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di mirko mezzacasa
Ci sono eventi che restano nella storia per un gesto, una vittoria, un’immagine. E poi ci sono quelli che restano per una canzone. Il Campionato mondiale di calcio 1982 aveva il suo inno ufficiale, El Mundial, interpretato da Plácido Domingo e amici. Ale’ Bearzot era il 45 giri da collezione. Ritmo latino, atmosfera festosa, molto anni Ottanta. Ma per noi italiani la vera colonna sonora era un’altra: le notti di Paolo Rossi, e la voce di Nando Martellini che gridava: «Campioni del mondo! Campioni del mondo! Campioni del mondo!». Quella non era solo telecronaca. Era musica collettiva. Poi arrivò il Campionato mondiale di calcio 1990. E lì sì che l’Italia scrisse la sua sinfonia: Un’estate italiana, cantata da Edoardo Bennato e Gianna Nannini. Notti magiche, inseguendo un gol… Ancora oggi bastano quattro note per tornare alle bandiere alle finestre, a un Paese intero che cantava. Nel 2006, ai Giochi olimpici invernali di Torino 2006, c’era Cuore di Eros Ramazzotti. E soprattutto c’era la voce immensa di Luciano Pavarotti con Nessun Dorma. Un momento che è rimasto sospeso nell’aria, potente, irripetibile. Torino aveva un suono. Un’identità. Mondiali 2006 – Canzone ufficiale: “The Time of Our Lives” – Il Divo & Toni Braxton. Ma quella che ci ha fatto saltare sul divano? “Seven Nation Army” – The White Stripes (Quella del mitico “po po po po po po pooo…”
E oggi?
C’è un logo. C’è un’identità visiva moderna. C’è un progetto. Ma manca una canzone. Manca un ritornello da cantare insieme.
Manca una melodia che faccia vibrare le piazze prima ancora delle gare. Manca qualcosa che unisca Milano e le Dolomiti in un’unica voce. Possibile che un Paese che ha dato al mondo l’opera, il melodramma, la canzone d’autore, non abbia ancora trovato il coraggio – o la visione – di regalare alle sue Olimpiadi un inno riconoscibile? Le Olimpiadi non sono solo sport. Sono memoria. E la memoria ha bisogno di suono. Perché tra vent’anni non ricorderemo solo le medaglie. Ricorderemo quello che cantavamo. E oggi, purtroppo, non abbiamo ancora nulla da cantare.
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