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FESTA ITALIA: VINCE LUCIA

Una medaglia di bronzo che vale tantissimo. Perché tutte le medaglie contano, eccome se contano, soprattutto quando arrivano al termine di una sfida tutta azzurra. Nel parallelo di snowboard, Lucia Dalmasso ed Elisa Caffont si sono affrontate nella finale per il terzo posto, regalando all’Italia una giornata di grande soddisfazione. A spuntarla è stata Lucia, al termine di una gara combattuta e intensa. Entrambe le atlete avevano conquistato l’accesso alla finale superando avversarie di alto livello: l’austriaca Sabine Payer e la ceca Zuzana Maderova. Un percorso che conferma l’ottimo stato di forma della squadra italiana e la solidità del movimento azzurro nello snowboard parallelo. Alla fine è festa Italia: bronzo azzurro e una vittoria che pesa, perché racconta talento, determinazione e un futuro che promette ancora emozioni.
LA PRIMA MEDAGLIA OLIMPICA DELL’AGORDINO
La provincia di Belluno vanta una tradizione sportiva leggendaria, specialmente negli sport invernali. I campioni olimpici (medaglie d’oro) nati o strettamente legati al territorio bellunese sono figure iconiche dello sport italiano.
Ecco i principali protagonisti che hanno portato l’oro olimpico nel Bellunese:
I Grandi Campioni (Medaglie d’Oro)
* Eugenio Monti (Il “Rosso Volante”): Nato a Dobbiaco ma bellunese d’adozione (vissuto e scomparso a Belluno), è il simbolo assoluto del bob.
* Ori: 2 medaglie d’oro a Grenoble 1968 (bob a due e bob a quattro).
* È celebre anche per aver vinto il primo Premio Pierre de Coubertin per il fair play.
* Maurilio De Zolt (Il “Grillo”): Originario di San Pietro di Cadore, è una leggenda dello sci di fondo.
* Oro: Staffetta 4×10 km a Lillehammer 1994, in una delle gare più emozionanti della storia dello sci italiano.
* Vanta anche due argenti individuali (Calgary 1988 e Albertville 1992).
* Giacomo Conti: Nato a Palermo ma cadorino d’adozione, vinse l’oro nel bob a due ai Giochi di Cortina d’Ampezzo 1956 insieme a Lamberto Dalla Costa.
* Sergio Zardini: Bobbista di Cortina d’Ampezzo, vincitore di una medaglia d’argento a Innsbruck 1964, ma pluricampione mondiale e figura centrale della scuola ampezzana.