NEVE FINO A 600 METRI NEL BELLUNESE: STRADE GHIACCIATE E NUMEROSI INCIDENTI
REDAZIONE Un’ondata di maltempo ha riportato la neve fino a quota 600 metri nel Bellunese, creando disagi alla circolazione e numerosi interventi di soccorso. Nel corso del pomeriggio e della serata i Vigili del fuoco sono stati impegnati in diverse operazioni per assistere automobilisti in difficoltà, rimasti bloccati o finiti fuori strada a causa del fondo scivoloso e delle precipitazioni nevose. Con il passare delle ore, la situazione meteorologica è andata gradualmente migliorando: in serata il cielo è tornato sereno, ma il brusco abbassamento delle temperature ha favorito la formazione di ghiaccio sulle carreggiate, rendendo le strade particolarmente insidiose. Il fenomeno del gelicidio ha interessato soprattutto la Valbelluna, risultata l’area più colpita dal calo termico. Incidenti stradali si sono registrati a Borgo Valbelluna, ai Casoni di Belluno e a Vignole di Sedico. Le autorità raccomandano la massima prudenza alla guida, l’uso di pneumatici invernali e di limitare gli spostamenti non necessari nelle ore più fredde.
MALTEMPO NELL’ALTO BELLUNESE, OLTRE 40 INTERVENTI DEI VIGILI DEL FUOCO
REDAZIONE Le copiose nevicate che nelle ultime ore hanno interessato l’Alto Bellunese, in particolare l’area compresa tra Cortina d’Ampezzo e la Valle del Comelico, hanno creato notevoli disagi alla viabilità. Le avverse condizioni meteo hanno provocato numerosi incidenti e uscite di strada, rendendo necessario l’intervento costante dei Vigili del fuoco. Sono oltre 40 i soccorsi già effettuati a favore di automobilisti e pullman rimasti bloccati o in difficoltà lungo le principali arterie stradali. Nel dettaglio si contano sei incidenti stradali, fortunatamente senza gravi conseguenze per le persone coinvolte. Numerosi anche gli interventi per la rimozione di alberi abbattuti dalla neve e dal vento. Particolarmente critiche le operazioni di recupero di circa 20 autovetture e mezzi pesanti, rimasti intrappolati a causa della rottura delle catene o della loro assenza a bordo. Le autorità raccomandano la massima prudenza negli spostamenti.
NEVE E GHIACCIO SULLE STATALI: CRITICHE ALLA GESTIONE ANAS
BELLUNO La neve caduta in montagna e le difficili condizioni della Statale 51 a Ponte Cadore, con carreggiata ghiacciata e auto finite fuori strada, riaccendono le critiche alla gestione Anas dello sgombero neve e della prevenzione. Secondo la Filt Cgil Veneto, nemmeno l’avvicinarsi delle Olimpiadi ha portato a un cambio di modello, basato su appalti esterni ritenuti inefficaci. Viene contrapposto il modello “virtuoso” di Veneto Strade, fondato su personale interno qualificato, conoscenza del territorio e corretta applicazione contrattuale. Preoccupazione anche per la riclassificazione delle strade, che rischia di estendere la gestione Anas ad arterie strategiche della provincia. L’auspicio è mantenere almeno la gestione locale, evitando ulteriori peggioramenti della sicurezza viaria.
LUTTO A LAMON: È MORTO L’ALBERGATORE IGOR TOLLARDO
LAMON Profondo cordoglio a Lamon per la morte di Igor Tollardo, albergatore noto tra Bibione e Lignano Sabbiadoro, dove sabato mattina è avvenuto il decesso. Aveva 54 anni. Un anno fa era stato colpito da una grave malattia, affrontata con un intervento chirurgico che si sperava risolutivo. Quest’anno la recidiva, con un decorso rapido e inesorabile. Figlio di Giuseppe e Angelina, storici edicolanti di Lamon, Igor aveva seguito l’attività di famiglia prima di trasferirsi nel Veneziano, dove aveva contribuito allo sviluppo dell’hotel Parigi a Bibione e, successivamente, dell’hotel Esperya a Lignano Sabbiadoro. Era rimasto però sempre profondamente legato alla sua comunità d’origine. Lascia la moglie e tre figli. La notizia ha colto tutti di sorpresa, suscitando grande commozione in paese e nel mondo turistico. Igor Tollardo viene ricordato come un imprenditore capace, determinato e appassionato, amante dello sport e della vela. Un dolore che unisce Lamon e le località dove aveva costruito il suo percorso di vita e lavoro.
ICECLIMBER PRECIPITA DA UNA CASCATA DI GHIACCIO A PERAROLO
PERAROLO DI CADORE Sono gravi le conizioni di un iceclimber, precipitato da una cascata di ghiaccio a Perarolo e recuperato grazie a un complesso intervento di soccorso. Verso le 10.50 di sabato il Soccorso alpino di Pieve di Cadore è stato allertato dalla centrale del 118, che aveva ricevuto la chiamata dei due compagni del 37enne di Vigo di Cadore, volato da primo mentre stava scalando la colata e caduto per circa 8 metri, perdendo coscienza a seguito dei traumi causati dall’urto con il ghiaccio. Rimasto sospeso in parete, l’uomo, privo di coscienza, è stato portato dagli amici alla base della cascata. Poiché Falco non poteva decollare ostacolato dal maltempo, equipe medica e tecnico di elisoccorso dell’equipaggio si sono uniti alle squadre in movimento. Presenti inoltre un altro medico di Stazione, due soccorritori di Cortina e tre della Guardia di finanza. Le squadre si non avvicinate con i mezzi sulla strada innevata, per poi proseguire l’avvicinamento a piedi lungo il sentiero e raggiungere in una mezz’ora il luogo dell’incidente, tra i Piani di Dubiea e il Boite. Una volta lì, sono state subito prestate le prime cure urgenti all’infortunato, per il possibile politrauma riportato. Caricato sulla barella assicurata con la corda, l’uomo è stato calato a ritroso lungo l’itinerario e trasportato all’ambulanza, partita poi in direzione dell’ospedale di Treviso.
