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L’INTERVENTO
Di Generazione Europa: movimento politico-culturale riformista ed europeista che dà voce soprattutto a giovani, lavoratori e territori periferici. Si occupa di sicurezza, infrastrutture, sviluppo sostenibile e servizi essenziali, con un approccio pragmatico e orientato alle soluzioni. Nel Bellunese è attivo su viabilità, gestione del territorio montano e rapporto tra tutela ambientale e qualità della vita. L’obiettivo è portare le istanze locali al centro delle decisioni, usando anche strumenti e risorse europee.
SEDICO – La sicurezza lungo la strada regionale 203 Agordina non può più essere rimandata. Il movimento Generazione Europa porta ufficialmente all’attenzione pubblica e istituzionale la pericolosità di uno dei principali assi viari del Bellunese, collegamento fondamentale tra la Valbelluna e l’Agordino. Al centro della denuncia, il rischio crescente legato alla presenza di ungulati nell’area confinante con il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Il direttivo del movimento, composto da Giulio Dal Molin, dal vicepresidente Jurgen Ismaili e dal coordinatore Luigi Filippo Daniele, parla di una situazione non più sostenibile. «Parlare di fatalità non è più accettabile su una strada che rappresenta il cuore pulsante dell’economia bellunese», afferma Dal Molin, residente a Sedico e profondo conoscitore del territorio anche grazie all’esperienza maturata all’Infopoint del Parco nell’estate 2023. «Le tragedie che hanno coinvolto Alessandro Bighignoli e, più recentemente, il giovane Alessandro Tabaku, lavoratore Luxottica di soli 21 anni, dimostrano che l’attuale gestione della fauna selvatica è incompatibile con la sicurezza quotidiana di migliaia di persone». Secondo Generazione Europa, il problema non può essere affrontato limitandosi ai vincoli ambientali. Luigi Filippo Daniele richiama la normativa nazionale che tutela in modo stringente la fauna all’interno delle aree protette, sottolineando però una grave carenza sul piano delle responsabilità pubbliche. «Se lo Stato sceglie la protezione totale degli animali, deve farsi carico anche della sicurezza delle infrastrutture. Non si può vietare ogni forma di controllo faunistico e allo stesso tempo non investire in opere di protezione per chi percorre ogni giorno questa strada». Il movimento avanza una serie di proposte concrete da sottoporre alla Regione Veneto, a Veneto Strade e ai rappresentanti parlamentari. Tra le priorità indicate figurano l’installazione di recinzioni ad alta resistenza nei punti più critici, l’adozione di dissuasori tecnologici con rilevamento termico e segnali ottico-acustici, e la realizzazione di corridoi ecologici – sottopassi o sovrappassi faunistici – capaci di garantire la mobilità degli animali senza mettere a rischio la circolazione stradale, anche attraverso l’utilizzo di fondi europei dedicati. Generazione Europa annuncia infine la volontà di promuovere un’interrogazione formale per attivare un tavolo di coordinamento tra Ente Parco, Regione e gestori della viabilità. «La SR 203 deve diventare un modello di gestione moderna e responsabile», conclude il direttivo. «La sicurezza di chi la percorre ogni giorno non può essere affidata alla fortuna, ma garantita da scelte chiare e investimenti concreti».
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