{"id":103933,"date":"2019-10-26T06:12:51","date_gmt":"2019-10-26T04:12:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=103933"},"modified":"2019-10-27T09:10:22","modified_gmt":"2019-10-27T08:10:22","slug":"la-storia-il-lago-nei-ricordi-di-mio-padre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/la-storia-il-lago-nei-ricordi-di-mio-padre\/","title":{"rendered":"LA STORIA&#8230; IL LAGO, NEI RICORDI DI MIO PADRE"},"content":{"rendered":"<h3><\/h3>\n<p><strong>FALCADE<\/strong> Che bella storia \u00e8 stata raccontata in questi giorni sulla pagina facebook &#8220;Tes da la Val del Biois&#8221;. A dare lo spunto Riccardo Fregni, figlio di Lionello gi\u00e0 medico del paese. Riccardo si \u00e8 infatti rivolto alla comunit\u00e0 falcadina per chiedere informazione circa un laghetto presente in Valle del Biois ad inizio secolo che scomparve, secondo il racconto, nell&#8217;arco di una sola notte.<\/p>\n<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/15073533_10155477109747738_63400472154786371_n.jpg\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"710\" data-large_image_height=\"710\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-103837\" src=\"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/15073533_10155477109747738_63400472154786371_n-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"123\" height=\"123\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/15073533_10155477109747738_63400472154786371_n-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/15073533_10155477109747738_63400472154786371_n-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/15073533_10155477109747738_63400472154786371_n.jpg 710w\" sizes=\"auto, (max-width: 123px) 100vw, 123px\" \/><\/a>Cos\u00ec Riccardo:<\/strong><em> &#8220;Mio padre, qualche sera fa, mi ha raccontato una storia che ha dell&#8217;incredibile, cos\u00ec oltre a condividerla con voi vi chiedo se ne sapete qualcosa. Dei suoi pazienti, i primi anni che prese servizio a Falcade, gli raccontarono che nell&#8217;attuale via Venezia c&#8217;era un laghetto a inizio secolo, ma che un giorno all&#8217;improvviso questo scomparve in una notte. Mi confid\u00f2 che quella zona nel sottosuolo vi erano degli strati di gesso ed \u00e8 per questo che il laghetto soprastante fu risucchiato dalla falda sotterranea che and\u00f2 a implementare il rio dietro il macellaio&#8221;.\u00a0<\/em>La curiosit\u00e0 \u00e8 stata presto ripagata grazie ad alcune risposte arrivate direttamente dalle memorie storiche della valle, ne riproponiamo le pi\u00f9 interessanti.<\/p>\n<p><strong>Kevin Zanvettor<\/strong>\u00a0<em> &#8220;<span dir=\"ltr\"><span class=\"_3l3x\">Mia nonna mi ha detto che quando era ragazza (anni cinquanta) in quella localit\u00e0 c\u2019era un grosso e profondo buco con dell\u2019acqua sul fondo, ma essendo pericoloso negli anni seguenti venne coperto&#8221;.<\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/39628819_2135228663217162_5535842596888248320_n.jpg\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"720\" data-large_image_height=\"960\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-103839\" src=\"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/39628819_2135228663217162_5535842596888248320_n-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"143\" height=\"191\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/39628819_2135228663217162_5535842596888248320_n-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/39628819_2135228663217162_5535842596888248320_n.jpg 720w\" sizes=\"auto, (max-width: 143px) 100vw, 143px\" \/><\/a>Paolo Calzavara<\/strong> &#8220;<em>Ho dei ricordi di mio nonno un po&#8217; confusi detti anni fa che mi parlava di una crepa sotterranea che partiva forse da\u00a0 Vallada e che probabilmente arrivava fino a Cortina. Per il gesso,\u00a0 mia nonna\u00a0 raccontava che\u00a0 il marito aveva un po&#8217; di gobba perch\u00e9 da bimbo e proprio perch\u00e9 piccolo andava a cavare gessi nelle cave a Vallada col cugino&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><strong>Romano Valt <\/strong>\u00a0<em><span dir=\"ltr\"><span class=\"_3l3x _1n4g\">&#8220;Sul colle tra Valt e Canes in una profonda dolina si era formato un lago, che purtroppo con l&#8217;acqua di scolo innescava un movimento franoso. Durante il fascismo la forestale fece tagliare <strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/22297_486012711430219_2073956244_n.jpg\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"960\" data-large_image_height=\"640\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-103840 alignright\" src=\"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/22297_486012711430219_2073956244_n-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"216\" height=\"144\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/22297_486012711430219_2073956244_n-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/22297_486012711430219_2073956244_n-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/22297_486012711430219_2073956244_n.