AUTO FUORI STRADA PER LA NEVE A MELERES
CORTINA Attorno a mezzogiorno di sabato la Centrale del Suem ha attivato il Soccorso alpino di Cortina per intervenire in supporto all’ambulanza e ai Vigili del fuoco, per un’auto, con a bordo quattro persone, uscita di strada all’altezza della frazione di Meleres. Una squadra ha raggiunto il mezzo, che aveva proseguito dritto a causa della neve a una curva, finendo cento metri più sotto in mezzo alla boscaglia: tre degli occupanti erano riusciti a scendere autonomamente. Il quarto, un 28enne di Monte San Pietro (BO), che aveva riportato un probabile trauma cranico ed era rimasto nell’abitacolo, è stato estratto, trasportato sulla strada comunale e affidato all’ambulanza, diretta all’ospedale di Pieve di Cadore.
FURGONE RUBATO E BICICLETTE SPARITE: ANCORA COLPI A PEDAVENA
PEDAVENA Nella notte tra venerdì e sabato, poco dopo le due, doppio colpo a Feltre: prima il furto di un furgone e di attrezzature dalla falegnameria De Carli, poi l’assalto al negozio di biciclette GR Bike in viale Pedavena. I ladri hanno sfondato la porta principale e caricato 14 biciclette sul furgone, per un valore stimato di circa centomila euro. Immediato l’intervento dei Carabinieri di Feltre, allertati dall’allarme del negozio. Scattata la rete di controlli, il furgone è stato individuato nella zona di Mugnai. Gli accertamenti hanno portato a ipotizzare che la refurtiva fosse stata nascosta per essere recuperata in un secondo momento. Così è stato: i militari hanno scoperto il luogo dove le biciclette erano state occultate e le hanno riconsegnate al titolare Gregorio Rech. Restano i danni al negozio, già più volte preso di mira, ma il bilancio si chiude con un recupero completo della refurtiva e un sospiro di sollievo per il commerciante.
DIMESSA ANNARITA DE ZORDO DOPO IL TENTATO FEMMINICIDIO
CORTINA È tornata a casa Annarita De Zordo, la donna accoltellata dall’ex marito l’8 gennaio scorso a Cortina. Dopo circa quindici giorni di ricovero all’ospedale San Martino, è stata dimessa: le sue condizioni fisiche sono in miglioramento, ma il percorso di recupero psicologico sarà lungo, così come per i due figli che hanno evitato il peggio. La donna era stata colpita con un coltello da caccia con otto fendenti, soprattutto alla schiena e al collo, in un’aggressione di estrema violenza avvenuta nel locale caldaia. Ferite gravi anche a un braccio e alla mano, nel tentativo di difendersi. Decisivo l’intervento dei figli e il primo soccorso prestato da un vicino. «È tornata a casa con grandi difficoltà fisiche e interiori», conferma l’avvocata Laura De Biasi al Corriere delle Alpi. Resta forte il timore che l’uomo possa uscire dal carcere, anche se al momento non sarebbe previsto il Riesame. L’ex marito è accusato di tentato femminicidio. Annarita è ora circondata dall’affetto dei figli e di chi le è vicino.
archivio radiopiu
LEONARDO MARIA DEL VECCHIO INDAGATO PER INCIDENTE E SCAMBIO DI PERSONA
REDAZIONE Leonardo Maria Del Vecchio, erede del fondatore di Luxottica, è indagato per sostituzione di persona in concorso e omissione di soccorso in relazione a un incidente stradale avvenuto il 16 novembre sulla Tangenziale Est di Milano. L’avviso di garanzia gli è stato notificato nel suo attico di Brera dalla Polizia Stradale lombarda. Secondo l’accusa, dopo un violento tamponamento tra la sua Ferrari Purosangue e una BMW, Del Vecchio si sarebbe allontanato dal luogo dell’incidente con l’aiuto di un addetto alla sicurezza, che avrebbe dichiarato falsamente di essere lui il conducente. Testimonianze e immagini delle telecamere avrebbero però smentito la versione. A Del Vecchio sono stati decurtati dieci punti dalla patente. Nell’auto era presente anche Marco Talarico, non indagato.
