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DI ALESSIA DALL’O’
FELTRE Dopo quasi un secolo di attese, restauri e riaperture avvenute ma sempre parziali sui numeri di pubblico, Feltre si prepara a restituire definitivamente alla comunità uno dei suoi gioielli: il Teatro de la Sena. Venerdì 10 aprile alle 19.30 la “Piccola Fenice” riaprirà con una serata inaugurale affidata all’Orchestra di Padova e del Veneto, sancendo il ritorno a pieno titolo dell’attività culturale nello storico spazio cittadino.
UN VIA CON LA COLLABORAZIONE DI TEATRO STABILE VENETO E ORCHESTRA DI PADOVA E DEL VENETO
Molto più di un’inaugurazione: con il via libera ottenuto lo scorso 23 dicembre alla piena capienza di 290 posti, il teatro potrà finalmente essere vissuto nella sua interezza, cosa che non accadeva dal 1929, anno in cui la struttura venne chiusa al pubblico per la mancanza di adeguate vie di esodo e delle necessarie condizioni di sicurezza. Da allora si sono succeduti decenni di interventi, che hanno coinvolto tutte le amministrazioni succedutesi, culminati negli ultimi lavori che hanno completato le opere necessarie alla piena fruizione. «Restituiamo finalmente a Feltre uno dei suoi luoghi più identitari. Dobbiamo ringraziare chi ci ha sostenuto e chi ha lavorato con noi e prima di noi», ha dichiarato la sindaco Viviana Fusaro. «Si inizia in grande anche grazie alla nuova collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto. Il futuro de La Sena è quello di uno spazio dedicato alla cultura che riconsegna ai cittadini un patrimonio ritrovato e pronto a tornare a vivere».
Uno sguardo che va già oltre la semplice programmazione di spettacoli. Il progetto punta infatti su una collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, destinata a trasformare La Sena in un luogo attivo di produzione e creazione culturale. Al centro c’è “La Sena Viva”, iniziativa che prende forma attraverso il “Cantiere Goldoni”, una rassegna pensata per rileggere l’eredità del teatro popolare veneto nel dialogo tra tradizione e contemporaneità. Da ieri è online l’avviso rivolto alle compagnie venete chiamate a presentare proposte artistiche che spaziano dalla prosa al teatro ragazzi, fino alle forme ibride. Le produzioni selezionate entreranno in una programmazione che si svilupperà tra settembre 2026 e febbraio 2027 tra il Teatro de La Sena e altri spazi della rete regionale, con il coinvolgimento di Arteven. «Siamo legati a questo luogo da radici comuni: su questo palcoscenico Goldoni presentò alcune delle sue prime opere. Vogliamo trasformare questo spazio in un luogo di produzione artistica, coinvolgendo i giovani dell’Accademia teatrale Goldoni e aprendo il teatro alla comunità. Il cartellone e la calendarizzazione saranno pronti entro maggio, quando presenteremo nomi e titoli dei sei spettacoli della prima stagione» ha sottolineato Claudia Marcolin, direttrice artistica di TSV.
LA STORIA DEGLI INTERVENTI
Il percorso che ha portato alla riapertura è stato lungo e complesso. Una prima svolta arrivò nel 1971 con una campagna di sensibilizzazione sul valore storico e culturale della struttura, seguita da interventi e iniziative fino agli anni Novanta. Nel 2000 l’accordo tra il Comune di Feltre e la Soprintendenza permise il recupero del corpo storico, lasciando però ancora irrisolta la piena fruibilità dell’edificio. Grazie a diversi finanziamenti – Fondazione Cariverona, fondi statali approvati in Commissione Bilancio e Ambiente della Camera e risorse del Ministero per i Beni culturali – nel 2009 il teatro poté riaprire parzialmente con una capienza di 123 posti. La svolta definitiva è arrivata con il progetto “FE1 – Completamento funzionale del Teatro civico La Sena”, inserito nel programma di valorizzazione turistica del territorio feltrino e finanziato attraverso il Fondo per lo sviluppo dei Comuni di confine. L’intervento, inizialmente previsto per 2,3 milioni di euro, ha riguardato la realizzazione della nuova scala di emergenza, la sistemazione dei camerini e il completamento delle opere necessarie per restituire la piena fruizione della sala. Il cantiere ha subito rallentamenti legati alla pandemia, approfondimenti archeologici e varianti progettuali, portando il quadro economico complessivo a circa 2,6 milioni di euro.
