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Stralci da un racconto di LUIGI DE BIASIO
STORIE DI EMIGRAZIONE DALLE DOLOMITI AL CERVINO
a cura di Alessandro Savio
TAIBON L’argomento che tratterò oggi è poco conosciuto, ma significativo e importante dal punto di vista economico, sociale e di visibilità internazionale , senza esagerazione, per queste due piccole comunità quali Taibon e Voltago Agordino. In sintesi l’argomento di oggi racconta una trasferta lavorativa di un numeroso gruppo di Agordini , verso la metà degli anni 60 del secolo scorso , a Cervinia , in Valle D’Aosta per la preparazione, l’allestimento e la manutenzione della pista di BOB dove si svolgevano competizioni a livello mondiale. Questi Agordini si avvicendarono a Cervinia per 14 stagioni invernali consecutive e poi finita l’esperienza lavorativa di Cervinia, vista la grande capacità professionale furono chiamati a Cortina per svolgere le stesse mansioni sulla pista dedicata a EUGENIO MONTI , per ulteriori otto stagioni consecutive. Ho raccolto queste notizie dall’amico Luigi De Biasio (purtroppo scomparso nel 2021) per quanto riguarda l’esperienza di lavoro e poi sulle orme dei padri o degli amici ci fù anche una vicenda sportiva raccontata da Soccol Nillo di Taibon , poiché una quindicina di atleti Agordini si cimentarono in questa disciplina sportiva. Mi sono documentato ulteriormente sulla letteratura per quanto riguarda la storia delle origini del BOB e altre notizie. Il titolo di questo racconto che è stato pubblicato dall’Amico Del Popolo in due puntate nei mesi di gennaio e febbraio 2015 è particolarmente significativo :
DALLE DOLOMITI AL CERVINO
la famosa montagna a confine con l’Italia e la Svizzera , fra Cervinia e Zermatt note località turistiche invernali , ma questo racconto evidenzia soprattutto una storia di emigrazione, lavoro e anche di sport. Otre alle notizie ho raccolto anche delle numerose immagini d’epoca , alcune legate al lavoro della pista, altre con gruppi di persone degli addetti ai lavori assieme anche a campioni mondiali di bob ed altre interamente dedicate alle discese agonistiche dei vari equipaggi. Il Bob è uno sport invernale nel quale delle squadre composte da due o quattro persone eseguono discese cronometrate lungo una pista ghiacciata a bordo di un mezzo dotato di pattini sterzanti, spinto all’avvio dai membri della squadra e successivamente dalla forza di gravità. Tale disciplina sportiva fu avviata negli anni 1880 ad Albany (New York) e successivamente introdotto in Svizzera; le prime gare venivano disputate su strade coperte di neve. In Italia nel 1920 fu fondato a Cortina d’Ampezzo (BL) il primo Bob Club d’Italia e sulla strada di Passo Falzarego si organizzò nel 1922 il primo Campionato Italiano. Infatti in cadore era molto sentita questa attività agonistica e si svolgevano nel passato diverse gare di BOB su strada anche a livello amatoriale , posso ricordare il gruppo sportivo denominato Aquilotti di Pelos oppure le varie gare disputate nel Comune di laggio di Cadore alle quali ho anche assistito personalmente nella mia infanzia. Nel 1923 venne costruita per opera di Raffaele Zardini la pista di Ronco, mantenuta operativa e ampliata in occasione dei Giochi Olimpici del 1956 fino alla sua chiusura definitiva nel 2008. La pista di Cortina in origine aveva una lunghezza di mt. 1.740 poi ridimensionata fino ad una lunghezza di mt. 1.350, un dislivello di 120 mt. dove il bob può raggiungere facilmente una velocità di 130 Km orari . La pista era dotata di rettifili e 15 curve fra le quali: Lastries-Controcurva-Verzi e Sento, I, II, III Labirinto, Curva Belvedere, Bandion, Antelao, Cristallo,Valletta e Curva di arrivo. I primi bob erano costruiti interamente in legno, mentre i bob moderni sono in lega di metallo leggero, con pattini in acciaio e carrozzerie aerodinamiche; devono avere una lunghezza massima di mt.3.80 per il Bob a 4 e di m 2.7 per il Bob a 2. La larghezza massima è di mt. 0,67 ed il peso totale compreso l’equipaggio è di Kg. 630 per il Bob a 4 e 390 Kg. per il Bob a 2. Per la forza di gravità, quanto maggiore è il peso e più veloce è il mezzo; il bobbista deve possedere una capacità di spinta e di velocità notevoli, abbinata a una massa corporea imponente per la trasmissione al mezzo della massima quantità di moto e di velocità, infatti i bobisti attuali provengono dalla atletica leggera , altleti che corrono i cento e i duecento metri piani, dotati di grande velocità e di peso corporeo. La grande stagione del Bob Italiano fu quella degli anni ’50 e ’60: ne fu protagonista Eugenio Monti originario di Aurozo di Cadore, prima grande sciatore , campione italiano di slalom gigante e slalom speciale negli anni 1949 e 50 poi in seguito ad una caduta ottimo bobista vincendo 9 campionati mondiali e 6 medaglie olimpiche insieme a Renzo Alverà e successivamente a Sergio Siorpaes, ma la medaglia più importante fu vinta alle olompiadi di INNSBRUCH nel 1964 in quanto con un gesto di grande sportività egli prestò un bullone del suo BOB all’equipaggio Inglese che l’aveva rotto.