LA FIAMMA OLIMPICA ATTRAVERSA FELTRE
DI ALESSIA DALL’O’
FELTRE Nel pomeriggio di ieri Feltre ha accolto la fiamma olimpica, tappa centrale del percorso bellunese verso Milano-Cortina. Arrivata alle 16.30 alla stazione, la fiaccola ha attraversato il centro storico rinascimentale, trasformato in uno spazio di partecipazione collettiva tra palazzi affrescati, associazioni sportive e rappresentanti istituzionali. Via Mezzaterra e Piazza Maggiore hanno rappresentato il cuore simbolico dell’evento, con una affluenza di pubblico e la presenza del Palio di Feltre, dei quattro quartieri e degli sbandieratori, che hanno conferito solennità alla cerimonia. Numerose le realtà sportive e giovanili coinvolte, in un clima di festa condivisa. La staffetta feltrina ha visto alternarsi più tedofori, con Nicolò Bonaga, spadista della Nazionale italiana, protagonista dell’ultimo tratto fino a Piazza Maggiore. L’atleta ha percorso l’ascesa tra applausi e tamburi, sottolineando il valore dello sport come perseveranza e tensione verso obiettivi più grandi. Suggestivo il passaggio di fiamma con la tedofora indiana Nilam Tathe davanti alle istituzioni e ai bambini con il tricolore. Le autorità cittadine hanno evidenziato il valore educativo e aggregativo dell’evento, che richiama la memoria delle Olimpiadi del 1956 e conferma Feltre come città dello sport.
LA FIAMMA OLIMPICA TORNA A CORTINA, TRA MEMORIA E FUTURO
CORTINA A settant’anni dalle Olimpiadi Invernali del 1956, la Fiamma Olimpica torna a Cortina d’Ampezzo, riaccendendo emozioni e memoria storica in vista dei Giochi Milano Cortina 2026. Un passaggio fortemente simbolico che lega passato e futuro, raccontando l’evoluzione della città e della sua vocazione internazionale. La Fiamma attraverserà luoghi iconici dello sport ampezzano, dagli impianti storici a quelli rinnovati, fino al cuore del centro cittadino, dove si terrà la cerimonia finale con la partecipazione del ministro Matteo Salvini. Un gesto che celebra tradizione, innovazione e spirito olimpico, proiettando Cortina verso una nuova stagione di protagonismo globale.
LA FIACCOLA OLIMPICA ACCENDE IL RILANCIO DEL BELLUNESE
BELLUNO Con l’arrivo della fiamma olimpica nel Bellunese si apre una fase nuova per la montagna e le terre alte. Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, sottolinea il valore simbolico e concreto di un percorso lungo e complesso che oggi diventa occasione di riscatto e rilancio. Il passaggio della fiamma, che attraverserà numerosi comuni fino a Cortina nel 70° anniversario dei Giochi del 1956, coinvolgerà l’intera provincia e sarà dedicato soprattutto ai giovani. L’evento segna anche risultati attesi da decenni, come l’apertura delle varianti di Tai e Valle di Cadore e l’avanzamento della variante di Longarone, passi fondamentali per ridurre il gap infrastrutturale. Le Olimpiadi diventano così motore di energia, fiducia e sviluppo per il territorio.
ILLUMINAZIONE PUBBLICA A LED: AVANZA LA RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DI BELLUNO
BELLUNO Proseguono gli interventi di efficientamento della pubblica illuminazione del Comune di Belluno, realizzati in collaborazione con Edison Next. Nei giorni scorsi i lavori si sono concentrati nel centro storico, dove sono stati sostituiti circa 30-35 punti luce lungo il percorso che domenica 25 gennaio sarà attraversato dalla Fiamma olimpica. I nuovi impianti a led garantiscono una migliore qualità dell’illuminazione e una significativa riduzione dei consumi. Il progetto, come sottolineato dal sindaco Oscar De Pellegrin, procede secondo cronoprogramma e si sta estendendo progressivamente alle frazioni. Parallelamente continuano gli interventi lungo la Sinistra Piave e, nelle prossime settimane, le squadre operative saranno potenziate per accelerare i lavori. Il piano complessivo prevede la sostituzione di oltre 5.500 corpi illuminanti, sistemi di telecontrollo e un risparmio energetico superiore al 75%, con una riduzione stimata di circa 700 tonnellate di CO₂ all’anno.
“PERCHÉ PIANGI?”: GRANDE PARTECIPAZIONE PER L’INCONTRO SULLA GENITORIALITÀ
BELLUNO Si è svolto sabato il doppio incontro gratuito “Perché piangi? Come comprendere i reali bisogni dei bambini”, con la pedagogista e scrittrice Emily Mignanelli, dedicato a famiglie, educatori e insegnanti. L’iniziativa, inserita nel progetto “1000 Giorni di Magia: educare e crescere insieme”, ha registrato il tutto esaurito sia a Belluno, presso Sala Bianchi, sia a Pieve di Cadore, nella Sala Coletti. Mignanelli ha proposto strumenti educativi semplici e accessibili, frutto di esperienze internazionali e ricerche neuroscientifiche, ribadendo l’importanza della pedagogia preventiva. Soddisfazione da parte delle istituzioni, che hanno sottolineato il valore di un’offerta formativa diffusa sul territorio. Il successo dell’evento conferma il forte bisogno di confronto e supporto sul tema dell’educazione e della crescita nei primi anni di vita.
A BRAVE DEAL: UN PATTO TRA GIOVANI E ISTITUZIONI PER IL FUTURO DELLE PREALPI BELLUNESI
BELLUNO Venerdì, nella Sala Affreschi del municipio di Borgo Valbelluna a Mel, si è svolto l’evento conclusivo del progetto “A Brave Deal”, promosso dal GAL Prealpi e Dolomiti. L’iniziativa, nata per rafforzare il dialogo tra giovani e istituzioni locali, ha coinvolto Regione del Veneto, Università di Padova, Camera di Commercio di Treviso-Belluno, UNCEM Veneto e Consorzio BIM Piave Belluno. Avviato nel 2025 con un bando sperimentale, il progetto ha selezionato cinque giovani della Val Belluna che hanno seguito il Corso di Alta Formazione GEMMA dell’Università di Padova, acquisendo competenze sulla gestione etica e innovativa dei territori montani. Successivamente, i partecipanti hanno svolto tirocini extracurriculari presso enti locali e il GAL, sviluppando ricerche territoriali. Il percorso si è arricchito con un mese di formazione a Bruxelles su europrogettazione e transizioni ambientali e digitali. Concluso ufficialmente il progetto, i giovani sono ora impegnati in nuove iniziative per lo sviluppo del territorio.
