BELLUNO Ventuno pagine dedicate alle criticità del trasporto pubblico locale bellunese. È il documento consegnato dalla Fit Cisl a Dolomiti Bus e sul quale interviene Giovani&Futuro, chiedendo risposte puntuali da parte dell’azienda e delle istituzioni. Le segnalazioni raccolte dal sindacato riguarderebbero l’adeguatezza di alcuni mezzi alle condizioni della montagna e della stagione invernale, i sistemi di bigliettazione, l’informazione agli utenti, la gestione delle coincidenze, la segnaletica e, più in generale, la sicurezza e la qualità del servizio. «Quando un’organizzazione sindacale raccoglie ventuno pagine di criticità, non siamo più davanti a singoli disagi», afferma Thomas Menia Corbanese, vicepresidente nazionale di Giovani&Futuro. L’associazione chiede alla Provincia e a Dolomiti Bus di chiarire quali problemi vengano riconosciuti, quali possano essere risolti rapidamente e per quali siano invece necessari interventi strutturali. Particolare attenzione viene richiesta per la sicurezza dei mezzi durante l’inverno. Secondo Menia Corbanese, eventuali dubbi sull’utilizzo delle catene e sulle condizioni operative degli autobus devono essere affrontati attraverso verifiche tecniche e spiegazioni comprensibili anche ai cittadini. Alle questioni sollevate dalla Fit Cisl si aggiungono i tagli alle corse, i collegamenti ritenuti insufficienti e le difficoltà incontrate da studenti, lavoratori e residenti delle zone periferiche. Giovani&Futuro sottolinea inoltre la necessità di collegare adeguatamente le aree industriali e di rendere il trasporto pubblico realmente competitivo rispetto all’automobile. «Il trasporto pubblico è una delle infrastrutture sociali della provincia», dichiara il presidente nazionale Luca Frescura. «Riguarda la possibilità per un ragazzo di raggiungere la scuola, per un lavoratore di arrivare sul posto di lavoro e per un anziano di spostarsi senza dipendere da altre persone». Secondo Frescura, in una provincia che affronta quotidianamente i temi dello spopolamento e della permanenza dei giovani, la mobilità non può essere considerata secondaria. L’associazione propone infine l’apertura di un confronto con la Rete degli Studenti Medi e con le altre realtà giovanili del Bellunese. L’obiettivo è costruire un’alleanza sui principali problemi della provincia: trasporti, casa, lavoro, servizi, sviluppo delle aree interne e contrasto allo spopolamento. Il trasporto pubblico potrebbe diventare il primo banco di prova di questo confronto, portando una piattaforma condivisa all’attenzione delle istituzioni.
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