DI TIZIANO DE COL
Per i lettori che non lo avessero già fatto, consiglio la lettura delle prime due parti di questa inedita descrizione/trattazione prima di leggere queste righe e scorrere le immagini allegate:
In questa terza parte procederemo con la descrizione della postazione dei Pradusìe, la quale è interposta tra le postazioni dei Nàf (descritte nelle precedenti parti) e le postazioni del Cròt di Casamatta – o Cròt del Duràn – e contrassegnata col n 2 sulla immagine Google allegata. Descriveremo altresì la postazione più alta in quota di tutte, quasi un posto di vedetta, chiamata Sass della Galleria, posta su un contrapporte roccioso emergente dai ghiaioni della Moiazza, sopra la strada silvo-pastorale che porta al rifugio Carestiato nel tratto tra le Casère del Duràn e la colata detritica che si trova alla base del Col dei Pàss, sul quale sorge il Rifugio Carestiato.
Postazione dei Pradusìe :
Partendo dal Passo Duràn e salendo lungo il sentiero che porta al Rifugio Carestiato, raggiunta la zona dove l’erto pendio erboso lascia il posto ad una salita un po’ più dolce, il sentiero curva a sinistra attraversando una pietraia in bosco e lasciando sulla destra il Cròt di Casamatta, del quale parleremo nella prossima parte. Passato il tratto in bosco, il sentiero spiana in direzione sud-ovest con un brevissimo tratto in bella terra rossa battuta. Siamo circa una cinquantina di metri prima dell’innesto del sentiero con la strada silvo – pastorale per il Rifugio Carestiato. Appena usciti dal bosco e imboccato il tratto pianeggiante, una trentina di metri sotto il sentiero, a 1700 mslm circa, in quello che un tempo era un bel pascolo, ora quasi tutto invaso da bosco e piante infestanti, in un blocco roccioso, che fino ad una trentina d’anni fa emergeva dal pascolo, nel corso della Grande Guerra è stata scavata la Galleria dei Pradusìe, la quale si compone di un ingresso in leggera discesa posto a nord / nord-est del trovante roccioso; dopo circa 5 metri di galleria, la stessa si divide in due, come la galleria dei Nàf descritta nella parte precedente, ma di dimensioni più ridotte; a destra c’è una piccola riservetta, mentre a sinistra trova posto una piccola camera di tiro con un piccolo spioncino che sbuca all’esterno appena sopra il piano campagna, in direzione del Col Menadàr e in particolar modo in direzione della attuale strada SP 347 (allora ancora in fase di costruzione, ma vi era già l’antica mulattiera che saliva a Malga Càlleda da La Valle) nel tratto della Curva della Teleferica, ossia la doppia curva prima di arrivare sui Pian di Càlleda. La posizione della Galleria dei Pradusìe è specificata nelle immagini allegate, così come la linea di tiro che , dallo spioncino, si dipartiva da essa. In condizioni di normale piovosità, la galleria è allagata fin alla quota dello spioncino – come si vede dalle tracce di fango sulle pareti nelle immagini allegate – da dove poi fuoriesce. Dobbiamo specificare che pochi a La Valle sono a conoscenza di queste postazioni del Duràn e soprattutto questa galleria è sconosciuta ai più. A dire il vero, ormai delle più di cento gallerie della Prima e Seconda guerra mondiale insistenti sul territorio lavallese, sono conosciute alla maggior parte della popolazione solo quelle proprio prospicenti alle mulattiere e sono pochissime, tutte nella zona di Rùit, sopra il Cordevole. Le postazioni del Duràn erano sconosciute per la maggior parte della popolazione lavallese, tranne che per i pastori che accudivano d’estate il bestiame di Malga Calleda e che magari vi trovavano riparo durante i temporali, ma ho avuto pochissimi riscontri in merito anche dai pastori di un tempo, ancora viventi una trentina d’anni fa. Un altro motivo per cui erano semisconosciute ai Lavallesi, era perché vi lavoravano alla costruzione soprattutto abitanti della Val di Zoldo, considerato che le mulattiere militari d’accesso erano tutte sul lato zoldano, presupponendo i tentativi di sfondamento della Linea Gialla (come descritta nelle precedenti parti), da parte dell ‘invasore, da La Valle Agordina verso la Val di Zoldo.
Il Sass della Galleria:
E’ una piccola postazione ricavata in uno sperone roccioso emergente dai ghiaioni della Moiazza a circa 2000 di quota mslm e si trova a monte della strada strada silvo-pastorale che porta al rifugio Carestiato nel tratto tra le Casère del Duràn e la colata detritica che si trova alla base del Col dei Pàss, sul quale sorge il Rifugio Carestiato contrassegnato con il n 4 nelle immagini allegate. L’ingresso è a nord-est, rivolto verso la Moiazza, per cui non risulta visibile dalla normale viabilità sentieristica e silvo – pastorale. La postazione non è servita da una viabilità d’accesso evidente e bisogna procedere salendo lungo il ghiaione tra i mughi. Questa postazione ha una particolarità, all’ interno è stata ricavata sul pavimento una piccola depressione nella quale si ferma l’acqua che gocciola dall’ interno; l’unica spiegazione per questo gocciolio (percolato) è che si tratti di condensa per la differenza di temperatura esterna ed interna essendo il trovante roccioso come una torretta isolata in mezzo al ghiaione e date le ridottissime dimensioni dell’ eventuale acquifero soprastante è improbabile che si tratti di acque piovane percolanti per giorni anche in periodi non eccessivamente piovosi. L’ipotesi di questi particolari piccoli acquiferi “ da condensa” è contemplata anche dal noto geologo dott.prof. Gortani, che alle pag 292 – 293 del suo Compendio di Geologia volume secondo, le classifica come “sorgenti di vetta”. Allego una foto del paragrafo del Compendio. Un caso simile si trova anche sotto la Cima del Castello del Moschesìn, sulla Spalla del Castèl, con scocciolamento da sotto un piccolo tetto di roccia, poi raccolto in una piccolissima pozza che serviva a malapena ad abbeverare qualche capra o pecora che, fino ad un centinaio d’anni fa, venivano portate a pascolare sul magrissimo pascolo di Forcella Larga. La notizia di questa piccola sorgete del Castello del Moschesin, la ebbi da mia nonna paterna, Giovanna Mezzacasa ed ebbi poi la possibilità di verificarne la presenza con mio padre, Renzo De Col, nel 1980 circa.
- Galleria Pradusie_esterno Feritoia di tiro_1996
- Galleria Pradusie_esterno Feritoia di tiro_2025_2
- Galleria Pradusie_esterno Feritoia di tiro_2025_3
- Galleria Pradusie_ingresso
- Galleria Pradusie_ingresso_1
- Galleria Pradusie_ingresso_2
- Galleria Pradusie_ingresso_3
- Galleria Pradusie_interno_biforcazione_ a dx riservetta_a sx camera di tiro
- Galleria Pradusie_interno_camera di tiro
- Galleria Pradusie_posizione
- Sass della Galleria
- Sass della Galleria_evidenziato
- Sass della Galleria_ingresso
- Sass della Galleria_ingresso_a
- Sass della Galleria_ verso Conca Agordina
- Duran_Calleda_panoramica_postazioni
- Duran_Calleda_panoramica_postazioni – feritoie con linee di tiro
- Conca Agordina_Panoramica_Linea Gialla_Grande Guerra
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