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L’attività del NAS si conferma uno strumento essenziale di prevenzione e repressione, a tutela soprattutto delle fasce più deboli della popolazione. Un lavoro silenzioso ma decisivo, che nel 2025 ha acceso i riflettori su un sistema che, accanto a tante realtà virtuose, continua purtroppo a presentare sacche di illegalità e gravi mancanze.
Parte dai numeri, e sono numeri che pesano, il bilancio dell’attività svolta nel 2025 dal Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dei Carabinieri di Treviso. Un lavoro capillare, illustrato nei dettagli, che fotografa una realtà fatta di controlli serrati, irregolarità diffuse e interventi mirati a tutela della salute pubblica nei settori sanitario e farmaceutico. Nel corso dell’anno sono state 878 le strutture sanitarie controllate: un universo che comprende case di riposo, ambulatori, strutture socio-assistenziali e presidi di vario genere. In questo contesto i militari del NAS hanno riscontrato numerose criticità, tali da portare alla denuncia di 35 persone e alla contestazione di 224 sanzioni amministrative. Le ipotesi di reato emerse delineano un quadro particolarmente allarmante: dalla somministrazione di farmaci scaduti ai maltrattamenti nei confronti di persone fragili, passando per l’esercizio abusivo della professione sanitaria, fino a truffe e frodi nelle pubbliche forniture. Un’attenzione particolare è stata riservata anche al settore farmaceutico, ambito strategico per la sicurezza dei cittadini. Qui il NAS di Treviso ha effettuato 170 ispezioni mirate, che hanno portato alla denuncia di 5 persone per illecita importazione di farmaci privi di A.I.C., l’Autorizzazione all’Immissione in Commercio, oltre a diverse sanzioni per violazioni della normativa di settore. Il bilancio complessivo restituisce la dimensione dell’impegno: oltre 258 mila euro di sanzioni amministrative comminate e il ritiro dal mercato di farmaci e dispositivi medici per un valore superiore ai 16 mila euro. Numeri che raccontano non solo l’intensità dei controlli, ma anche la necessità di un presidio costante in un ambito dove ogni irregolarità può trasformarsi in un rischio diretto per la salute delle persone.






