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DI MIRKO MEZZACASA
AIEL mette in guardia dalle truffe online: prezzi fuori mercato, falsi negozi e pagamenti incassati senza consegna.
Prima di acquistare il combustibile per l’inverno, controllate chi vende, la certificazione e l’IBAN. Il consiglio dell’associazione: non fatevi mettere fretta da sconti eccezionali o “ultimi bancali”.
Con la fine dell’estate e l’avvicinarsi della stagione termica, molte famiglie stanno acquistando il pellet per l’inverno. È proprio in questo periodo che tornano le truffe legate alle vendite online: offerte a prezzi molto inferiori a quelli di mercato, merce mai consegnata e venditori che spariscono dopo aver incassato il pagamento.
AIEL, l’Associazione Italiana Energia dal Legno, riferisce di aver ricevuto nelle ultime settimane richieste di aiuto da parte di consumatori raggirati. In alcuni casi i siti utilizzano il nome e le immagini di aziende realmente esistenti, rendendo l’inganno più difficile da riconoscere.
«Un prezzo palesemente fuori mercato non è un affare: è un segnale d’allarme», avverte Marco Bussone, presidente di AIEL, che raccomanda di programmare per tempo l’acquisto e di controllare il venditore prima di pagare.
I CONTROLLI DA FARE PRIMA DELL’ACQUISTO
La prima verifica riguarda il prezzo. Un’offerta molto più conveniente rispetto a quelle disponibili altrove, magari accompagnata da messaggi che spingono a decidere subito — “solo per oggi” o “ultimi bancali” — deve far aumentare la prudenza. Anche la promessa di consegna gratuita in tutta Italia merita un controllo in più.
È bene accertare chi vende: ragione sociale, partita IVA, indirizzo e recapiti devono essere verificabili. Meglio cercare autonomamente il sito e il numero dell’azienda e contattarla attraverso i suoi canali ufficiali. Attenzione agli indirizzi e-mail che non corrispondono al sito e a chi risponde soltanto tramite WhatsApp o Telegram.
Se l’offerta riporta il marchio ENplus®, il logo e le fotografie dei sacchi non bastano: possono essere copiati. AIEL consiglia di cercare il venditore nel database ufficiale ENplus® e confrontare codice identificativo, sito, e-mail e telefono. Vanno controllati anche l’aspetto della confezione e l’eventuale presenza dell’azienda nella blacklist dei soggetti segnalati.
Domini internet insoliti, errori grammaticali, informazioni contraddittorie e recensioni tutte uguali o concentrate nello stesso periodo sono altri campanelli d’allarme. Una ricerca sul nome del venditore può aiutare a individuare segnalazioni precedenti. Anche un sito dall’aspetto artificiale o costruito in modo poco credibile richiede particolare cautela.
ATTENZIONE ANCHE ALL’IBAN
Prima del bonifico, verificate che l’intestatario e le coordinate bancarie corrispondano all’azienda venditrice. Se l’IBAN in fattura è diverso da quello già conosciuto, chiedete conferma usando i contatti ufficiali: alcune frodi modificano soltanto il conto di destinazione su documenti autentici.
Quando possibile, AIEL suggerisce di acquistare da siti ufficiali, rivenditori riconosciuti o operatori presenti su AIELfinder. È preferibile scegliere il pagamento alla consegna o strumenti tracciabili che permettano di contestare l’operazione. Non vanno inviati documenti d’identità o dati personali non necessari.
SE IL PAGAMENTO È GIÀ PARTITO
Chi teme di essere stato truffato dovrebbe contattare subito la banca o il gestore del pagamento per verificare se l’operazione possa essere bloccata o contestata. Occorre conservare ricevute, fatture, e-mail, messaggi, schermate del sito e ogni altro elemento utile, quindi rivolgersi tempestivamente alle Forze di polizia.
La verifica preventiva, ricorda AIEL, tutela il consumatore e protegge anche le aziende serie, la cui identità può essere sfruttata dai truffatori. Bastano alcuni controlli incrociati prima di pagare per evitare che un prezzo allettante si trasformi in una perdita.