PAOLO MORO SUL PODIO MONDIALE: SECONDO POSTO AL WORLD SNOW FESTIVAL DI GRINDELWALD
DI ALESSIA DALL’O’
BORGO VALBELLUNA Lo scultore Paolo Moro di Trichiana ha conquistato il secondo posto alla World Snow Festival di Grindelwald, in Svizzera, insieme ai compagni Pietro Germano, Marina Schmohl e Livio Recla, all’interno dell’unica squadra italiana in gara. Il concorso si è svolto dal 19 al 24 gennaio e ha visto sfidarsi team provenienti da tutta Europa e dagli Stati Uniti. L’opera premiata, “Il canto delle Sirene”, ispirata all’Odissea, ha colpito giuria e pubblico per la suggestiva resa scenografica delle luci notturne e per l’imponenza della scultura: gli artisti hanno infatti lavorato su blocchi di neve di 3x3x3 metri. Per Paolo Moro l’avventura sulla neve continua: dal 1° febbraio sarà protagonista anche al Festival Internazionale delle Sculture su Neve di San Candido, con l’unica squadra italiana composta da artisti bellunesi, in collaborazione con Manuel De Francesch ed Elio Dal Mas.
MASCORADA INTE SELVA, PRIMO APPUNTAMENTO DEI CARNEVAI DE LE VAI
SELVA DI CADORE Grande successo per la Mascorada inte Selva, primo atteso appuntamento dei Carnevai de le Vai, che ha inaugurato la stagione con una partecipazione calorosa e numerosa. L’evento ha coinvolto non solo i figuranti, ma anche tanti spettatori accorsi per assistere a uno spettacolo ricco di tradizione, musica e suggestione. Protagonista della giornata è stata la slitta trainata dai cavalli di Zoldo Mountains, che ha accompagnato i musicisti e il Re del Bosco lungo il percorso. Accanto a loro, le figure simboliche del Matazin e del Laché hanno animato la scena, regalando momenti di grande coinvolgimento e richiamando le antiche radici del carnevale valligiano. La giornata, caratterizzata da una fitta nevicata, ha reso l’atmosfera ancora più scenografica. Il bianco della neve ha esaltato i colori vivaci dei costumi e delle maschere, creando un colpo d’occhio particolarmente affascinante. Tra suoni, movimenti e tradizione, la Mascorada inte Selva si conferma un appuntamento capace di unire comunità, cultura e spettacolo, aprendo nel migliore dei modi il calendario dei Carnevai de le Vai.
OPERAI E IMPIEGATI SEMPRE PIU’ ANZIANI: SOPRATUTTO A ROVIGO, TREVISO E PADOVA
Nel 2024, ultimo anno per cui sono disponibili i dati, l’età media dei lavoratori dipendenti del settore privato presenti in Veneto ha sfiorato i 42 anni. Oggi un dipendente veneto su tre – pari in termini assoluti a 578.300 persone – ha superato la soglia dei cinquant’anni. Sul piano territoriale, le situazioni più critiche si registrano a Rovigo, dove l’età media raggiunge i 42,53 anni, seguita da Treviso (42,24) e Padova (42,16). Per contro, segnaliamo che le province dove l’età è più bassa interessano Belluno e Vicenza (entrambe con 41,71), Venezia (41,66) e Verona (41,24) (vedi Graf. 1). La fotografia è stata scattata dall’Ufficio studi della CGIA.
Le piccole imprese e la trappola demografica
L’invecchiamento della popolazione non è un tema solo demografico: è anche un problema economico, soprattutto per le piccole e micro imprese. Anche in Veneto il ricambio generazionale nel mercato del lavoro si è inceppato. O quasi. I lavoratori che vanno in pensione non sempre vengono sostituiti da giovani in numero sufficiente, e questo squilibrio sta diventando un vincolo strutturale alla crescita. Per le piccole aziende il primo rischio è operativo. La carenza di manodopera riduce la capacità produttiva e rende più difficile presidiare ruoli chiave, soprattutto nei settori tecnici e manifatturieri. Non si tratta solo di trovare persone, ma di trovare competenze adeguate in tempi compatibili con le esigenze aziendali. Il risultato è una maggiore incertezza nei processi e una crescente fragilità organizzativa. A questa dinamica si somma l’aumento dei costi del lavoro. Quando l’offerta di lavoro si restringe, i salari salgono. Le grandi imprese riescono in parte ad assorbire l’impatto, le piccole molto meno.
La perdita del capitale umano invisibile
Il problema più profondo, però, è la perdita di capitale umano invisibile. Con l’uscita dei lavoratori più anziani si disperdono competenze tacite, conoscenze di processo, relazioni con clienti e fornitori. È un patrimonio che non compare nei bilanci aziendali ma che determina la capacità competitiva dell’impresa. Senza un passaggio generazionale strutturato, molte piccole realtà produttive rischiano di perdere in pochi anni ciò che hanno costruito in decenni. L’invecchiamento ha effetti anche sull’innovazione. Organizzazioni con un’età media elevata tendono ad adottare più lentamente nuove tecnologie e modelli organizzativi. La digitalizzazione procede a macchia di leopardo, l’automazione viene rinviata, l’integrazione nelle filiere più avanzate si indebolisce. In un’economia sempre più basata su produttività e conoscenza, questo ritardo diventa cumulativo.
