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Non è un miraggio, né un effetto speciale: è l’aurora boreale che, in una notte fuori dall’ordinario, ha scelto di mostrarsi anche sopra le Dolomiti. Le immagini scattate da Manuel Conedera, da Rivamonte e Frassené, raccontano un evento raro e affascinante, reso possibile da una intensa attività solare e immortalato grazie alla collaborazione con Massimo Campedel. Il cielo, solitamente dominato dal blu profondo e dalla miriade di stelle, si è acceso di sfumature inaspettate: rosso porpora, rosa, violetti delicati che si sono diffusi come un respiro luminoso sopra le creste delle montagne. Un velo irreale, quasi pittorico, che ha trasformato il paesaggio noto in qualcosa di straordinario. Le sagome scure dei monti, i profili dei boschi, le luci discrete dei paesi a valle diventano quinte silenziose di uno spettacolo cosmico. In alcune immagini, l’aurora sembra sorgere dietro le cime come un’alba notturna; in altre, si espande ampia nel cielo, dialogando con le stelle e con la Via Lattea. È un incontro raro tra Nord e Sud, tra latitudini lontane che, per una notte, si sono avvicinate. Questi scatti non documentano solo un fenomeno scientifico, ma restituiscono un’emozione collettiva: lo stupore di chi alza gli occhi e si sente parte di qualcosa di immensamente più grande. L’aurora boreale, solitamente confinata ai cieli artici, qui diventa messaggera di meraviglia, capace di unire fotografia, natura e silenzio. Grazie allo sguardo attento di Manuel Conedera e alla collaborazione con Massimo Campedel, Rivamonte e Frassené entrano così in un racconto luminoso e irripetibile, dove le Dolomiti si scoprono, per una notte, un po’ più vicine al cielo del Nord.
MIRKO MEZZACASA











