad est. Due terzi di boschi e un terzo di pareti rocciose, interrotte un centinaio di metri sotto le creste sommitali, dalle suggestive e selvagge Banche de Pelsa. Montagna che incombe sopra Cencenighe, che si fa ammirare in tutto il suo sviluppo da San Tomaso e che un po’ soccombe quando viene vista dall’alto di una qualche altra cima dolomitica. Dietro il Pelsa, infatti, il Civetta s’innalza verso il cielo in tutta la sua maestosa grandiosità. E allora el Peosa, al suo cospetto appare come montagna modesta, anonima forse, ma non è così. Essa è in realtà montagna imponente e severa nel lato che mostra la sua più alta parete rocciosa. Si presenta più dolce invece, nell’altro lato, quello che contribuisce a formare la valle solcata al centro dal sentiero che porta al Rifugio Tissi; un mondo di prati d’alta quota e immense distese di mughi e silenzi. Montagna selvaggia, poco frequentata e dura da camminare nel versante che sovrasta Cencenighe. Montagna che necessita di fiato, gambe buone e passo fermo. Sentieri impegnativi, come quello che conduce a Col Mandro, dove tanti anni fa, durante il tempo dell’estate, pascolavano le capre. Oppure percorsi come quello dei Sech o della ferrata Fiamme Gialle, duri viaggi verticali nel cuore del Pelsa. Un ascendere faticoso, che non concede sconti. Qui, ogni passo richiede forza, ogni appiglio richiede prudenza: qui, ogni singolo passo offre un metro di panorama in più. Il Pelsa, con i suoi boschi che d’autunno diventano tavolozza sulla quale si mescolano il verde cupo degli abeti, il rosso mattone dei faggi e il giallo dorato dei larici. Il Pelsa, solcato dai suoi ripidi canaloni lungo i quali, durante gli inverni nevosi, scendono imponenti valanghe a volte capaci di raggiungere le fredde acque del Cordevole. La Val Granda, con la sua Levina della Fava che a San Marco annuncia la primavera di montagna. La Val del Restel, che si snoda sinuosa fra i boschi e che approda anch’essa nel greto sassoso del torrente. E poi il Rù da Ghisel, che segna il confine fra Cencenighe e San Tomaso. Con il suo infinito canto d’acqua che racconta l’andare delle stagioni. Il Pelsa, scavalcato dal sole che a Cencenighe arriva a mattino inoltrato e che custodisce nel suo grembo frazioni uomini e storie. La Banda de Là, antichi abitati aggrappati al fianco del monte, che sfruttano i punti nei quali i pendii si fanno appena più dolci. Foch e Lorenzon, Canet Bastiegn e Ghisel, poi Colaz e Bricol e lassù, al limite estremo del vivere, la grande casa di Bolp. Vite un tempo faticose, vissute salendo e scendendo a piedi lungo la Cea, la ripida mulattiera che collega le frazioni al capoluogo. È così per me, il Pelsa. Montagna seria, ruvida, impervia, che d’inverno si rinchiude in un freddo silenzio di neve. Montagna lambita dal vento che spesso soffia impetuoso lungo la Val Cordevole, che si svela solamente agli occhi di chi la montagna la sa amare e rispettare per davvero.
SAGRA DEL CICLAMINO A MEANO DI SANTA GIUSTINA
DI MARCO GAZ
OSPITE: Elena Vieceli

Precipitazioni: Generalmente assenti, al più limitate a qualche breve sporadico piovasco nelle ore più calde, eventualmente un po’ più probabili sulle Prealpi
Temperature: Minime in calo; massime stazionarie o in lieve aumento in funzione del soleggiamento.
Precipitazioni: Dalla sera non sarà escluso qualche rovescio o temporale specie su Prealpi
Temperature: Temporaneo rialzo termico, con valori nuovamente sopra media, ma senza raggiungere gli eccessi della prima metà di agosto.
HOCKEY SU GHIACCIO
THOMAS ANGOLETTA RESTA GIOCATORE DELL’ALLEGHE HOCKEY
DI ROBERTO MIANA, PORTAVOCE DELL’ALLEGHE HOCKEY
L’Alleghe Hockey è lieta di confermare nel roster biancorosso Thomas Angoletta. Difensore classe 2004, di Rivamonte Agordino, è cresciuto nel vivaio alleghese, esordendo in prima squadra nella stagione 2021/22. Da allora ha collezionato 151 presenze con la maglia delle Civette. Angoletta, nato come attaccante, nelle ultime stagioni è stato arretrato nel ruolo di difensore, dimostrando che, grazie alla sua duttilità tattica, può essere impiegato sia in difesa sia, all’occorrenza, come ala, rappresentando una preziosa risorsa per lo staff tecnico. La conferma di Thomas Angoletta gli permetterà di proseguire il proprio percorso di crescita in maglia biancorossa. Grazie all’esperienza maturata negli ultimi anni e alla sua capacità di adattarsi a più ruoli, sarà ancora un elemento importante per le Civette, pronto, come sempre, a dare il suo contributo alla squadra.L’Alleghe Hockey è lieta di confermare nel roster biancorosso Thomas Angoletta. Difensore classe 2004, di Rivamonte Agordino, è cresciuto nel vivaio alleghese, esordendo in prima squadra nella stagione 2021/22. Da allora ha collezionato 151 presenze con la maglia delle Civette. Angoletta, nato come attaccante, nelle ultime stagioni è stato arretrato nel ruolo di difensore, dimostrando che, grazie alla sua duttilità tattica, può essere impiegato sia in difesa sia, all’occorrenza, come ala, rappresentando una preziosa risorsa per lo staff tecnico. La conferma di Thomas Angoletta gli permetterà di proseguire il proprio percorso di crescita in maglia biancorossa. Grazie all’esperienza maturata negli ultimi anni e alla sua capacità di adattarsi a più ruoli, sarà ancora un elemento importante per le Civette, pronto, come sempre, a dare il suo contributo alla squadra.


































































































