I britannici vinsero la medaglia d’oro e Monti quella di bronzo.Rispondendo alle critiche dei giornalisti italiani , Monti rispose che gli inglesi non avevano vinto grazie al bullone prestato ma perché andarono più veloci.. Da Cortina ci furono molti altri atleti che resero grande la Scuola Italiana di Bob: Ruatti, De Lorenzo, Zardini, Gaspari e altri cadorini come De Zordo e De Martin. Il predominio azzurro finì nel 1975 con la vittoria del Campionato Mondiale sulla pista “Lago Blu” di Cervinia (Valle d’Aosta) da parte dell’equipaggio che riuniva i due massimi poli del Bob Italiano dell’epoca: Cortina d’Ampezzo e Cervinia con Giorgio Alverà e Franco Perruquet. Breuil-Cervinia è una località montana appartenente al Comune di Valtournenche a quota 2.050 alle falde del Cervino; Breuil è il nome originario in francese, toponimo molto diffuso in Valle d’Aosta indicante piani paludosi di montagna. Cervinia è invece il nome italiano assegnato alla località in epoca fascista che è rimasto come denominazione ufficiale anche cartografica, infatti nell’epoca fascista del ventennio ci fù una italianizzazione della toponomastica , dei cognomi, dei nomi e delle parole non italiane. Ricordiamo Ettore Tolomei che fu uno dei principali fautori dell’italianizzazione dell’Alto Adige negli anni 30. La pista di bob di Cervinia fu realizzata negli anni 1962/65 dalla ditta Mario Dal Pont di Ponte nelle Alpi (BL) , una ditta con maestranze bellunesi , nata nel 1953 come impresa edile con il socio Giuseppe Mares , specializzandosi poi negli anni ’60 nella costruzione di impianti di risalita in tutto il Nord Italia con la realizzazione di piste di sci e funivie. La pista di bob denominata “Lago Blu” di Cervinia ha una lunghezza di mt. 1.520, un dislivello di mt. 139 e dodici curve, partenza, rettifilo del Pio Merlo, “ I curva sotto la tettoia-Curve del 1°, 2°, 3°, 4° Piccolo Labirinto, Curva Laiet, Curve del 1°, 2°, 3° Grande Labirinto, Curva Azzurra, Curva Bianca e Curva di Arrivo con una altezza massima di mt. 6,90 , una parabolica inclinata e lisciata dove il BOB era sospeso a 7 metri di altezza e mantenuto in pista dalla forza di gravità. Questo impianto sportivo nel passato ha rappresentato un importante punto di riferimento a livello mondiale ed un fondamentale centro di forte richiamo per l’immagine turistica dell’intera Valle d’Aosta; la pista è stata chiusa nel 1991 dopo lo svolgimento del Campionato Europeo e della Coppa del Mondo. La giunta Regionale della Valle d’Aosta ha recentemente costituito un apposito gruppo di lavoro composto da esperti tecnico-sportivi del settore per verificare l’opportunità e la fattibilità attraverso una accurata analisi dei costi per eseguire i necessari lavori di ripristino da permettere la riapertura della pista di bob del “Lago Blu” di Cervinia. Probabilmente con la crisi finanziaria attuale non credo sia possibile raggiungere questo obiettivo anche perché avrebbe dei costi molto elevati. Adesso passiamo proprio alla storia dei nostri protagonisti:
Nel 1964 un nutrito gruppo di Agordini lavorarono nella stagione invernale a Breuil-Cervinia per la preparazione e la manutenzione della pista di bob: all’inizio sotto le direttive della impresa Dal Pont e successivamente coordinati da Luigi De Biasio originario di Voltago Agordino e poi residente a Taibon Agordino fin dal 1970 avendo sposato Renata Savio . Luigi De Biasio ha lavorato a Cervinia per 14 stagioni consecutive (dal ’64 fino all’inverno 77/78) negli anni in cui si svolsero 2 Campionati Mondiali (1971-1975) e diversi Campionati Italiani ed Europei e Campionati Mondiali Militari, competizioni ad altissimo livello. Nella sua scatola di ricordi, conserva gelosamente fotografie, articoli di giornale, distintivi, gagliardetti, autografi di campioni internazionali e dediche. In particolare ho trovato un ritaglio di un quotidiano della Valle d’Aosta del 1975 per mè molto significativo che mi emoziona ogni qualvolta che lo leggo ,e cita testualmente :
