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CANALE D’AGORDO L’identità ladina è una realtà culturale e linguistica che continua a interrogare storici e comunità delle Dolomiti. A differenza di altri popoli europei, le popolazioni ladine non hanno mai costituito un’entità amministrativa unitaria, ma sono rimaste per secoli divise tra vallate, dominazioni e confini diversi. Una frammentazione che ha rallentato la consapevolezza di appartenere a un unico popolo. A tenere saldo il legame è stata soprattutto la lingua. Il termine “ladino” iniziò a diffondersi nell’Ottocento, in particolare negli studi dell’Impero Asburgico, inizialmente riferito alla Val Badia e successivamente esteso ad altre aree dolomitiche. Studiosi come Graziadio Isaia Ascoli ampliarono il concetto fino a includere parte dell’alto Bellunese. Il dibattito coinvolge oggi anche la Val del Biois e sarà al centro di tre serate di approfondimento a Canale d’Agordo, nella Sala Emigranti alle 20.45. Il 7 maggio Nicola Cassisi parlerà di “Ladin a ciasa, Ladin a scola”. Il 15 maggio Davide Conedera presenterà il “Glossar del lessich minerar e metalurgich per ladin agordin”. Il 21 maggio Loris Serafini approfondirà il rapporto fra il Tirolo e le valli ladine agordine.
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