I settori ad alta intensità di lavoro sono i più in difficoltà
Le imprese edili, quelle di facchinaggio, l’autotrasporto, i comparti produttivi che sono obbligati a lavorare anche di notte, etc., guardano con crescente preoccupazione all’età media dei propri addetti. Nei cantieri, alla guida di un Tir e in molte fabbriche l’invecchiamento delle maestranze non è più una tendenza, ma una realtà strutturale, aggravata da un fatto ormai evidente: i giovani non vogliono più fare questi mestieri. Il problema non è solo demografico, ma economico e produttivo. L’edilizia, ad esempio, è un settore che vive di lavoro umano, competenze pratiche ed esperienza diretta. Quando muratori, carpentieri e capicantiere vanno in pensione senza essere sostituiti, la capacità produttiva delle imprese si riduce. I cantieri rallentano, i costi aumentano e diventa sempre più difficile rispettare tempi e budget.
L’invecchiamento delle maestranze incide anche sui costi. Una forza lavoro anziana è più esposta a infortuni e problemi di salute, con ricadute su assenteismo, premi assicurativi e spese indirette per le imprese. Molti settori ad alta intensità di lavoro anche in Veneto continuano a operare grazie alla disponibilità di manodopera straniera, ma fino a quando potremo ancora fare affidamento su questa risorsa?
Con pochi giovani, più penalizzate le piccole delle grandi imprese
I giovani, se devono scegliere dove lavorare, non hanno tanti dubbi: quasi sempre preferiscono le grandi imprese alle piccole per una combinazione di fattori economici, organizzativi e culturali. Non si tratta solo di una questione di salario, ma di aspettative di carriera, riduzione del rischio e qualità delle opportunità percepite. Le grandi aziende, ad esempio, offrono percorsi di carriera più strutturati, con ruoli definiti, sistemi di valutazione, formazione interna e possibilità di mobilità orizzontale e verticale. Per un giovane, questo significa poter investire nel proprio capitale umano con maggiore prevedibilità dei rendimenti. Nelle piccole imprese l’apprendimento può essere intenso ma poco riconoscibile all’esterno e spesso legato a competenze molto specifiche, difficilmente trasferibili. Lavorare per un grande marchio ha un valore simbolico: arricchisce il curriculum, facilita futuri passaggi occupazionali e, in caso di migrazione in un’altra azienda, migliora la posizione contrattuale del lavoratore. Esiste poi una dimensione culturale e generazionale. Dopo gli anni del Covid i giovani attribuiscono sempre più una grande importanza a welfare aziendale, flessibilità di orario, smart working, attenzione a diversità e sostenibilità. Queste politiche sono più diffuse e visibili nelle grandi imprese, che dispongono di risorse e strutture dedicate che le piccole imprese difficilmente dispongono. In sintesi, l’invecchiamento della popolazione occupata, accentuato dalla scarsità di giovani in ingresso nel mercato del lavoro, sta orientando sempre più le scelte delle nuove generazioni. Quando sono chiamati a decidere, i giovani privilegiano le grandi imprese, percepite come in grado di garantire maggiori tutele, visibilità e stabilità. È plausibile che nei prossimi anni questa dinamica si rafforzi ulteriormente, complicando in misura crescente la capacità dei piccoli imprenditori di reclutare manodopera.
Lavoratori anziani al top a Rovigo, Treviso e Padova
A livello regionale la Basilicata registra l’età media più elevata tra i dipendenti privati (42,93 anni), seguita da Molise (42,65) e Umbria (42,55). Il Veneto è a metà classifica con un’età media di 41,82. Il Friuli Venezia Giulia, invece, detiene il primato per l’incidenza degli over 50 sul totale degli occupati, pari al 35,7 per cento. Nella nostra regione, invece, la quota è al 33,3 per cento (vedi Tab. 1). Sul piano provinciale, infine, guida la graduatoria regionale Rovigo con un’età media di 42,53 anni, seguita da Treviso con 42,24 e Padova, che raggiunge 42,16 anni. Rovigo è anche la provincia con la quota più alta in Veneto di ultra cinquantenni con una quota del 34,5 per cento degli occupati (vedi Tab. 2).
“BRUNDIBÁR” A TEATRO: I BAMBINI DI OGGI RICORDANO LA MEMORIA E LA PACE
FALCADE L’opera lirica Brundibár, composta nel 1938 da Hans Krása e rappresentata nel campo di concentramento di Theresienstadt, torna protagonista nelle Dolomiti grazie all’Associazione “Le Muse e le Dolomiti”. Lo spettacolo, in programma per la Giornata della Memoria (27 gennaio 2026) al Teatro Navalge di Moena, coinvolge circa 600 studenti delle scuole di Fiemme, Fassa e Agordino. Attraverso recite scolastiche e laboratori preparatori, i ragazzi approfondiscono storia, arte e valori sociali come fratellanza, resilienza e speranza. L’allestimento include un docufilm sul contesto storico di Terezín, testimonianze originali come quella di Ela Stein Weissberger e una dedica di Liliana Segre. L’iniziativa permette agli studenti di esibirsi davanti a coetanei locali, rafforzando dialogo e partecipazione. L’obiettivo è stimolare una riflessione sul passato, contrastare l’indifferenza e trasmettere l’importanza della pace e della memoria alle nuove generazioni.
