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DI ALESSIA DALL’O’
CESIOMAGGIORE Cinquanta fiammelle accese hanno illuminato la notte di sabato 21 febbraio sul Monte Palmar, sopra Cesiomaggiore, restituendo alla comunità uno degli appuntamenti più identitari dell’inverno cesiolino. Un serpentone di luci in movimento, visibile anche da fondovalle, ha ridato forma alla tradizione della fiaccolata in onore di Santa Giuliana, patrona di Cesio.
IL GRUPPO ESCURSIONISTI CESIO HA ACCESO IL “PANETTONE” PALMAR
A curare l’evento, come da oltre quarant’anni, è stato il Gruppo Escursionisti Cesio, guidato dal presidente Fabiano Isma. Una manifestazione che quest’anno ha dovuto fare i conti con il meteo: inizialmente prevista per metà mese, proprio in concomitanza con la festa patronale, è stata rinviata al 21 febbraio a causa della pioggia. Ma la neve, finalmente presente, ha consentito il ritorno delle suggestive fiaccole a vento, dopo stagioni in cui – per non interrompere la consuetudine ma comunque rispettare l’ambiente – si era scelto di scendere con pile frontali.
«La fiaccolata è una tradizione che non possiamo assolutamente perdere», ha spiegato Isma. «Negli anni l’abbiamo adattata alle condizioni, ma lo spirito è sempre rimasto lo stesso».
L’EDIZIONE 2026
L’edizione 2026 ha assunto un significato particolare: ha infatti aperto ufficialmente le celebrazioni per il 40° anniversario dell’inaugurazione del sentiero Corrado de Bastiani, figura storica dell’escursionismo locale. La partecipazione ha visto cinquanta persone prendere parte alla discesa. Una novità importante è stata la collaborazione con l’Associazione Sant’Agapito, nata di recente con l’obiettivo di valorizzare le tradizioni dell’alta valle. «Una sinergia che si traduce già nella manutenzione dei sentieri e che guarda al futuro con l’intento di coinvolgere nuove generazioni e dare continuità al tessuto associativo locale» ha sottolineato il presidente. Dal punto di vista organizzativo, la macchina si è mossa sin dal mattino: mentre il ritrovo generale era fissato alle 14, un gruppo di perlustratori era già partito alle 9 per tracciare e mettere in sicurezza il percorso con apposite bandierine. La discesa ha preso il via alle 18 dalla cima del Monte Palmar, a quota 1480 metri, accompagnata dal suono delle campane. Un momento solenne, reso ancora più intenso da un passaggio commemorativo dedicato a una figura storica del gruppo, recentemente scomparsa. Il percorso ha condotto i partecipanti fino alle casere di Prà Montagna, dove l’Associazione Sant’Agabito ha offerto un rinfresco con dolci e tè brulè. Da lì, la discesa è proseguita con le pile frontali fino alla località Cesura, punto in cui sono state accese le torce a vento per la sfilata finale tra le vie di Cesio. La serata si è conclusa con un momento conviviale presso l’asilo del paese. «Il bilancio è più che positivo», ha commentato Isma.
UNO SGUARDO AL FUTURO
Le radici della manifestazione affondano però in un episodio distaccato, ma allo stesso tempo simbolico: la prima discesa dal Palmar avvenne la notte di Natale, con soli sei sciatori. Solo qualche anno dopo, il neonato Gruppo Escursionisti decise di legare stabilmente l’evento alla data del 16 febbraio, giorno di Santa Giuliana. Guardando avanti, il presidente accenna a nuove iniziative in preparazione per celebrare il sentiero De Bastiani e il cinquantesimo anniversario dalla scomparsa di Corrado De Bastiani: concerti, presentazioni e incontri. Progetti ancora in fase di definizione, anche per scaramanzia, e in attesa di essere condivisi ufficialmente con il Comune. Intanto, nella notte del Palmar, la luce delle cinquanta fiaccole ha ricordato che le tradizioni, quando vengono custodite insieme, continuano a illuminare il cammino di una comunità.
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