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DI ALESSIA DALL’O’
SEDICO Si è conclusa l’avventura del team di Radio Più al Carnevale di Sedico, di cui siamo stati media partner ufficiali per questa edizione 2026. Tre giornate di sfilate, partecipazione e iniziative diffuse hanno raccontato molto più di una semplice festa: hanno restituito il ritratto di una comunità viva, capace di trasformare il Carnevale in uno spazio di riflessione e immaginazione.
LA FANTASIA DI ASSOCIAZIONE CARNEVALE DI SEDICO
A dare forma a questo racconto sono stati innanzitutto i carri dei volontari carristi. Tra le novità, gli Acchiappa Sorrisi, gruppo al suo primo debutto ufficiale, che ha portato in piazza “Solo chi sogna può volare”, un carro che evocava il momento sospeso in cui si appoggia la testa al cuscino e si entra nel mondo dei sogni. Figuranti vestiti da nuvole con dettagli colorati e con pigiami blu – tutti costumi realizzati rigorosamente a mano – hanno dato vita a una coreografia pensata per coinvolgere grandi e piccoli, restituendo al pubblico la leggerezza e la magia dell’immaginazione. Diverso ma altrettanto evocativo il messaggio degli Amici del Carnevale 2.0, il gruppo storico che da trent’anni anima la manifestazione. Il loro carro ha portato simbolicamente il mare a Sedico: al centro della scena un maestoso Nettuno dominava su un grande granchio, circondato da sirene e creature marine. Un’opera spettacolare che ha voluto raccontare non solo la bellezza degli oceani, ma anche la loro fragilità, ricordando come l’inquinamento non sia un problema lontano, ma una responsabilità condivisa. Tra i volontari anche Olivo Triches, 81 anni, maestro carrista che continua a costruire con le proprie mani questi mondi effimeri ma che fanno battere il cuore. Il carro del gruppo de I Bociase ha invece parlato di gentilezza. Nato quindici anni fa a Putignano e passato attraverso tutta Italia, è approdato a Sedico grazie al numeroso e veramente dirompente gruppo. La figura centrale vedeva uno spaventapasseri gigante che non incuteva paura ma custodiva, addirittura in bocca, un piccolo nido da cui spuntava un uccellino. Una metafora delicata sulla cura e sul non giudizio, resa ancora più intensa da una realizzazione tecnica raffinata, con movimenti coordinati che animavano la figura centrale e i dettagli ai suoi piedi. A svettare, letteralmente, è stato infine il carro de Gli Incredibili, alto undici metri e in arrivo direttamente da Viareggio. Un carro sì acquistato, ma anche riemerso con nuova luce grazie ai lavori di carpenteria e ingegneria dei carristi. Il titolo, “Il mostro ha paura”, anticipava il messaggio. Al centro della scena, Frankenstein: non una creatura spaventosa, ma una figura – tra le altre cose, creata dall’uomo – che teme il giudizio altrui. Inizialmente nascosto e voltato di spalle, con delle movenze meccaniche affrontava poi i corvi – simbolo delle malelingue – trovando il coraggio di mostrarsi al pubblico. Un racconto in movimento sulla diversità e sulle etichette che possono ferire, ma da cui bisogna liberarsi.
LA PARTECIPAZIONE DELLE FRAZIONI
Accanto ai gruppi “di casa”, la sfilata si è arricchita nelle diverse giornate con carri ospiti provenienti dal territorio, tra cui quello da Cornuda ispirato alle Olimpiadi Milano Cortina 2026, intitolato “Milano-Cornuda”. Ospite fisso per la maggior parte delle sfilata il carro “Ghostbusters” del Comitato festeggiamenti San Rocco di Prapavei-Boscon e i gruppi da Sospirolo-Torbe con “La Forza sia con le Torbe” deliberatamente ispirato alle guerre stellari di Star Wars e Mas di Sedico, che ha contribuito a rendere il percorso ancora più vario e partecipato con il suo “BAR-cone”: un’arca di Noè davvero speciale! L’Associazione Carnevale di Sedico si è detta entusiasta della partecipazione di così tanti carri dalle frazioni limitrofe ed ha invitato a ricercare una presenza sempre più numerosa, in virtù dello spirito di comunità, alla base della festa carnevalesca.
