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La Lega attacca duramente la legge Delrio, che ha trasformato le Province in enti di secondo grado, privi di reali poteri. Secondo il segretario provinciale Andrea De Bernardin, non cambia nulla chi sarà il prossimo presidente: i problemi resteranno identici, perché l’ente è stato svuotato di funzioni e risorse. Il voto, riservato solo agli amministratori comunali, viene definito una distorsione democratica che grava ulteriormente sui sindaci, già alle prese con le emergenze dei propri Comuni. Da qui la provocazione: boicottare le elezioni provinciali per denunciare una riforma giudicata fallimentare. De Bernardin parla di una Provincia “né viva né morta”, bloccata in un limbo istituzionale pericoloso per il territorio. Meglio, sostiene, un commissario governativo da contestare apertamente che accettare passivamente un sistema inefficace. Intanto resta l’incertezza sulle elezioni: il presidente uscente Roberto Padrin deve indire il voto entro il 6 febbraio, ma non è ancora chiaro se si voterà solo per il presidente o anche per il consiglio provinciale.
ANDREA DE BERNARDIN






