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C’è un attimo, prima che il giorno si accenda davvero, in cui tutto sembra sospeso. La nebbia avvolge la valle, ammorbidisce i contorni, spegne i rumori. Gli alberi diventano ombre leggere, le colline sullo sfondo si intravedono appena, come disegnate a matita. Il cielo schiarisce piano, senza strappi. I neri non sono profondi, ma vellutati; non chiudono lo sguardo, lo accompagnano. È una luce che non invade, ma accarezza. Poi arriverà il sole a definire ogni cosa. Ma in questo equilibrio fragile tra buio e chiarore vive una magia silenziosa: quella dei neri soffusi, che trasformano il paesaggio in poesia.
BELLUNO, ORE 7.00







