{"id":104100,"date":"2019-10-27T23:59:47","date_gmt":"2019-10-27T22:59:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=104100"},"modified":"2019-10-28T06:15:00","modified_gmt":"2019-10-28T05:15:00","slug":"160-anni-fa-il-23-novembre-moriva-il-pittore-g-de-min-di-renato-bona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/160-anni-fa-il-23-novembre-moriva-il-pittore-g-de-min-di-renato-bona\/","title":{"rendered":"160 ANNI FA, IL 23 NOVEMBRE MORIVA IL PITTORE G. DE MIN di RENATO BONA"},"content":{"rendered":"\n\t\t\t<style type='text\/css'>\n\t\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\t\twidth: 33%;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='dt-gallery-container gallery galleryid-104100 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/160-anni-fa-il-23-novembre-moriva-il-pittore-g-de-min-di-renato-bona\/74373417_422540545327126_1389214176982859776_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/74373417_422540545327126_1389214176982859776_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/160-anni-fa-il-23-novembre-moriva-il-pittore-g-de-min-di-renato-bona\/72543528_705393089948176_6280537836651282432_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/72543528_705393089948176_6280537836651282432_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/160-anni-fa-il-23-novembre-moriva-il-pittore-g-de-min-di-renato-bona\/75561600_436211490255798_1645781242479640576_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/75561600_436211490255798_1645781242479640576_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/160-anni-fa-il-23-novembre-moriva-il-pittore-g-de-min-di-renato-bona\/74345742_1124239141109062_6455223815961051136_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/74345742_1124239141109062_6455223815961051136_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/160-anni-fa-il-23-novembre-moriva-il-pittore-g-de-min-di-renato-bona\/74614821_2758208367563317_2883478151604731904_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/74614821_2758208367563317_2883478151604731904_n-150x150.png\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/160-anni-fa-il-23-novembre-moriva-il-pittore-g-de-min-di-renato-bona\/75472779_688000635022028_7140931609808601088_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/75472779_688000635022028_7140931609808601088_n-150x150.png\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\n\t\t\t<\/div>\n\n<p>Il 24 ottobre del 1786, dunque 233 anni or sono, era di marted\u00ec, nasceva a Belluno Giovanni De Min (a volte scritto Demin) che sarebbe deceduto nella trevigiana Tarzo il 23 novembre del 1859, era di mercoled\u00ec, e sepolto dal 4 gennaio 1860 nella cattedrale di Ceneda di Vittorio Veneto. Proveniva &#8211; come annota la libera enciclopedia Wikipedia &#8211; \u201cda una modesta famiglia: il padre Giuseppe era conciatore, la mamma. Lucia Schiocchet, domestica del signore locale e docente all\u2019Universit\u00e0 di Padova, e successivamente consigliere di Stato del Regno Italico a Milano, Francesco Maria Colle che &#8211; si legge nel sito cammimno.gregoriano.wordpress.com &#8211; lo inser\u00ec, appena decenne, nella scuola del nobile Ludovico Sergnano a Belluno e quindi nella bottega dell\u2019incisore Paolo Filippi, che notandone le precoci qualit\u00e0, nel 1803 lo avvi\u00f2 all\u2019Accademia di Venezia assieme all\u2019amico-rivale Francesco Hayez cos\u00ec che nella citt\u00e0 lagunare divenne allievo del pittore toscano Teodoro Matteini. Dal 1809 al 1817, sempre con Hayez, fu a Roma dove conobbe Antonio Canova divenendone prezioso collaboratore e uno degli allievi prediletti. Il ritorno in Veneto di De Min &#8211; ricordato come valente pittore ed incisore &#8211; risale al 1817; va detto che nella regione natale, l\u2019artista bellunese ha lasciato parecchie opere, molte di grandi dimensioni, in tema religioso e mitologico. L&#8217;influenza neoclassica del Canova verr\u00e0 espressa dal De Min soprattutto attraverso l&#8217;affresco,che si pu\u00f2 ammirare nella sala consiliare di Palazzo Rosso a Belluno, nella Villa Patt di Sedico e nelle opere del 1837 nel salone di Villa Gera a Conegliano. Al civico 41 della via Garibaldi di Belluno (un tempo Borgo Tiera, dove era nato) De Min oper\u00f2 intensamente negli ultimi tre lustri della sua esistenza ed una lapide (anche questa come molte, troppe nel Bellunese risulta difficilmente leggibile!) ricorda che: \u201cIn questa casa nacque il 24 ottobre 1786 Giovanni De Min pittore fantasioso e fecondo che in periodo di artistico decadimento mantenne viva nella magica armonia di forme e colori la tradizione veneziana dell\u2019affresco. Il Comune di Belluno nel primo centenario della Morte. 