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MESTRE (VE) Intaccare lo “zoccolo duro” degli infortuni sul lavoro in Veneto deve rimanere un obiettivo prioritario non solo del sindacato, ma anche delle istituzioni e della società intera. Alla vigilia della Giornata mondiale su Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro, che ricorre il 28 aprile, la CISL Veneto ha organizzato un Attivo delle delegate e dei delegati RLS (Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza) e RLST (Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali) dedicato a “Per un lavoro sempre più sicuro”. L’evento ha riunito al Capannone Petrolchimico di Marghera oltre 250 persone che si occupano in concreto della prevenzione e della tutela contro gli infortuni nelle aziende, nelle categorie e nei territori, provenienti da tutta la regione. Dopo i saluti istituzionali di Vera Comiati, della Direzione Prevenzione e Sanità pubblica della Regione Veneto, e di Enza Scarpa, Direttrice dell’Inail Veneto, la mattinata ha visto gli interventi di numerosi delegati e delegate che hanno portato la testimonianza delle loro esperienze dirette. Sono intervenuti, inoltre, Cinzia Frascheri, responsabile nazionale CISL salute e sicurezza, Massimiliano Paglini, Segretario generale di CISL Veneto e Luca Mori, Segretario regionale con delega a Salute e Sicurezza, mentre le conclusioni sono state affidate a Mattia Pirulli, Segretario confederale CISL nazionale. Con l’aiuto della Fondazione Corazzin, la CISL Veneto monitora costantemente l’andamento degli infortuni. L’analisi delle ultime annate evidenzia come, a livello regionale, sussista una sorta di “zoccolo duro” intorno ai 70mila infortuni, di cui circa un centinaio mortali: le variazioni di anno in anno risultano contenute, in un senso e nell’altro, e, finora, non si è riusciti a innescare una decisa tendenza alla riduzione. In questo senso, l’impegno della CISL è di approfondire il fenomeno per attuare azioni sindacali sempre più efficaci. Nel corso dell’Attivo è stato presentato un primo aggiornamento sui dati di gennaio e febbraio 2026 (ultimi disponibili). La platea complessiva delle denunce di infortunio ammonta a 10.821, in lieve aumento rispetto alle 10.793 del primo bimestre 2025. Gli infortuni mortali segnano, invece, un rallentamento: 8 vittime, a fronte delle 15 nel corrispondente periodo dell’anno scorso. L’arco temporale di osservazione, tuttavia, è ancora troppo breve per poter trarre previsioni o valutazioni definitive. In tutto il 2025, in Veneto, erano stati denunciati 71.867 infortuni sul lavoro. Al netto dei casi di Covid, si tratta del dato più elevato dell’ultimo quinquennio. Durante lo scorso anno, il 3,23% degli occupati veneti ha subito un incidente sul lavoro. Peggiora, soprattutto, la voce relativa ai sinistri con esito mortale: dopo essere scesi sotto quota cento nel 2024, l’anno passato i decessi sono tornati a salire fino a 111. A riportare conseguenze letali sono state soprattutto persone tra i 45 e i 54 anni (42 vittime), ma sempre più spesso sono coinvolti in infortuni anche gli under 25, con 1.177 eventi in più nel corso dell’ultimo anno. Gli stranieri rappresentano il 26% degli infortunati, ma il 40% dei deceduti (passando da 20 a 45). Nel 2025 sono in aumento anche le malattie professionali: 5.990 (più 8,7%), con 2,7 casi ogni mille addetti. In questo ambito, invece, è possibile rilevare un trend di crescita evidente, indice di una maggiore sensibilità e consapevolezza nel denunciare e nel riconoscere il fenomeno. Mattia Pirulli, Segretario confederale CISL nazionale: “Questa iniziativa è molto importante, perché mette insieme RLS e RLST, che sono il cuore pulsante sindacale all’interno delle imprese e nel territorio per rigenerare attenzione sul tema della salute e della sicurezza. Dobbiamo rafforzare la rappresentanza sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e nei territori. Come Cisl siamo convinti che RLS e RLST siano sentinelle fondamentali nella prevenzione. Spesso si parla degli infortuni accaduti, ma non della preziosa opera che svolgono quotidianamente questi rappresentanti e degli infortuni che riescono a prevenire con la loro attività. Come Cisl, anche a livello nazionale, chiediamo maggiori interventi da parte dell’Inail, in particolare di reinvestire tutte le risorse nella prevenzione e nell’ampliamento del sostegno alle persone, così come, nei tavoli di confronto sollecitiamo maggiore attenzione e investimenti concreti sulla sicurezza”. Massimiliano Paglini, Segretario generale di CISL Veneto: “La strada maestra della sicurezza nei luoghi di lavoro passa per la formazione, in particolare degli occupati “senior”, ma anche dei datori di lavoro. Va rafforzato il ruolo della bilateralità e la partecipazione dei lavoratori nella gestione delle imprese, per rafforzare la formazione stessa e i sistemi di prevenzione e protezione in cui già oggi il ruolo degli RLS ed RLST è fondamentale per presidiare la sicurezza sul lavoro. Non è un caso la scelta di organizzare questa assemblea in un luogo simbolo dello sviluppo economico del Veneto e dell’Italia, ma anche del prezzo altissimo pagato dal territorio e dai lavoratori in termini di infortuni e malattie professionali. Uno Sviluppo non governato e irrispettoso dell’impatto sociale è ciò che continueremo a contrastare, non a caso l’obbligo della formazione per i datori di lavoro è un passo fondamentale nella direzione di armonizzare la consapevolezza dei rischi per la salute e le responsabilità di chi deve garantire la sicurezza. Siamo a pochi giorni dalla storica celebrazione del 1° Maggio unitario a Marghera, la prima volta in Veneto con un titolo della manifestazione che deve essere monito per tutti. “Il Lavoro dignitoso” deve iniziare da un Lavoro sempre più sicuro”.
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