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 216px) 100vw, 216px\" \/><\/a><\/strong>l&#8217;argine e prosciug\u00f2 il laghetto. Ancora sopra le case di Canes c&#8217;era un lahetto meglio una pozzanghera che spar\u00ec a seguito dell&#8217;alluvione del &#8217;66. Dietro la macelleria c&#8217;\u00e8 sempre stato un ruscello che alimentava l&#8217;allora segheria. Poi un giorno nella zona di Pal\u00f9 (Brostolade) scatur\u00ec una sorgente abbastanza abbondante che alimentava un rivo che scendeva appunto verso la macelleria, venne poi intubato perch\u00e9 non arrecasse danni. Che esista la<\/span><\/span><span dir=\"ltr\"><span class=\"_3l3x _1n4g\"> crepa sotterranea \u00e8 vero. E&#8217; nota come faglia della Valsugana. Parte appunto in Valsugana e va su verso il Cadore. Incrocia l&#8217;Agordino ad Agordo. Una cava di gesso c&#8217;era a Marmolada e ha fruttato parecchio materiale \u00e8 stata sfruttata per una trentina d&#8217;anni a partire dalla fine degli anni 50. La cava di Vallada non ha fruttato che poca cosa. Il gesso veniva trasportato con autotreni nel cementificio di Pederobba&#8221;<\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1010031_198640846959139_1450651482_n.jpg\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"960\" data-large_image_height=\"720\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-103841 alignright\" src=\"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1010031_198640846959139_1450651482_n-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"197\" height=\"148\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1010031_198640846959139_1450651482_n-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1010031_198640846959139_1450651482_n-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1010031_198640846959139_1450651482_n.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 197px) 100vw, 197px\" \/><\/a>Giuliana Tissi <\/strong><em>&#8220;Penso che il gesso di Vallada venisse lavorato anche a Cencenighe alla &#8220;Bellrock&#8221;\u00a0 la\u00a0 fabbrica di gesso dove ci lavorava mio pap\u00e0 e mio suocero chiusa a\u00a0 fine anni 60 dove oggi c&#8217;\u00e8 Luxottica, a casa dei miei genitori ci sono ancora dei rosoni in gesso fatti in quella fabbrica&#8221;.<\/em><\/p>\n<blockquote><p>Una bella storia come si diceva tra l&#8217;altro supportata con documentazione storica come ricorda <strong>Daniele Scola<\/strong>, esisterebbe infatti un libro-documento Gavon del geologo professor Vittorio Fenti con tutte le risposte ai quesiti. Da questo libro si evince che l&#8217;acqua che prima attraversava Pal\u00f9 sia stata in seguito intubata a ovest di Valt e convogliata verso il torrente Gavon.<\/p>\n<p><a class=\"_6qw4\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/adriano.serafini\" data-hovercard=\"\/ajax\/hovercard\/user.php?id=1735981636&amp;extragetparams={&quot;directed_target_id&quot;: &quot;696601703717574&quot;}\">Adriano Serafini<\/a>\u00a0<span dir=\"ltr\"><span class=\"_3l3x _1n4g\">Cenni storici: Nella Val del Biois si trovano testimonianze di eventi disastrosi che risalgono all&#8217; XI. Secolo.<br \/>\nLa tradizione ricorda la frana del torrente Gavon del 7 dicembre 1011 (la data appartiene alla tradizione orale ancora molto viva). Questo torrente scorre nei meandri di un enorme smottamento che ha modificato sostanzialmente la morfologia del luogo. Ancor oggi sono ben visibili lungo il suo letto e alle testate lungo il torrente Biois sedimenti di materia alluvionale di riporto: frammenti di rocce portate dal bacino superiore tra Col Becher e Piz Forca, ceppi di fusti di grossi alberi che la frana schiant\u00f2 e sommerse. Nel &#8220;Celentone&#8221;, bollettino parrocchiale di Canale d&#8217;Agordo, numero 3 del marzo 1922, leggiamo: La sera del 7 dicembre 1011 alcuni boscaioli di Meneghina (Sappade) i quali attendevano al taglio di piante e di legna, lass\u00f9 sulla alta riviera, furono avvertiti da qualcuno che la grande massa di terreno aveva sub\u00ecto dei movimenti e mostrava delle crepature. V&#8217;era serio pericolo che il terreno franasse. Alcuni di essi fuggirono a casa; altri invece, che non credevano al probabile disastro, rimasero a dormire nelle capanne di legno dove erano soliti passare tante volte la notte.<br \/>\nMa nel mattino seguente, molto prima che spuntasse il giorno, si sent\u00ec un sinistro e lungo boato. La massa enorme del terreno, corroso e impregnato d&#8217;acqua, si mise in movimento e lentamente scivol\u00f2 gi\u00f9 dalla montagna, riemp\u00ec la valle profonda ed ebbe tale violenza da giungere fino al corso del Biois e da estendersi fino a Caviola e Pi\u00e9 di Falcade.<br \/>\nLa immensa frana travolse ogni cosa e molto probabilmente qualche casa posta nel piano tra i due paesi suindicati. Questo piano che era prima una bellissima prateria, divent\u00f2 poi una colmatura brutta e sterile che tolse la visuale tra Caviola e Falcade. Il corso del Biois rest\u00f2 per un po&#8217; di tempo ostruito e nelle vicinanze di Pi\u00e9 di Falcade si form\u00f2 un lago, il quale scomparve in seguito, man mano che il Biois corrodeva la barriera prodotta dalla frana. Il torrentello, che discendeva dal territorio franato delle Marmolade, scorse per qualche secolo senza letto fisso a destra, verso Brustolade e da ultimo ai piedi del colle di Pergoi e Darecoi. Dal 1600 in poi, quel piccolo torrente. (terribile e spaventoso nei periodi di pioggia e di alluvione) ritorn\u00f2 e corse stabilmente nel suo letto antico.<br \/>\nIl torrente and\u00f2 scavandosi sempre pi\u00f9 basso il suo alveo finch\u00e9 giunse a toccare il suolo che percorreva prima del franamento. Oggi, a conferma del fatto, si possono vedere dei vecchi e fradici tronchi d&#8217;albero , sporgenti dalle due rive opposte del Gaon. Quei tronchi sono i resti della selva travolta dalla grande frana\u2026<\/span><\/span><\/p>\n<p>(Fonte: Maria Del Din Dall&#8217;Armi nel libro &#8220;Dissesti idrogeologici ed eventi calamitosi nell&#8217;Agordino dal 1000 al 1966&#8221; del Circolo Culturale Agordino)<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FALCADE Che bella storia \u00e8 stata raccontata in questi giorni sulla pagina facebook &#8220;Tes da la Val del Biois&#8221;. A dare lo spunto Riccardo Fregni, figlio di Lionello gi\u00e0 medico del paese. 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