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quando il raggiro fallisce grazie all’informazione ascoltata… anche alla radio
BOLOGNA – Il cosiddetto “trucco dello specchietto” continua a mietere tentativi di truffa, soprattutto ai danni dei più giovani e degli automobilisti inesperti. Stavolta però il finale è diverso, perché due ragazzi sono riusciti a evitare il raggiro grazie alla lucidità e alla prevenzione. A raccontarlo è una famiglia bellunese, dopo quanto accaduto ieri a Bologna, città dove la figlia vive e studia. Alla guida dell’auto c’era il fidanzato della ragazza quando un uomo ha simulato il classico danneggiamento allo specchietto, mettendo pressione ai ragazzi affinché pagassero subito per “chiudere la questione”. La richiesta iniziale? Centocinquanta euro, addirittura “scontati” pur di evitare assicurazioni e perdite di tempo. Una tecnica purtroppo ben nota: creare tensione, mettere fretta, far leva sulla paura e sulla voglia di risolvere immediatamente il problema. Ma questa volta qualcosa è andato storto per il truffatore. La ragazza ha insistito per contattare i genitori del fidanzato, ha preso tempo, ha ribadito di non avere soldi e soprattutto ha chiesto di procedere con la constatazione amichevole, compilando i documenti ufficiali. Davanti alla fermezza dei due giovani e alla prospettiva di lasciare tracce scritte, l’uomo ha improvvisamente cambiato atteggiamento: è risalito in macchina con la scusa di fare manovra… ed è sparito. La parte più significativa del racconto arriva però subito dopo. Quando la ragazza ha telefonato a casa per spiegare l’accaduto, è stata inquadrata la situazione: “Oddio, il solito trucco dello specchietto!”. Un meccanismo già sentito più volte, anche grazie agli approfondimenti e agli avvisi trasmessi in radio. Ed è proprio qui che emerge il valore dell’informazione locale e del servizio radiofonico: raccontare episodi, spiegare i meccanismi delle truffe, mettere in guardia i cittadini significa spesso prevenire danni concreti. In questo caso, forse, quei 150 euro non sono stati persi proprio perché qualcuno, tempo prima, aveva acceso un campanello d’allarme davanti a un microfono.







