Dopo una settimana di fermata quasi totale e grazie alla viabilità in buona parte ripristinata, ieri è ripartita in pieno l’attività Luxottica ad Agordo e Cencenighe: nonostante l’uragano dei giorni scorsi, gli stabilimenti sono già pienamente operativi, questa è certamente una buona notizia viste le migliaia di persone che vi lavorano. 

Un ritorno alla normalità molto atteso dai colleghi dopo le incertezze degli ultimi giorni, quando il susseguirsi di comunicazioni sulla riapertura o meno delle fabbriche nel corso della settimana aveva fatto preoccupare e discutere molti lavoratori, vista la situazione di grave e diffusa emergenza in cui versava l’agordino con diverse strade chiuse o comunque danneggiate.
Ieri e oggi, tuttavia, le domande dei colleghi erano in gran parte concentrate su altri argomenti: il più immediato era la cassa integrazione prevista a copertura delle giornate di fermo, trattandosi di uno strumento a molti poco familiare poiché, fortunatamente, l’Azienda vi ricorre solo in casi eccezionali come questo. Il dubbio principale è sull’opportunità o meno di utilizzare istituti propri (permessi, banca ore, ferie, fit) in sostituzione della cassa. Ritengo comunque probabile che la grande maggioranza degli interessati trovi ben più utile tenersi a disposizione le proprie ore, visto che sul lato economico si può eventualmente integrare con gli straordinari.
Altre domande frequenti erano sul recupero della produzione sospesa, necessario per rimettersi in pari con gli ordinativi e con gli altri stabilimenti del gruppo: più o meno tutti si aspettavano che l’Azienda chiamasse dei sabati e puntualmente sono arrivati, da 1 a 3 sabati a seconda delle aree, secondo l’accordo che viene esposto nei reparti. Non si è concordata la flessibilità obbligatoria bensì lo straordinario incentivato volontario: sia per tenere conto delle condizioni ancora difficili nelle quali versa parte del territorio, sia perché i colleghi già sono “preparati” e ci si aspetta una buona adesione, necessaria all’Azienda per colmare il ritardo ma ovviamente utile anche ai dipendenti vista la convenienza economica dell’incentivato e la possibilità di trasformare in banca ore all’occorrenza.
Vi è comunque un tema che per molti, se non per tutti, è ancora più sentito dei precedenti ovvero le possibili iniziative di solidarietà da mettere in campo. Non solo verso quei colleghi che al momento non possono tornare in fabbrica a causa di strade interrotte o per via di grossi danni a casa:  una delle proposte più frequenti ricevute sul tema è di attingere alla banca ore etica per le persone nelle situazioni più critiche e impossibilitate a recarsi al lavoro. Per aiutare il territorio è invece difficile elencare tutti i suggerimenti arrivati in questi giorni: si spazia dal devolvere volontariamente ore di straordinario fino alle idee che riguardano in vari modi la consueta cena aziendale, avvenimento che è sempre stato molto atteso dai colleghi ma al quale molti chiedono di dare un’impronta diversa, vista la situazione in cui si trova buona parte del bellunese. Tante idee che escono dal cuore delle persone, occorre però un po’ di pazienza e attendere qualche giorno perché si faccia il punto della situazione e si valuti quali possano essere le iniziative più efficaci per dare una mano a chi ne ha bisogno.