UNIONE MONTANA FELTRINA
Esauriti entro giugno i 291 mila euro del bando per l’acquisto della prima casa

DI ALESSIA DALL’O
FELTRE – Ventotto giovani single e giovani famiglie hanno comprato casa e scelto di mettere radici nei Comuni dell’Unione Montana Feltrina. Un piccolo ma funzionale aiuto finanziario è arrivato anche dal bando per la residenzialità, promosso dall’ente su suggerimento del GAL 2 Dolomiti Prealpi e finanziato con 291 mila euro di risorse FOSMIT, il Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane. Tutti i fondi disponibili sono stati utilizzati entro la fine di giugno 2026.
28 beneficiari · 291 mila euro disponibili · contributi fino a 10 mila euro per single e coppie e fino a 12 mila euro per le coppie con figli.
GRANDE SODDISFAZIONE PER GLI AMMINISTRATORI
Il dato è stato restituito ieri nella sede dell’Unione Montana Feltrina, dove è stato fatto il punto sull’intervento. Il bando prevedeva un contributo fino a 10 mila euro per single e coppie e fino a 12 mila euro per le coppie con figli, destinato all’acquisto della prima casa. Per accedere al sostegno era necessario rispettare precise condizioni, tra cui l’acquisto dell’immobile nei termini stabiliti e il trasferimento della residenza, facendo della casa l’abitazione principale.
Carlo Zanella, presidente dell’Unione Montana Feltrina, ha ringraziato la presidente Sara Bona, il direttore Matteo Aguanno e gli staff tecnici dell’ente e dell’Unione per il lavoro svolto nella gestione della misura.
“Abbiamo richiesto supporto al GAL 2 Dolomiti Prealpi per la gestione del bando. Chiaramente la meta è stata raggiunta e sono 28 i finanziamenti erogati totalmente”.
CARLO ZANELLA · PRESIDENTE DELL’UNIONE MONTANA FELTRINA
Alla fine di giugno 2026 era stata infatti erogata l’intera somma disponibile.
FINANZIAMENTO SIMBOLICO, MA UN AIUTO IN PIÙ
I 291 mila euro disponibili erano stati ripartiti equamente tra i Comuni aderenti. Una dotazione che lo stesso Zanella definisce «più simbolica che risolutiva», ma che ha consentito di sostenere concretamente chi ha scelto di acquistare casa sul territorio.
«Mettere a disposizione dei giovani dei fondi statali produce due risultati: manteniamo nei nostri Comuni chi può dare futuro al territorio, perché i giovani sono il futuro del territorio; in secondo luogo, il mantenimento stesso del territorio, perché anche il patrimonio immobiliare viene valorizzato».
Il bando, infatti, non riguarda soltanto la residenza. Dietro l’acquisto di una prima casa c’è anche il recupero e il mantenimento di un patrimonio immobiliare che, senza nuovi residenti, rischia di perdere progressivamente la propria funzione.
«Sono fondi statali per vivere la montagna. Nella montagna, per i giovani, investire nella casa significa investire in famiglia, in servizi e, di riflesso, in un territorio».
MAURIZIO ZATTA · ASSESSORE
Un concetto che Zatta ha sintetizzato così:
«Per una giovane famiglia la casa è un centro e una casa abitata è una palestra di territorio: da lì, da dove le persone abitano, nascono i servizi».
Il risultato viene letto anche come una conferma del valore della collaborazione tra gli enti. «Quando c’è collaborazione e programmazione si portano a casa dei grandissimi risultati», ha aggiunto Zatta.
UN VALORE DA RENDERE STRUTTURALE
Le domande arrivate sono state comunque più numerose di quelle finanziate. Oltre alle 28 posizioni ammesse al contributo, sono state infatti presentate circa una decina di ulteriori richieste, rimaste fuori per l’esaurimento delle risorse. A rispondere maggiormente sono stati Feltre e Pedavena, ma il bando ha raccolto domande anche da Cesiomaggiore, San Gregorio nelle Alpi, Segusino, Sovramonte e Arsiè. Nessuna richiesta è invece arrivata da Seren del Grappa.
Dei 28 beneficiari:
5 sono coppie con figli;
23 sono single o coppie che hanno acquistato la prima casa.
Per il direttore del GAL 2 Dolomiti Prealpi, Matteo Aguanno, il progetto ha avuto anche il merito di tradurre in una misura concreta uno dei problemi più evidenti dei territori montani. «Non era scontato investire in un progetto così lungimirante», ha detto, riconoscendo all’Unione Montana il merito di aver raccolto lo stimolo e di aver scelto di intervenire.
Importante, secondo Aguanno, anche la semplificazione del percorso e il sostegno dato ai giovani nella presentazione delle domande. Ora la sfida è capire se un intervento di questo tipo possa diventare qualcosa di più di un episodio legato alla disponibilità di una specifica dotazione finanziaria.
«La sfida è quella di mantenere questo tipo di azione nel territorio, di renderla strutturale e abbinare anche una serie di servizi».
MATTEO AGUANNO · DIRETTORE DEL GAL 2 DOLOMITI PREALPI
Il GAL si è confrontato sul tema anche con la Provincia autonoma di Trento, dalla quale sono arrivati alcuni spunti.
«Quello che possiamo fare noi, con le nostre forze, è questo. Poi lo sguardo deve allargarsi: se vogliamo parlare di problema di spopolamento, dobbiamo anche parlare di incentivi diversi, che non competono solo a noi, ma che richiedono una maggiore strategia a tutti i livelli istituzionali».
CARLO ZANELLA · PRESIDENTE DELL’UNIONE MONTANA FELTRINA