Cervinia 12 febbraio 1975 …. Nevica sui mondiali di bob ma come sempre il primo round l’hanno vinto gli uomini della pista, intrepidi Agordini, infaticabili come sempre addetti alla manutenzione dell’impianto hanno lavorato fin dalle primissime ore di stamane rendendo possibile l’agibilità della pista e l’effettuazione dei previsti allenamenti …. il bob Italia1 ha ottenuto il miglior tempo di spinta della giornata e ciò è parecchio significativo per l’equipaggio Alverà e Perruquet… infatti conquisteranno la medaglia d’oro.
questo è quanto scriveva il giornalista di un quotidiano dell’epoca, adesso passiamo a: TENACIA, APPLICAZIONE, SPIRITO D’INIZIATIVA SULLE PISTE DA BOB A CORTINA D’AMPEZZO E CERVINIA
Luigi De Biasio di Voltago Agordino ricorda che nei primi anni la trasferta avveniva in treno fino a Chatillon con la famosa valigia di cartone e lo zaino degli attrezzi e poi in corriera fino a Cervinia; la permanenza durava ininterrottamente dai primi di dicembre fino al mese di marzo, era impensabile tornare prima visti i mezzi a disposizione.. Inizialmente erano alloggiati presso delle baracche dell’impresa Dal Pont e negli anni successivi in albergo (Carrel e Lac Bleu) di Cervinia. Negli ultimi anni i viaggi venivano effettuati con due automezzi di Giulio Savio “Traina” taxista di Cencenighe. Si lavorava tutti i giorni e anche di notte: dipendeva dalla temperatura e dalle competizioni, divisi per squadre per la preparazione delle pareti della pista ghiacciata, rettifili, fondo e curve paraboliche di notevole altezza. La struttura principale della pista era in cemento armato o tavole di legno, dotata di fori per il miglior ancoraggio del ghiaccio. Per la preparazione servivano sicuramente le materie principali che consistevano in neve ed acqua: adeguatamente impastate venivano spalmate secondo il metodo tradizionale della intonacatura per vari strati fino al raggiungimento di una linea omogenea ed uniforme di ghiaccio sulla pista stessa , specialmente sulle curve paraboliche che avevano una altezza massima di oltre sei metri. La pista doveva ottenere una superficie perfettamente liscia ed omogenea con una linearità tale da permettere maggiore velocità per i bob ed inoltre avere una continua manutenzione e protezione dai raggi del sole mediante la stenditura di teli che venivano posati in opera durante il giorno e tolti per le competizioni. Queste operazioni e gli interventi soggetti sempre a continui cambiamenti di temperatura, dovevano essere eseguiti con la massima professionalità, con scelte oculate e immediate del momento, anche nel caso di bufere di neve o repentini cambiamenti della temperatura e della meteorologia, con problemi sia di freddo ma anche di caldo poiché sicuramente le alte temperature rovinavano la pista ghiacciata, e comunque queste scelte dovevano essere adeguatamente supportate da una grande manualità e adattamento degli operatori che si raggiungeva solo con una grande esperienza nel settore veramente unico e singolare, spesso e volentieri in condizioni meteo proibitive.

