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TAIBON Il vicesindaco di Taibon Agordino, Franco Soccol, interviene per fare il punto su alcune questioni che riguardano il paese, a partire dai lavori alle Peschiere, chiarendo che non esiste alcuna polemica sull’intervento. Il cantiere, spiega, ha richiesto tempi più lunghi rispetto alle previsioni iniziali, ma l’amministrazione segue con attenzione l’evoluzione dell’opera. Soccol coglie inoltre l’occasione per associarsi ai ringraziamenti espressi da Franco, ascoltatore di Radio Più, sottolineando il valore del volontariato locale. «Taibon è fortunato – evidenzia – perché può contare su numerose associazioni e su tanti cittadini che dedicano tempo ed energie alla cura del territorio». Un ringraziamento particolare è rivolto a tutti i volontari che, con costanza, contribuiscono a mantenere il paese pulito, ordinato e decoroso. Accanto alle associazioni, il Comune ha istituito anche un registro dei volontari civici, aperto a chiunque desideri offrire il proprio contributo. Alcuni cittadini hanno già assunto l’impegno di prendersi cura del parco giochi e alcuni tratti delle strade comunali. Il regolamento comunale prevede inoltre che chi è in possesso delle necessarie abilitazioni possa utilizzare anche i mezzi comunali per svolgere gli interventi. L’amministrazione invita quindi nuovi volontari a farsi avanti, soprattutto durante il periodo estivo, quando le necessità aumentano. Per quanto riguarda i controlli nelle aree turistiche, Soccol ricorda che il Comune non dispone di personale sufficiente per garantire una presenza costante e rivolge quindi un appello al senso civico di residenti e visitatori. Infine annuncia che nei prossimi giorni prenderanno il via importanti lavori di asfaltatura lungo la strada per Soccol e in via al Forte.
LA LETTERA PUBBLICATA SUL SITO DI RADIO PIU’
DILLO A RADIO PIÙ: “PESCHIERE, DECORO E TERRITORIO: SE ASPETTIAMO GLI ALTRI, RESTA SOLO L’INCURIA
La riflessione di Franco rilancia il tema della cura dei luoghi: volontari da ringraziare, ma anche rifiuti, vegetazione, strade malmesse e controlli sempre più assenti.
TAIBON Riceviamo e pubblichiamo la riflessione di Franco, arrivata alla rubrica “Dillo a Radio Più”, dopo le segnalazioni sulle Peschiere e più in generale sul decoro del territorio. Una lettera amara, diretta, che parte da un luogo preciso ma allarga lo sguardo a un problema più grande: la cura degli spazi comuni.
Franco scrive che, probabilmente, ci si dovrà rassegnare “a far da soli”, almeno da parte di quei pochi che ancora apprezzano la bellezza, l’ordine e l’efficienza. Racconta di aver suggerito anche ai tecnici responsabili di rimuovere almeno un cartello ormai inutile, scolorito, con i nomi ancora esposti, ma senza ottenere risultati. Intanto, osserva, le recinzioni in plastica rischiano di essere inghiottite dalla vegetazione incolta. Nella sua lettera c’è però anche un ringraziamento chiaro: quello ai volontari che si occupano dello sfalcio. Persone che, senza troppe parole, tengono in ordine ciò che altrimenti resterebbe abbandonato. A loro, scrive Franco, andrebbe dato merito pubblicamente. Poi il tono si fa più duro. Lattine, bottiglie, bicchieri, teli abbandonati nei boschi, filo plasticato lasciato in giro: segni di inciviltà quotidiana che non arrivano da lontano, ma spesso da chi il territorio lo vive. Franco cita soprattutto il fondovalle, i ragazzi, gli ape truccati che disturbano, e descrive una situazione che definisce triste da vedere. Non mancano le strade, che secondo la lettera non sembrano più strade ma cantieri, mulattiere o circuiti motoristici, salvo poi essere sistemate in occasione di grandi eventi. E qui arriva la stoccata: se il territorio è questo, se i controlli sono sempre più assenti e la manutenzione è lasciata alla buona volontà di pochi, allora forse bisognerebbe interrogarsi anche su quanta pubblicità turistica abbia senso fare. La lettera di Franco non è uno sfogo contro qualcuno soltanto. È soprattutto una domanda rivolta a tutti: amministratori, tecnici, cittadini, giovani, adulti, residenti e frequentatori. Perché la bellezza della montagna non si conserva da sola. E il decoro non può dipendere solo dai volontari.
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