oggi dalle 14.30 in piazza Libertà l’esercitazione e il brindisi con la popolazione, alle 16 al Palaluxottica la mostra fotografica, la presentazione del libro di Eugenio Bien e 70 anni di storia
l’intervista a diego favero ed eugenio bien di mirko mezzacasa
I primi soccorsi in montagna: dall’inizio del Novecento alla stazione di Agordo
proprio ad Agordo è sorta, nel 1868, la prima Sezione del CAI dell’arco orientale, la quarta in Italia dopo Torino (1863), Aosta e Varallo, ad iniziativa di alcuni appassionati locali, incoraggiati da Quintino Sella, fondatore del Club Alpino Italiano. Non è evidentemente possibile condensare in poche righe la ricca storia della Sezione Agordina del CAI, nata autonomamente nell’estate del 1868 con il nome di Società Alpina di Agordo, che ha avuto in Cesare Tomè (1844-1922), presidente per lunghi anni e fra i più grandi pionieri dell’alpinismo, la figura forse più emblematica e rappresentativa della sua ultracentenaria storia.
Agordo, immersa nelle Dolomiti, è stata un centro nevralgico per l’alpinismo e, di conseguenza, per il soccorso alpino. Con il crescente turismo montano a inizio Novecento, aumentarono gli incidenti, portando alla necessità di organizzare interventi di emergenza. Inizialmente, le operazioni si basavano su volontari locali, come cacciatori e boscaioli, e su esperienze isolate del CAI. Eventi significativi come il recupero lungo la Via Solleder sul Civetta nel 1932 e nel 1945 dimostrarono l’urgenza di un’organizzazione ufficiale. Nel 1954, con la nascita del Soccorso Alpino nazionale, venne istituita anche la stazione di Agordo. Guidata da pionieri come Mario Facciotto e sostenuta da alpinisti esperti e volontari locali, la stazione si affermò come punto di riferimento per il soccorso alpino nelle Dolomiti.