1786-1859. Belluno 12 settembre 1960\u201d. Il sito biblioteca.comune.belluno.it rammenta,fra l\u2019altro che: \u201c\u2026gi\u00e0 dalla fine del 1818 De Min risiedeva stabilmente a Padova, dove fu molto attivo nel decennio successivo, intervenendo con importanti cicli decorativi, sempre improntati al gusto neoclassico, in prestigiosi palazzi. Inizia negli anni Venti a stendere l&#8217;immensa tela L&#8217;eccidio di Alberico da Romano e della sua famiglia commissionatagli dal conte Fabrizio Orsato a nome di una societ\u00e0 di &#8220;amici amanti delle arti&#8221; di Padova e che poi prender\u00e0 vita solo alcuni anni dopo sulle pareti di Palazzo Berton a Feltre\u2026 l&#8217;incapacit\u00e0 di sfondare nell&#8217;ambiente milanese, tra la concorrenza di pittori pi\u00f9 aggiornati, lo costrinse a trasferte sempre pi\u00f9 lunghe, ed al definitivo ritorno a Belluno. Qui e nei dintorni il pittore era gi\u00e0 riuscito a consolidare la propria fama di frescante assicurandosi molte commissioni sacre e profane, come i cicli eseguiti ad Auronzo e gli affreschi del 1839 dipinti nella sala del Consiglio del palazzo municipale di Belluno. Successivamente &#8211; ormai sempre pi\u00f9 emarginato in ambito provinciale e mortificato da un&#8217;attivit\u00e0 ripetitiva &#8211; si trasferisce a Ceneda che diventer\u00e0 la sua ultima patria e dove eseguir\u00e0 i grandi affreschi del cinquecentesco palazzo del Municipio\u201d. Concludiamo questa rassegna su un artista &#8211; gli storici bellunesi Paolo Conte e Marco Perale lo hanno inserito col titolo \u201cGiovanni De Min da Belluno il \u2018frescante sommo\u2019 dell\u2019800\u201d nel libro \u201c90 profili di personaggi poco noti di una provincia da scoprire\u201d edito dal settimanale L\u2019Amico del popolo &#8211; con il sito dizionariobiograficodeifriulani.it che scrive fra l\u2019altro:\u201d\u2026 Nel 1809, insieme a Francesco Hayez, ottenne il pensionato per Roma, e vi si rec\u00f2 in compagnia dell\u2019amico e del friulano Odorico Politi. Nell\u2019Urbe i tre giovani furono accolti da Antonio Canova, che procur\u00f2 ad Hayez e a De Min la commissione di alcuni affreschi nel cantiere della Galleria Chiaramonti, nei Musei Vaticani. In quell\u2019occasione esegu\u00ec un\u2019Allegoria della Pittura assai apprezzata, ma che non gli schiuse ulteriori prospettive di lavoro, cosicch\u00e9 l\u2019artista decise di rientrare a Venezia. L\u00ec fu invitato a partecipare all\u2019Omaggio delle Province Venete alla maest\u00e0 di Carolina Augusta imperatrice con la perduta tela raffigurante La regina di Saba innanzi al re Salomone. Nel contempo ebbe modo di lavorare, nelle vesti di decoratore, a palazzo Reale e in palazzo Papadopoli a Santa Marina, per poi trasferirsi a Padova dove trascorse circa un decennio. Tra le imprese di maggiore impegno in quel periodo si annoverano gli interventi in palazzo Papafava con affreschi ispirati all\u2019Iliade e in palazzetto Gaudio con scene tratte dall\u2019Orlando furioso di Ariosto, nonch\u00e9 al caff\u00e8 Pedrocchi con alcune decorazioni. Al 1824 risale l\u2019esecuzione del dipinto con la Resurrezione di Lazzaro per la chiesa di Santa Giustina ad Auronzo, che gli frutt\u00f2 le successive commissioni di due tele raffiguranti la Profanazione del tempio (1828) e le Anime purganti. Dopo un deludente soggiorno milanese durante il quale realizz\u00f2 una serie di affreschi nel palazzo della contessa Samoyloff (1831) e a palazzo Passalacqua (1832, oggi perduti), l\u2019artista rientr\u00f2 in Veneto\u2026\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>NELLE FOTO (Renato Bona, Cocconi, Wikipedia): Giovanni De Min; la casa natale nella via Garibaldi; la targa voluta dal Comune di Belluno; due delle opere dell\u2019artista bellunese: la Regina di Saba in visita a Salomone e particolare dell\u2019affresco Caduta degli Angeli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 24 ottobre del 1786, dunque 233 anni or sono, era di marted\u00ec, nasceva a Belluno Giovanni De Min (a volte scritto Demin) che sarebbe deceduto nella trevigiana Tarzo il 23 novembre del 1859, era di mercoled\u00ec, e sepolto dal 4 gennaio 1860 nella cattedrale di Ceneda di Vittorio Veneto. 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