Alla pista di bob “Lac Bleu” di Cervinia hanno lavorato, oltre alla memoria storica di Luigi De Biasio anche una trentina di addetti che vorrei giustamente ricordare soprattutto per quelli che non ci sono più fra noi :Siro Benvegnù, Giorgio Cadorin, Mario Cancel, Aldo Dai Prà, Agostino Savio, Paolo Savio, Gianfranco Triches, Sergio Triches, Serafino Brancaleone ,Remo Tibolla, Tullio Del Din e Giovanni Soccol di Taibon Agordino; Riccardo Dai Prà, Giovanni Dorigo,Adolfo Costantini, Riccardo Costantini, Giuseppe Farenzena, Silvano Rosson di Agordo; Emilio De Biasio, Raffaele De Biasio, Giovanni Polazzon, Gino Rossa, Giovanni Santomaso, Massimiliano De Biasio, Pietro Miana, Parisio Parissenti, Abele Santomaso, Luciano Scussel di Voltago Agordino e inoltre Luciano Soppelsa Cencenighe e Felice Sorarui di Livinallongo. Questi agordini si sono avvicendati a Cervinia per 14 stagioni invernali consecutive. Finita l’esperienza lavorativa di Cervinia il nostro De Biasio ha raccontato che, nell’estate del 1978 venne a casa sua a Taibon Agordino un certo onorevole Valter De Rigo allora presidente del Bob Club Cortina assieme a Gianfranco Gaspari ex bobista Campione Italiano e gli proposero di ripristinare la pista di Ronco a Cortina d’Ampezzo che era stata denominata “Eugenio Monti”. Dopo un sopralluogo assai preoccupante dalle condizioni della pista ma sempre con notevole entusiasmo, Luigi De Biasio e l’amico Giovanni Santomaso decisero assieme di accettare la sfida e a dicembre si misero al lavoro con una squadra di Agordini del Comune di Taibon: Franco Benvegnù, Giorgio Cancel, Italo Dai Prà, Fiorenzo Dell’Agnola, Sergio Moretti, Fausto Paganin , Gianni Soccol, Remo Tibolla , Fabio Tomè, Vittorio Schena e Giovanni Polazzon di Voltago Agordino.

Quasi tutti giovani alle prime armi. Alloggiavano nelle baracche di cantiere dell’impresa De Rigo a Pian de Lago e successivamente all’Hotel Barisetti. La tenacia e la laboriosità degli Agordini dimostrò ancora una volta la seria professionalità poiché la sera di San Silvestro 1978 scesero dalla pista di Ronco una settantina di equipaggi alla presenza di un soddisfatto Valter De Rigo che si complimentò vivamente con i due diretti e infaticabili responsabili del lavoro Luigi De Biasio e Giovanni Santomaso. Gli Agordini lavorarono a Cortina per 8 stagioni invernali consecutive; nel 1981 furono disputati anche i Campionati Mondiali. Ora passiamo all’argomente prettamente agonistico : In questo significativo ricordo della laboriosità e operosità della nostra gente, non dobbiamo dimenticarci dei bobisti Agordini che hanno dimostrato le loro doti sportive ed agonistiche anche a carattere nazionale e internazionale. probabilmente sulla scia dei lavoratori addetti alla pista in quanto citando un esempio , Soccol Nillo aveva il padre che lavorava a Cervinia e poi a sua volta il figlio Soccol Michele fece il corso piloti a Cortina trasmettendo la passione quindi da padre a figlio e nipote. Allora , questi sono i nomi degli atleti Piloti : Nillo Soccol di Taibon Agordino; Paolo Costa di Canale d’Agordo; Nicolò Guadalupi e Claudio Farenzena di Agordo; ma anche Luana Agostini di Voltago Agordino. Frenatori e Interni: Il bob a quattro prevede un pilota , due interni ed un frenatore ultimo componente dell’equipaggio. Michele Soccol, Riccardo Dai Prà, Massimo Rosson, Diego e Paolo Soccol di Taibon Agordino; Giuseppe Costantini, Giorgio Zasso, Arrigo Benvegnù, Gabriele Campanini di Agordo; Vittorio Costa e Manfroi Remis di Cencenighe Agordino; Fabio De Cassan di La Valle Agordina.