IL CARNEVALE DEI BAMBINI CON I GRUPPI DELLE SCUOLE DELL’INFANZIA
Il cuore più tenero e simbolico della manifestazione è stato però il Carnevale dei bambini, dove ogni scuola ha scelto una maschera capace di raccontare un messaggio preciso. Questo momento, previsto inzialmente per il 14 febbraio, ha chiuso invece le sfilate, rinviandosi alla giornata conclusiva di domenica 22. La scuola Cà Gioiosa ha sfilato con due gruppi distinti: le tartarughe e i pinguini. I primi, con bambini e famiglie dell’asilo nido, hanno presentato le tartarughe come simbolo del tempo lento, un invito a crescere senza fretta. I più grandicelli della scuola d’infanzia, invece, vestiti da pinguini, hanno raccontato la forza della cooperazione. La scuola dell’infanzia di Bolago ha scelto di portare in scena Cappuccetto Rosso e il lupo, trasformando la fiaba in uno spazio di riflessione. Non una semplice riproposizione, ma un invito a interrogarsi sui ruoli e sulle percezioni, perché le storie – proprio come le maschere – aiutano a conoscere meglio sé stessi e gli altri. La scuola Gianni Rodari di Roe ha sfilato vestita da mattoncini Lego. Una scelta che parlava della straordinaria capacità dei bambini di prendere la realtà, anche quando è fragile o incerta, e ricostruirla con creatività. Dalla scuola Don Modesto Sorio di Bribano è arrivato un gruppo ispirato al libro “Corty e i giochi sulla neve” dell’autrice bellunese Federica De Col per Fondazione Cortina. Bambini e famiglie hanno vestito i panni dello scoiattolo Corty, della volpe Rosella, dell’orso Gedeone e del riccio Arturo, trasformando la lettura in una vera esperienza condivisa. La scuola Don A. Tiziani di Santa Giustina ha invece scelto un’idea originale: i bambini erano macchie di colore, accompagnati dai genitori nei panni di pittori con pennelli e tavolozze. Insieme hanno simbolicamente “dipinto” il Carnevale, sottolineando come la comunità si costruisca con la partecipazione di tutti. Infine la scuola dell’infanzia Collodi di Sedico ha portato in piazza piccoli maghi legati agli sport invernali, con un richiamo diretto alle Olimpiadi Milano Cortina 2026. Le loro maschere parlavano di lealtà, coraggio, sacrificio e determinazione, valori propri dello sport ma anche della crescita.
L’EX TEMPORE DEDICATA A LIVIO MARAGA
Collegato proprio alle Olimpiadi è stato anche il CarnevalArte ex tempore (4° Memorial Livio Maraga) che ha coinvolto le scuole in un laboratorio creativo sul tema del Carnevale olimpico, trasformando la biblioteca in uno spazio di espressione e condivisione. Le premiazioni, presiedute dal consigliere Devis Da Riz per il Comune di Sedico e dalla moglie di Livio Maraga, Elisa Bassan, hanno concluso l’evento, che vedrà come ultimissimo atto l’estrazione dei numeri vincenti della Lotteria 2026, fissate per sabato prossimo, 28 febbraio. Il Carnevale di Sedico 2026 chiude così il suo sipario, lasciando anche quest’anno una traccia che va oltre la festa dei giorni scorsi: un racconto condiviso fatto di carta pesta, fantasia, relazioni intergenerazionali e consapevolezza, che per tenere viva una tradizione, bisogna muoversi massivamente, in tanti e con tanta passione. Naturalmente, anche da parte di Radio Più, questo è un arrivederci al prossimo anno!
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