SEDICO SI ACCENDE DI COLORI E MUSICA: IL CARNEVALE 2026 PROMETTE SPETTACOLO E DIVERTIMENTO PER TUTTI
SEDICO Sedico si prepara a vivere un Carnevale 2026 ricco di eventi per grandi e piccini. Si parte sabato 31 gennaio al Palaskating con il Carnival Party anni ’80 e ’90, animazione, premi per le maschere più originali e chiosco con panini e cocktail, tutto trasmesso in diretta da Radio Più. Sabato 7 febbraio apre la mostra Carnevalarte con elaborati delle scuole sul tema “Un Carnevale… Olimpico”. Domenica 8 febbraio il tradizionale corso mascherato dei carri allegorici sedicensi vedrà la partecipazione del Corpo Musicale Comunale e animazione per bambini, sempre in diretta radiofonica. Sabato 14 e domenica 15 febbraio il Carnevale dei Bambini e il secondo corso mascherato proporranno sfilate, Heroebus a tema Avengers, animazione, diretta di Radio Più e spettacolo pirotecnico. Martedì 17 febbraio laboratori creativi per bambini. Sempre attivi chioschi, mini luna park, truccabimbi e lotteria con primo premio un buono viaggio da 1.000 euro.
IL PROGRAMMA (2 PAGINE)
CARNEVALE FLYER 2026
CARNEVAI DE LE VAI: LE DOLOMITI AGORDINE IN FESTA TRA MASCHERE E TRADIZIONE
REDAZIONE Dal 25 gennaio al 15 febbraio le Dolomiti Agordine tornano ad animarsi con il Carnevai de le Vai, rassegna dedicata alle maschere tradizionali che attraversa valli e paesi, unendo folklore, musica e partecipazione popolare. Cinque appuntamenti scandiscono il calendario, da Selva di Cadore a Rivamonte Agordino, da Sottoguda a Laste di Rocca Pietore, fino al gran finale a Canale d’Agordo con La Zinghenésta. Il Carnevale diventa così un viaggio nella memoria collettiva: sfilate colorate, balli, canti, falò, momenti conviviali e concorsi per le maschere più belle coinvolgono residenti e visitatori. Ogni evento valorizza identità locali e antichi rituali, reinterpretati con energia contemporanea. L’invito è aperto a tutti: indossare una maschera, tradizionale o di fantasia, e lasciarsi trasportare dall’atmosfera autentica di un Carnevale che racconta la storia delle montagne e delle sue comunità, celebrando l’inverno come tempo di incontro e condivisione.
TUTTE LE INFORMAZIONI SULLE TAPPE (2 PAGINE)
pieghevole Carnevale 2
IERI ALLA RADIO
LA RASSEGNA STAMPA DA L’AMICO DEL POPOLO
OSPITE: ANGELO RAMAZZINA
DUE MINUTI PER TE
IL PENSIERO DELLA DOMENICA DI MONSIGNOR GIORGIO LISE
IL CARNEVALE DI SEDICO 2026, UN PROGRAMMA RICCO DI EVENTI
OSPITI: Marco Gabrieli e Stefano Triches
IL 31 GENNAIO A CANALE TORNA LA CASPARETHA
OSPITI: Emil Tancon, Laura Fontanive e Giulio Serafini

Precipitazioni: Non esclusa nella notte qualche debole nevicata fino nei fondovalle dolomitici e sui 700/900 m sulle Prealpi
Temperature: Minime in calo, con possibili gelate estese al primo mattino; massime in lieve aumento nelle valli, stazionarie in quota
Precipitazioni: Fino al pomeriggio assenti. Tra il tardo pomeriggio e la sera primi deboli fenomeni sulle Prealpi, in estensione verso est nella notte, nevosi attorno ai 1000 m, con limite in rialzo.
Temperature: Minime in ulteriore calo nelle valli, stazionarie in quota; massime senza notevoli variazioni, salvo risultare in aumento in alta quota.
HOCKEY SU GHIACCIO
L’APPIANO ESPUGNA IL DE TONI DI ALLEGHE, IL FELTRE VINCE ANCORA
IHL 3° GIONATA SECONDA FASE
MASTER ROUND
ALLEGHE – APPIANO 5-6
PARZIALI: 2-4, 3-2, 0-0
RETI: pt. 0’22” Amici, 7’04” Shwingshackl, 8’14” Eruzione, 13’02” Huhtela, 13’21” Alessio, 13’39” Eruzione. st. 2’50” Martini, 3’43” De Toni, 8’42” Eruzione, 13’14” Messner, 19’45” De Toni.
