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BELLUNO In riferimento all’articolo Agordino, posta ferma da mesi Poste Italiane precisa che il servizio di recapito nella zona indicata è stato sempre garantito con regolarità da novembre, per tutto il mese di dicembre e anche in questi giorni. Analogamente, si conferma che anche nel Feltrino il recapito si svolge con regolarità. Considerati gli elevati volumi di corrispondenza del periodo natalizio, potrebbero essersi verificati alcuni rallentamenti, per i quali l’Azienda si scusa con i cittadini. Per quanto riguarda infine i calendari per la raccolta dei rifiuti, si precisa che sono stati affidati a Poste Italiane già con indirizzi di destinazione non correttamente collocati. Non si sono quindi verificati errori da parte del Centro di Smistamento di Padova. Per garantire il recapito, si è provveduto a rendere visibili gli indirizzi e ad affidare i calendari ai portalettere. La consegna è in corso.
ARCHIVIO RADIO PIU’
POSTA SOMMERSA, CITTADINI DIMENTICATI: QUANDO I PACCHI CONTANO PIÙ DELLE LETTERE
di mirko mezzacasa
Il sindacalista Adriano Musolino lo aveva detto chiaramente, ai microfoni di Radio Più, quando ancora il problema non era esploso in tutta la sua evidenza. «Preoccupatevi», aveva avvertito. E oggi quelle parole suonano come una profezia fin troppo facile. Negli uffici postali dell’Agordino la posta si accumula, sommerge gli addetti ai lavori e resta ferma. Non per caso, ma per scelta. Perché, come sempre, la priorità non sono le lettere, le bollette, le comunicazioni ai cittadini, bensì i pacchi.
Pacchi che per Musolino hanno un nome e un cognome ben precisi: le consegne dell’e-commerce, Amazon in testa. Il risultato? Non tanto il “pacco” in senso figurato, ma quello reale al cittadino, che quando è fortunato riceve la bolletta con settimane di ritardo, quando va male se la vede recapitare già scaduta.
Ora la preoccupazione cresce anche sul fronte dei servizi locali. Valpe ha spedito gli eco-calendari, strumenti fondamentali per la raccolta dei rifiuti. Domanda semplice e tutt’altro che polemica: quando arriveranno nelle case? Giorni? Settimane? Mesi? Nel frattempo, ci si arrangia. Per fortuna c’è la rete: siti internet, pdf consultabili, smartphone e tablet che suppliscono a un servizio che dovrebbe essere garantito a tutti.
Ma se non ci fosse il digitale? Se parlassimo di anziani, di chi non usa internet, di chi vive in frazioni già penalizzate da distanza e isolamento? La risposta è amara: resterebbero semplicemente tagliati fuori.
Questa non è un’emergenza improvvisa, ma un problema strutturale annunciato da tempo. E ignorarlo significa accettare che, ancora una volta, la montagna venga dopo tutto il resto. Anche dopo un pacco.
POSTA FERMA DA NOVEMBRE NELL’AGORDINO, MUSOLINO: «IL PROBLEMA È STRUTTURALE»
BELLUNO Con Adriano Musolino, funzionario sindacale della CGIL di Belluno, il 2025 è stato un anno di attenzione costante ai servizi e ai disservizi che attraversano il territorio, da Agordo ad Alleghe. Un lavoro di denuncia e confronto che si chiude simbolicamente con l’intervista curata da Mirko Mezzacasa, dedicata a una criticità che sta creando forti disagi: il mancato recapito della posta in alcuni Comuni dell’Agordino.
Alla domanda sul perché molti cittadini non ricevano la corrispondenza, Musolino è netto: «C’è una zona di recapito ferma dal 5 novembre che interessa Cencenighe Agordino, Vallada Agordina e Canale d’Agordo». Il motivo è semplice e, allo stesso tempo, grave: «La postina è mancata e non è stata sostituita, così la posta resta ammassata negli uffici».
Una situazione che, secondo il sindacalista, non è passata sotto silenzio. «Assolutamente no – chiarisce – come sindacalista l’ho detto e ridetto da un mese. Ma si dà sempre priorità ai pacchi». Musolino spiega di aver coinvolto anche le istituzioni locali: «Ho informato i sindaci dei Comuni interessati, chiedendo un’azione comune, ma finora non sono stati molto ricettivi».
Il risultato è un blocco totale della corrispondenza: «La posta è ferma: lettere, bollette, tutto lì. Ora si aggiungono anche gli ecocalendari Valpe, peraltro etichettati a Padova in modo non corretto, con ulteriori disagi e ritardi». I pacchi, in particolare quelli di Amazon, continuano invece a essere distribuiti: «Hanno la priorità, ma anche in questo caso le difficoltà non mancano». Respinta con decisione l’ipotesi dei semplici picchi di lavoro: «È un anno e mezzo che segnaliamo carenze mese per mese, altro che picchi di volume. Nessuna giustificazione è accettabile: il problema è strutturale».
Dalle parole di Musolino emerge un quadro chiaro di criticità cronica, dove la mancanza di personale e la scelta di privilegiare la logistica dei pacchi stanno compromettendo un servizio pubblico essenziale. Senza interventi strutturali e senza un’assunzione di responsabilità condivisa tra azienda e istituzioni, il rischio è che la normalità diventi l’eccezione e che intere comunità restino, ancora a lungo, senza posta.






