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A quasi un anno dalla discussione in Consiglio comunale della petizione promossa dal laboratorio politico SiAmo Belluno sul miglioramento dell’illuminazione pubblica, qualcosa inizia a muoversi. Ma, secondo il gruppo, non abbastanza.
“Non in modo spedito, ma si procede. Siamo però ben lontani dagli annunci iniziali”, sottolinea il portavoce Biagio Giannone, ricordando le promesse fatte dall’amministrazione comunale. “Nello scorso autunno, il sindaco e il suo vice avevano assicurato che le luci sarebbero state riaccese entro Natale”.
Nonostante i ritardi, il gruppo aveva scelto di concedere tempo, evitando di tornare subito sull’argomento per non apparire incalzante. La questione era già stata portata all’attenzione del Consiglio attraverso una petizione che ha raccolto oltre 700 firme, sostenuta anche da una presenza costante sul territorio: otto gazebo allestiti tra piazza Martiri e Cavarzano, con momenti di confronto diretto con i cittadini.
“Oggi interveniamo non certo per speculare sulla morte di un povero operaio, le cui cause dovranno essere chiarite”, prosegue Giannone, “ma per ribadire una necessità ormai non più rinviabile: restituire decoro e sicurezza alla città, come promesso in campagna elettorale”.
Il tema dell’illuminazione pubblica resta dunque centrale nel dibattito cittadino, diventando simbolo di una richiesta più ampia: maggiore sicurezza, migliore qualità della vita e attenzione concreta alle esigenze della comunità.