Terza sconfitta consecutiva per l’Alleghe che non riesce a rialzare la testa in questo Master Round. Al De Toni le civette iniziano male ma riescono a raggiungere l’Appiano. Altoatesini che riescono a vincere la partita a fine secondo tempo. Gli agordini non riescono a reagire condizionati anche da alcune decisioni arbitrali che hanno influito sull’andamento del match. Giovedì biancorossi di nuovo in campo per la trasferta contro la capolista Caldaro. Pronti, via e Appiano subito in vantaggio. Bastano 22” agli altoatesini per sbloccare la gara. De Toni perde un disco in fase difensiva, Eruzione serve Amici che solo davanti al portiere non sbaglia. L’Alleghe prova la reazione con Huhtela ma il tiro viene bloccato. I pirati issano la bandiera al De Toni e nel giro di un minuto trovano due gol in successione. Civette in difficoltà che non riescono a tenere il passo degli avversari. Si svegliano gli agordini che sfruttano due diasttenzioni per accorciare le distanze. Il primo gol in powerplay con un siluro di Hutela, la seconda marcatura agordina a firma di Alessio. La risposta altoatesina non si fa attendere ed Eruzione mette la firma sulla doppietta personale. Alleghe che entra in campo più deciso nella seconda frazione e Martini trova il terzo gol della serata. L’Appiano non rimane a guardare e si fa pericoloso con Eruzione. I biacorossi però completano la rimonta: powerplay a favore delle civette e conclusione vincente in diagonale di De Toni. Al giro di boa i pirati tornano in vantaggio. Diego Iori finisce in panca puniti ed Eruzione batte il golie alleghese. Ennesima penalità per le civette e Appiano che torna al gol con Messner. A fine primo tempo padroni di casa all’arrembaggio trovano in superiorità numerica il gol che riapre la contesa grazie a De Toni. Nel terzo le penalità fioccano da entrambi i lati ma il punteggio rimane invariato. Le squadre vengono influite dalle scelte arbitrali e lo spettacolo va sfumando. Nel finale di gara Surenki decide ti giocare con l’uomo di movimento in più. Toglie il portiere ma la mossa non da i frutti sperati.
QUALIFICATION ROUND
FELTRE – DOBBIACO 4-1
PARZIALI: 1-1, 0-0, 3-0
RETI: pt. 3’33” M. Dall’Agnol, 3’56” Lahnaer. tt. 8’40” Zampieri, 16’48” Da Forno, 19’16” M. Dall’Agnol
Terza vittoria consecutiva su altrettante partite giocate nel qualification round per il Feltre. I picchi giocano bene e tengono in mano la gara con il Dobbiaco anche se la vittoria arriva nella terza frazione di gioco. I feltrini viaggiano a punteggio pieno nella seconda fase di campionato e giovedì sera giocherà in trasferta contro il Valpellice. Inizia bene la partita per i picchi che dopo appena 3’ passano in vantaggio con Matteo Dall’Agnol. Passano pochi secondi e il Dobbiaco trova il pareggio su disattenzione difensiva dei padroni di casa. A tenere in mano la partita sono i feltrini che continuano a prendere di mira la porta altoatesina ma senza trovare il gol. nel secondo tempo la storia non cambia e il Feltre si avvicina più volte alla rete. Nel terzo tempo la squadra feltrina chiude la gara mettendo a segno altre 2 marcature con Zampieri e Da Forno. A chiudere definitivamente la sfida ci pensa Matteo Dall’Agnol.
SCI ALPINO
GIOVANNI FRANZONI DOMINA LA STREIF: L’ITALIANO BATTE ODERMATT NELLA DISCESA DI KITZBÜHEL
REDAZIONE In una delle gare più attese della Coppa del Mondo di sci alpino, Giovanni Franzoni ha scritto una pagina storica per lo sport italiano. Sulla mitica pista della Streif a Kitzbühel, in Austria, il 24enne cresciuto nello Ski College di Falcade ha preceduto il campione svizzero Marco Odermatt, dominatore delle velocità in questa stagione, conquistando la vittoria nella discesa libera maschile con un margine risicato ma decisivo. Il successo di Franzoni segna un trionfo clamoroso nel circuito più prestigioso dello sci alpino e lo proietta nell’olimpo dei discesisti italiani: è infatti soltanto il quinto italiano ad aggiudicarsi una discesa libera a Kitzbühel, dopo giganti del calibro di Albino Alverà, Dominik Paris, Peter Fill e Kristian Ghedina. La stagione di Franzoni è stata in rapida ascesa: dopo aver ottenuto il primo successo in carriera nel super-G a Wengen, il talento lombardo ha mostrato una padronanza eccezionale sulle piste più difficili al mondo. La vittoria a Kitzbühel non è solo un risultato sportivo straordinario, ma una consacrazione per un atleta che continua a sorprendere e che ora guarda con fiducia verso le prossime grandi sfide della stagione.
PER LE TRE RADIO BARBARA PAOLAZZI
SNOWBOARD
MARCH E DALMASSO SECONDI NEL PARALLELO A SQUADRE IN COPPA DEL MONDO
REDAZIONE Aaron March e Lucia Dalmasso hanno conquistato il secondo posto nel parallelo a squadre misto che ha chiuso la tappa di Coppa del Mondo di Simonhöhe, in Austria. La coppia azzurra ha confermato l’Italia sul podio, arrendendosi solo in finale al team Austria 4 formato da Andreas Prommegger e Sabine Payer, mentre il terzo posto è andato agli Stati Uniti. Per la squadra azzurra del parallelo si tratta del venticinquesimo podio stagionale, a conferma di un avvio di stagione molto positivo. Si sono invece fermate ai quarti di finale le altre due formazioni italiane in gara: Maurizio Bormolini ed Elisa Caffont, quinti, e Gabriel Messner con Jasmin Coratti, sesti. La Coppa del Mondo proseguirà a Rogla, in Slovenia, sabato 31 gennaio con l’ultimo gigante parallelo prima della pausa olimpica. (FOTO: FISI)
SCI DI FONDO
MARCIALONGA EPICA TRA NEVE E IMPRESA SPORTIVA. LORENZO BUSIN PRIMO DEGLI ITALIANI
REDAZIONE Sotto una fitta e incessante nevicata si è svolta un’edizione destinata a entrare nella storia della Marcialonga. I 70 chilometri del celebre tracciato hanno messo a durissima prova gli atleti, con condizioni definite da tutti “incredibili”: oltre 10 centimetri di neve fresca in pista e l’assenza quasi totale dei binari hanno trasformato la gara in una vera sfida di resistenza e tecnica. In questo contesto estremo brilla la prova di Lorenzo Busin, che chiude al 33° posto assoluto, a soli 1’36” dal vincitore, risultando il primo italiano al traguardo di Cavalese. A imporsi è il norvegese Stadaas.