UN INCUBATORE DI TALENTI IN VISTA ANCHE DI GRANDI PROGETTI FUTURI
«Non guardiamo le cifre, guardiamo avanti», ha commentato l’assessore regionale alla montagna Dario Bond, presidente anche del Fondo Comuni di Confine. «Dobbiamo utilizzare questo luogo in maniera continuativa, dando spazio ai giovani e all’arte in tutte le sue forme, perché diventi un incubatore di vita culturale». Bond ha sottolineato che il teatro non deve restare «una bella bomboniera solo da ammirare, ma qualcosa di vivo per tutti», diventando parte di una visione più ampia per il territorio, con l’idea futura nel suo programma che lo vede sedere ai tavoli regionali, di realizzare un grande Palamusica o Palasport sul modello del Nord Europa, «uno spazio flessibile per grandi eventi sportivi, musicali e culturali, supportato anche dal Fondo Grandi Eventi. La Sena è il gioiello che deve ravvivare la vita culturale e la voglia di intrattenimento e di fare comunità intorno al mondo dello spettacolo e delle arti»
IL PROGETTO LA SENA VIVA
A tal proposito, il progetto culturale “La Sena Viva” prende forma attraverso il “Cantiere Goldoni”, che punta a trasformare il teatro in un luogo attivo di produzione e creazione. Giancarlo Marinelli, Direttore Generale di Arteven, spiega: «“Cantiere Goldoni” vuole proporsi come una grande vetrina in movimento delle compagnie venete e del loro lavoro. Sospesa tra la tradizione goldoniana che ha insegnato l’arte del palcoscenico al mondo e l’universo novecentesco e contemporaneo delle drammaturgie a noi più vicine, la forza creatrice del nostro teatro troverà a Feltre la sua – per dirla con l’illustre signor Carlo – Casa Nova».
I LAVORI SVOLTI
Sul percorso che ha portato alla piena capienza del teatro è intervenuto anche l’assessore ai lavori pubblici Andrea Bona, che ha seguito l’adeguamento strutturale. «Quando nell’agosto 2022 siamo entrati abbiamo avuto paura di non farcela. Il percorso per arrivare allo scorso dicembre è stato delicatissimo». Bona ha ringraziato il presidente del Consiglio comunale Ennio Trento, «che anche in quanto architetto ha dato un contributo importante con la sua professionalità», oltre a tutte le persone coinvolte nei lavori e ai dipendenti pubblici che hanno reso possibile l’intervento.
GIA’ UN MIGLIAIO DI VISITATORI, CONTINUA LA COLLABORAZIONE CON COOPERATIVA AQUA
Sul versante culturale è intervenuta l’assessora Flavia Colle, sottolineando il valore del teatro nel panorama artistico: «Si tratta di un teatro storico di rilievo nazionale ed europeo, che è già tornato a essere parte viva della città. Negli ultimi mesi abbiamo realizzato eventi e visite guidate teatralizzate che hanno richiamato moltissime persone». Colle ha ricordato come siano già oltre mille i visitatori che hanno potuto conoscere da vicino il teatro grazie alla collaborazione con la Cooperativa Aqua, che gestisce le visite e curerà anche il service della struttura. «Aspettiamo anche ospiti importanti, come Aldo Cazzullo per la Maratona di Lettura. Vogliamo che questo sia un teatro che produca cultura con i giovani al centro, aperto alla cittadinanza e capace di tornare a essere uno spazio a disposizione dei feltrini e delle aziende».
L’INAUGURAZIONE
La serata inaugurale del 10 aprile segnerà simbolicamente l’inizio di questa nuova stagione. Sul palco salirà l’Orchestra di Padova e del Veneto, con Antonio Aiello al violino concertatore, per un programma dedicato al grande repertorio per archi. Il primo concerto di una nuova storia: quella di un teatro che, dopo quasi cento anni, riapre finalmente il sipario.
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