{"id":110081,"date":"2019-12-16T23:59:53","date_gmt":"2019-12-16T22:59:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=110081"},"modified":"2019-12-30T08:41:44","modified_gmt":"2019-12-30T07:41:44","slug":"i-racconti-di-paolo-soppelsa-valle-imperina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/i-racconti-di-paolo-soppelsa-valle-imperina\/","title":{"rendered":"I RACCONTI DI PAOLO SOPPELSA &#8220;VALLE IMPERINA&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>STAGIONE 1, PUNTATA 01 17 dicembre 2019<\/p>\n<blockquote><p>Inizia oggi una nuova rubrica all&#8217;interno del GIORNALE RADIOPIU&#8217;, testo e audio con Paolo Soppelsa, attento conoscitore del territorio.<\/p><\/blockquote>\n<p>di Paolo Soppelsa<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/WhatsApp-Image-2019-12-16-at-19.01.40.jpeg\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1080\" data-large_image_height=\"608\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-110082 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/WhatsApp-Image-2019-12-16-at-19.01.40-300x169.jpeg\" alt=\"\" width=\"284\" height=\"160\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/WhatsApp-Image-2019-12-16-at-19.01.40-300x169.jpeg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/WhatsApp-Image-2019-12-16-at-19.01.40-1024x576.jpeg 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/WhatsApp-Image-2019-12-16-at-19.01.40-768x432.jpeg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/WhatsApp-Image-2019-12-16-at-19.01.40.jpeg 1080w\" sizes=\"auto, (max-width: 284px) 100vw, 284px\" \/><\/a>La curva che portava fuori dalla gola dei Castei era a destra. Vi si arrivava in quarta piena con la 127 color del cielo. Mi piaceva guardare i piedi di pap\u00e0 fare un bel punta\/tacco scalando in terza. Poi a volte trattenevo il fiato, perch\u00e9 all\u2019esterno della curva non c\u2019era il guard-rail. Uscivamo a cannone da quella svolta e davanti a noi appariva la Casa Giovannelli. Che sul muro aveva appeso un cartello \u201cvendesi\u201d che stette l\u00ec almeno vent\u2019anni. E ridevamo di gusto mentre pronunciavamo la fatidica frase \u201cvosto che sie chi che la compra chela carobera\u201d. Ma il tempo ci diede torto, e da ormai parecchi anni quella casa misteriosa \u00e8 diventata una bella trattoria. Poi tre curve leggere ci portavano al Ponte del Cristo. Ed ogni volta mi chiedevo dove fosse questo cavolo di ponte. Che in realt\u00e0 ce n\u2019era un pezzo a bordo strada. Cinque o sei metri, poi il vuoto. E pap\u00e0 diceva \u201cl\u2019era l\u2019era el pont\u2026vardelo du inte Cordeol\u2026el se la men\u00e0 via l\u2019aluvion\u201d. Ed in effetti un pezzo del ponte c\u2019era, sdraiato tristemente nelle ghiaie del Cordevole. Che si vedeva meglio quando tornavamo verso Belluno. Ma dove arrivasse dall\u2019altra parte questo ponte era un mistero. Aldil\u00e0 della strada c\u2019era solo un versante di frana. E pap\u00e0 diceva \u201cl\u2019era anca la strada de l\u00e0, ma la e partida fora par l\u2019acqua sempre da l\u2019aluvion\u201d. Che questa alluvione doveva essere stata veramente tremenda per aver combinato tali disastri. Poi curvone veloce a sinistra e sullo sfondo appariva il villaggio, allora fantasma, di Valle Imperina. Che inevitabilmente catturava gli sguardi ed i pensieri non solo dei bambini, ma pure degli adulti. E quando c\u2019era mamma in macchina arrivava quasi sempre il suo commento \u201cvarda che laoro\u2026tut desf\u00e0\u2026pec\u00e0 che i ha ser\u00e0 su tut\u2026i laorea in tanti inte le miniere\u201d. E gli occhi si incollavano al finestrino, soprattutto d\u2019inverno quando la neve e la brina aggiungevano mistero al mistero. Tentavo di immaginare come dovesse essere stato quel villaggio cos\u00ec affascinante quando era abitato. E pap\u00e0 diceva \u201cle dut tut in malora da l\u2019aluvion\u201d. Ancora sta \u201caluvion\u201d. E mi immaginavo l\u2019acqua marrone del Cordevole che si portava via i pezzi di quelle antiche case. Ma non riuscivo a dare una dimensione esatta a questo evento datato 4 novembre 1966. Chiss\u00e0 com\u2019era stata quella storia. Poi, a quarantuno anni, ho avuto modo di capire come funziona un&#8217;alluvione. Purtroppo. Mentre salivamo lungo la salita delle Campe cercavo di immaginare il treno. Quello che passava nelle gallerie dei Castei. Eh no, quello era troppo anche per la fantasia di un bambino. Non poteva essere. Ed invece c\u2019era stato un tempo in cui un treno arrivava fino ad Agordo. C\u2019erano il ponte e la galleria a Ponte Alto a testimoniarlo. Eppure il dubbio rimaneva. Ed allora arrivava la frase \u201cvarda che son mont\u00e0 anca mi calche ota su chel treno\u2026\u201d. Non rimaneva che crederci, come si crede alle leggende che entrano ed escono dalla realt\u00e0. Poi, dopo il bivio per Rivamonte, si entrava nel paese dov\u2019ero nato. Quello con la chiesa con ben due campanili e la piazza con i cubetti di porfido come in centro a Belluno. E mancavano solo nove km a Cencenighe.<\/p>\n<p>AUDIO<\/p>\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-110081-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/paolo-curva-imperina.mp3?_=1\" \/><a href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/paolo-curva-imperina.mp3\">https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/paolo-curva-imperina.mp3<\/a><\/audio>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>STAGIONE 1, PUNTATA 01 17 dicembre 2019 Inizia oggi una nuova rubrica all&#8217;interno del GIORNALE RADIOPIU&#8217;, testo e audio con Paolo Soppelsa, attento conoscitore del territorio. di Paolo Soppelsa &nbsp; La curva che portava fuori dalla gola dei Castei era a destra. Vi si arrivava in quarta piena con la 127 color del cielo. 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