L’INTERVISTA DI MATTIA VALENTINI A LORENZO BUSIN
FESA CUP: VANESSA CAGNATI TRIONFA A GRESSONEY
Non si ferma più Vanessa Cagnati. Dopo il titolo italiano conquistato a Falcade, la junior cresciuta nello Sci Club Val Biois ha ottenuto il suo primo successo internazionale, vincendo la 10 chilometri in classico a cronometro della Fesa Cup a Gressoney Saint Jean. Ora tesserata per le Fiamme Gialle, Cagnati ha preceduto la svizzera Nina Cantieni e la francese Anouchka Neuville.
Buona prova anche per l’altra agordina Caterina Milani, diciottesima, reduce dal settimo posto nella sprint del giorno precedente. Per entrambe la trasferta valdostana conferma l’ottimo lavoro svolto in vista dei Mondiali Under 20, in programma a marzo a Lillehammer, in Norvegia.
Nella prova maschile juniores vittoria dell’italiano Daniel Pedranzini, mentre tra i senior doppietta azzurra con Giandomenico Salvadori davanti a Giovanni Ticcò. Prossimo appuntamento della Fesa Cup a metà febbraio in Repubblica Ceca.
SCI ALPINISMO: SCOLA SECONDA IN COPPA ITALIA, DE SILVESTRO SETTIMA IN MONDIALE
Ottima prova per Martina Scola in Coppa Italia. La falcadina dello Sci Nordico Marmolada ha conquistato il secondo posto Under 20 nell’Individual disputato a Macugnaga, prova di recupero ai piedi del Monte Rosa. Davanti a lei solo Melissa Bertolina delle Fiamme Oro, con un distacco di 48 secondi. Podio completato dalla lombarda Silvia Boscacci. Positivo anche il bilancio del Comitato Veneto, che rientra con tre secondi posti complessivi.
In Coppa del Mondo di sci alpinismo, a La Massana in Andorra, terzo posto nel Vertical maschile per Matteo Sostizzo, al primo podio iridato in carriera. Nella gara femminile, settima posizione per Alba De Silvestro, atleta comeliana del Centro sportivo Esercito. Oggi la tappa si chiude con la Sprint.
CORSA IN MONTAGNA
CAMPACCIO: LUCIA ARNOLDO QUINTA E PRIMA PROMESSE
Grande prestazione per Lucia Arnoldo al Campaccio di San Giorgio su Legnano, una delle classiche più prestigiose della corsa campestre. La zoldana dell’Atletica Dolomiti Belluno ha chiuso al quinto posto assoluto, prima della categoria Promesse, confermando l’ottimo momento dopo il piazzamento alle Cinque Mulini.
La gara, sui sei chilometri, è stata vinta dalla trentina Nadia Battocletti, che ha dominato nonostante una caduta a metà percorso, chiudendo in 21 minuti e 10 secondi. Arnoldo ha fermato il cronometro a 21’52”, risultato di grande valore anche considerando il periodo di carico di allenamenti.
Ora l’attenzione è rivolta ai Campionati italiani di cross, in programma a inizio marzo a Selinunte. Da segnalare, in chiave bellunese, anche la vittoria di Anna Eliska Milfait nella categoria Ragazze.
CALCIO
LA NEVE FERMA IL CALCIO: WEEKEND DI STOP PER L’AGORDINA
REDAZIONE Fine settimana senza calcio per l’Agordina, costretta ad arrendersi alla neve caduta copiosamente nelle ultime ore sul territorio. Le condizioni meteo avverse hanno portato al rinvio di tutte le gare in programma, sia a livello di prima squadra che del settore giovanile, per garantire la sicurezza di atleti, staff e addetti ai lavori. È stata rinviata la partita del campionato di Seconda Categoria, girone R del Veneto, che avrebbe visto l’Agordina impegnata in trasferta contro la Fulgor Farra. I campi resi impraticabili dalla neve e le difficoltà negli spostamenti hanno reso impossibile il regolare svolgimento dell’incontro, spingendo le autorità sportive a optare per il rinvio a data da destinarsi. Stessa sorte per la formazione Allievi, che avrebbe dovuto scendere in campo in casa contro il Caorle. Anche in questo caso, le condizioni del terreno di gioco e il rischio legato alle basse temperature hanno consigliato lo stop, nel rispetto delle normative sulla tutela dell’incolumità dei giovani calciatori. Un weekend quindi senza fischio d’inizio per l’Agordina, che ora attende le comunicazioni ufficiali della Federazione per il recupero delle gare. Nel frattempo, società e tifosi sperano in un rapido miglioramento del meteo per tornare presto a parlare di calcio giocato.
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