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A trentaquattro anni dalla strage di via D’Amelio, Belluno rende omaggio all’agente della scorta di Paolo Borsellino. Oggi scoperto un cippo commemorativo nel piazzale che porta il suo nome
BELLUNO – Un luogo della città per custodire la memoria di una giovane donna che scelse di servire lo Stato, consapevole dei pericoli, fino al sacrificio della propria vita. Oggi, nel piazzale Emanuela Loi di Levego, si è tenuta la cerimonia organizzata dalla Questura e dal Comune di Belluno, alla presenza delle autorità civili e religiose della provincia. Nell’occasione sarà scoperto un cippo commemorativo dedicato all’agente della Polizia di Stato. Il piazzale del Quadrante di Levego era stato intitolato a Emanuela Loi nel marzo del 2024. La nuova iniziativa cade a trentaquattro anni dalla strage di via D’Amelio e vuole mantenere vivo il ricordo di chi perse la vita difendendo le istituzioni e la legalità.
CHI ERA EMANUELA LOI
Emanuela Loi era nata a Cagliari il 9 ottobre 1967 e viveva con la famiglia a Sestu. Dopo il diploma magistrale entrò nella Polizia di Stato nel 1989 e frequentò il corso per allievi agenti alla scuola di Trieste. Successivamente venne destinata a Palermo, una delle città più difficili e pericolose nell’Italia attraversata dalla violenza mafiosa dei primi anni Novanta. Svolse diversi servizi di vigilanza e protezione, fino all’assegnazione, nel giugno del 1992, alla scorta del magistrato Paolo Borsellino. Aveva solamente 24 anni e faceva parte di quel gruppo da poco più di un mese. Il 19 luglio 1992 Borsellino arrivò in via D’Amelio, a Palermo, per fare visita alla madre. Una Fiat 126 carica di esplosivo venne fatta saltare al passaggio del magistrato e degli uomini della scorta. Nell’attentato morirono Paolo Borsellino ed Emanuela Loi, insieme agli agenti Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Emanuela Loi fu la prima donna della Polizia di Stato a perdere la vita in servizio. Per il coraggio e la dedizione dimostrati le venne conferita, alla memoria, la Medaglia d’oro al valor civile. La sua storia è diventata un simbolo dell’impegno quotidiano delle donne e degli uomini delle forze dell’ordine contro la criminalità organizzata. La commemorazione di Levego non sarà quindi soltanto un omaggio a una giovane poliziotta, ma un richiamo collettivo al valore della legalità. Come sottolineato dal questore di Belluno, Roberto Della Rocca, il sacrificio di Emanuela Loi e degli altri servitori dello Stato continua a vivere in tutte le persone che scelgono ogni giorno di non piegarsi alla mafia.












