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Una segnalazione importante arriva da Taibon Agordino: lungo la pista tagliafuoco che collega Peden alle Peschiere, nel cuore della Valle di San Lucano, sono stati individuati diversi nidi di processionaria del pino. A scoprirli è stata Jessica, durante una passeggiata lungo la frequentata ciclo-pedonale immersa nelle Pale di San Lucano. I bozzoli, ben visibili tra i rami degli alberi, indicano la presenza di uno degli insetti più temuti nei mesi primaverili, soprattutto per i rischi che comporta per la salute pubblica e per gli animali domestici.
La processionaria è un lepidottero allo stadio larvale (bruco) noto per i suoi peli urticanti, estremamente sottili e facilmente trasportabili dal vento. Proprio questa caratteristica la rende insidiosa: non è necessario toccare direttamente i nidi o i bruchi per subire effetti indesiderati.
Il contatto con questi peli può causare irritazioni cutanee anche intense, con arrossamenti e prurito simili all’orticaria. Non sono rari i casi di problemi agli occhi, come congiuntiviti, o disturbi respiratori dovuti all’inalazione dei peli. Nei soggetti più sensibili possono verificarsi anche reazioni allergiche significative.
Particolarmente vulnerabili sono gli animali, soprattutto i cani. Attirati dal movimento dei bruchi, che si spostano in fila indiana – da cui il nome “processionaria” – possono annusarli o ingerirli. Le conseguenze possono essere molto gravi, fino alla necrosi della lingua o ad altre complicazioni potenzialmente letali.
La presenza lungo un percorso molto frequentato da escursionisti, ciclisti e famiglie aumenta il livello di attenzione. È fondamentale evitare qualsiasi contatto con i nidi, non scuotere i rami e mantenere una distanza di sicurezza, soprattutto in presenza di bambini e animali.
Si raccomanda inoltre di tenere i cani al guinzaglio e di prestare particolare cautela nelle giornate ventose, quando i peli urticanti possono diffondersi più facilmente nell’aria.
La segnalazione rappresenta un campanello d’allarme per residenti e turisti. Sarebbe opportuno un intervento da parte degli enti competenti per la messa in sicurezza dell’area e la rimozione dei nidi, al fine di garantire la fruibilità in sicurezza di uno dei percorsi naturalistici più suggestivi della zona.