Di questi atleti coraggiosi per affrontare una disciplina sportiva così audace e pericolosa capaci di scendere a velocità che talvolta superano i 140 km all’ora si deve assolutamente sottolineare che Paolo Costa di Canale D’Agordo vinse a Cervinia una gara di Coppa del Mondo nel gennaio del 1983 ( con equipaggio di Bob a 4 – Ermenegildo Sartore pilota , interni Paolo Costa e Onorio Marocchi, frenatore Pasquale Gesuito) famosi bobisti a livello mondiale e che – soprattutto – il veterano Nillo Soccol ha partecipato a numerose gare dei Campionati Veneti e Italiani e di Coppa Europa di Bob, sia a Cortina che a Cervinia, salendo numerose volte sul podio. Il Soccol mi ha raccontato diversi aneddoti avendo fatto nella sua carriera oltre tremila discese, anche fasciato con le costole rotte , oppure una volta a Cervinia il suo frenatore Riccardo Dai Prà di Taibon , a causa del frastuono e della velocità non capì l’ordine di frenare e quindi il BOB proseguì la sua corsa anche dopo il traguardo a 130 km orari e si andò a conficcare in un mucchio di neve alla fine di una salita realizzata apposta per la dissipazione della velocità. Andò diversamente all’equipaggio Giapponese subito dopo poiché continuò la corsa fino a schiantarsi sulla strada statale sottostante, fortunatamente solo con alcune contusioni da parte degli atleti giapponesi. Sono note e riflessioni che ci insegnano la capacità di questi Agordini nell’inventarsi un’attività anche per il periodo invernale: muratori e carpentieri con grande esperienza, giovani alle prime armi, in luoghi di lavoro proibitivi, a 2000 metri di altitudine ed in condizioni disagiate, magari a parecchi gradi sotto lo zero e con bufere di neve. Probabilmente negli anni sessanta non esistevano ammortizzatori sociali o cassa integrazione e pertanto era fondamentale avere una occupazione anche nel periodo invernale. Posso proprio dire di aver raccontato una storia sconosciuta di emigrazione dalle Dolomiti al Cervino, importante dal punto di vista economico-professionale e di assoluta visibilità internazionale. Oggi, nonostante le grandi splendide prestazioni degli anni ’60 e ’70 dei bobisti italiani con un medagliere di tutto rispetto, purtroppo tutto questo è finito e in Italia non vi sono più piste di bob attive anche se sono passati pochi anni dalle Olimpiadi di Torino disputate nel 2006: le squadre di bob infatti, devono andare ad allenarsi in Austria con tutti i relativi disagi e costi. La pista di CESANA località dove sono state disputate le le gare di BOB alle olimpiadi di Torino , è costata 20 milioni di euro, terminate le olimpiadi è stata chiusa per impraticabilità , questioni di sicurezza.
Qualche tempo fa sentivo una intervista di Erwin Zoggler , famosissimo atleta altoatesino della Val D’Ultimo che ha vinto nella sua carriera con lo slittino 6 medaglie olimpiche, 16 medaglie mondiali,18 medaglie europee , compreso i campionati italiani è salito sul podio 119 volte, si è ritirato nel 2014 a 40 anni , atleta irreprensibile , serio e costante ovviamente per raggiungere quei livelli ci vuole gran sacrificio , abilità e forza di carattere, ebbene anche lui ogni giorno della sua carriera agonistica andava ad allenarsi in Austria, perché in Italia non c’erano piste adeguate di slittino. In tal senso questo scritto racconta di un gruppo di tenaci Agordini che, con meno burocrazia ma con tanta voglia di lavorare, sono stati in grado di preparare una pista di bob omologata per competizioni internazionali: un grande grazie a tutti anche per questa avventura seminascosta tra le pieghe dei ricordi. Ho voluto mettere a punto questo scritto , corredato da alcune immagini d’epoca in maniera semplice, sicuramente dimenticando aneddoti e particolari e forse anche qualche nome , ma cercando di dare atto alla valenza dei protagonisti di questa singolare emigrazione e riallacciando con il filo rosso del ricordo un irripetibile momento della Storia della nostra piccola comunità
A cura di Alessandro Savio – Febbraio 2026
appendice
In questi giorni stiamo assistendo alle Olimpiadi Milano Cortina, la pista di Bob Eugenio Monti è stata demolita e rifatta con nuove tecnologie . Si stanno disputando con successo anche per gli atleti italiani diverse competizioni di slittino e bob, mi sembra pertanto doveroso ricordare quelle maestranze Agordine che hanno contribuito con il proprio lavoro a far conoscere queste discipline sportive.
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