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DI ALESSIA DALL’O’
PEDAVENA Un cane scuro, simile a un Dobermann, solo tra la neve e i boschi e riportato in una fotografia pubblicata sui social network, dove si ventilava l’ipotesi di abbandono, ha trasformato un episodio ordinario in un piccolo caso mediatico. L’immagine del cucciolone, avvistato venerdì scorso tra lo Chalet Alle Buse e le Casere dei Boschi, ha rapidamente rimbalzato in rete, generando commenti accorati, allargato l’ipotesi di abbandono, ma anche un’ondata di preoccupazione tra cittadini e amanti degli animali. In poche ore, le segnalazioni ai Vigili del fuoco, ai Carabinieri forestali e all’Ulss1 Dolomiti si sono moltiplicate, accompagnate da discussioni online spesso più emotive che fondate. Il post Facebook, ha acceso indignazione e appelli, dimostrando come la viralità possa amplificare ansie e sospetti anche quando i fatti reali sono minimi. A chiarire la situazione ci hanno pensato gli operatori sul campo. Il dottor Gianluca Obaldi, dirigente veterinario dell’Ulss 1 Dolomiti, insieme ai Carabinieri forestali, è colui che ha catturato il cane sabato scorso, durante la mattina: «Non è stato facile, nonostante il cane fosse docile. Venerdì abbiamo tentato l’intervento, ma l’animale era spaventato. Il giorno dopo, con pazienza, siamo riusciti ad avvicinarlo e poi a portarlo in canile sanitario». Il cane è in ottima salute e sembra anche abituato all’uomo. Non presenta segni evidenti di abbandono, e nelle vicinanze sono stati trovati cibo e acqua, probabilmente lasciati da passanti o dai proprietari stessi. Risulta inoltre dotato di microchip, ma purtroppo quest’ultimo non risulta intestato, e le ricerche per identificare il proprietario sono già in corso. I social alimentano ansie e polemiche, tanto che il canile sanitario stesso è già stato preso d’assalto da chiamate che vogliono adottare l’esemplare o averne notizie, a causa della storia che ha tutti i buoni motivi per essere “strappalacrime”: «Spesso la realtà è molto più semplice. Cani che girano nei boschi ci capitano quotidianamente; non sempre c’è un reato o un’emergenza» sottolina il Dottor Obaldi. Sheila D’Alto della ditta Vally, che si è occupata sia del trasporto dell’animale, che della sua cura quotidiana in questi giorni festivi conferma: «È stato trasportato al canile, è molto buono e educato. Abituato al guinzaglio, lo vedo tranquillo, mangia, beve e sporca solo se portato in giardino. La situazione va naturalmente chiarita, ma per ora non c’è motivo di allarme». L’episodio offre una lezione su come la viralità online possa ingigantire storie, mentre il lavoro delle autorità e dei soccorritori porta chiarezza: la vera notizia, per questa volta, è che… non c’è una notizia. Un cane smarrito ha acceso i riflettori, ma senza drammi né emergenze reali, lasciando spazio alla riflessione sul potere, ma anche sui limiti, dei social network come mezzo di informazione. Nessuno in questo momento chiude l’ipotesi di abbandono, ma è evidente, nei commenti del post stesso, quanto accanita sia la preoccupazione. Con il rientro alla piena operatività degli uffici competenti nei prossimi giorni, grazie al microchip si cercherà di arrivare al nodo della questione e resta chiaro il richiamo alle responsabilità: «La normativa è ben precisa e disciplina anche il caso di abbandono degli animali» sottolinea il veterinario. «Qualora il reato venisse accertato, scatterebbe la segnalazione all’autorità giudiziaria da parte nostra. Ma, di fatto, se non c’è un nesso certo e se nessuno viene rintracciato, non possiamo trarre conclusioni definitive. Cani che girano per i più diversi motivi ne catturiamo tutti i giorni, è quotidianità: potrebbe trattarsi anche di un classico cane scappato». Il cane per il momento è a Mussoi, presso il canile. D’Alto sottolinea: «Non sappiamo ancora come chiamarlo, perchè non è ancora stato identificato. Speriamo di rintracciare i proprietari e chiarire la situazione e che questa sia, come tante altre, una storia a buon fine».
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