{"id":110567,"date":"2019-12-21T12:21:02","date_gmt":"2019-12-21T11:21:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=110567"},"modified":"2019-12-21T12:21:02","modified_gmt":"2019-12-21T11:21:02","slug":"pmi-nuova-burocrazia-per-32-miliardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/pmi-nuova-burocrazia-per-32-miliardi\/","title":{"rendered":"PMI: NUOVA BUROCRAZIA PER 3,2 MILIARDI"},"content":{"rendered":"<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Schermata-2019-12-21-alle-12.17.28.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1270\" data-large_image_height=\"488\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-110568 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Schermata-2019-12-21-alle-12.17.28-300x115.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"115\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Schermata-2019-12-21-alle-12.17.28-300x115.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Schermata-2019-12-21-alle-12.17.28-1024x393.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Schermata-2019-12-21-alle-12.17.28-768x295.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Schermata-2019-12-21-alle-12.17.28.png 1270w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nel 2020 il peso economico della burocrazia \u00e8 destinato ad aumentare. Tra gli adempimenti imposti dal nuovo \u201cCodice della crisi e dell\u2019insolvenza\u201d, le nuove disposizioni sul contrasto all\u2019omesso versamento delle ritenute Irpef dei dipendenti delle aziende che lavorano in subappalto e l\u2019obbligo esteso a tutte le imprese di inviare telematicamente i corrispettivi, secondo l\u2019Ufficio studi della CGIA le Pmi subiranno un aumento dei costi burocratici complessivi pari ad almeno 3,2 miliardi di euro. Vediamo gli effetti delle singole misure.<\/p>\n<p><strong>Nuovo \u201cCodice della crisi d\u2019impresa e dell\u2019insolvenza\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Per evitare il fallimento delle Pmi, il legislatore ha introdotto questo codice anticrisi che impone anche alle Srl di piccole dimensioni di nominare un organo di controllo composto o da un collegio sindacale o da un sindaco unico o da un revisore dei conti . Operazione che obbliga, tra le altre cose, la modifica dello statuto societario. L\u2019obbiettivo di questa misura ? Rilevare precocemente i primi segnali di crisi di una azienda attraverso la tempestiva adozione di misure idonee a superarla, quando possibile, o a regolarla, prima dell\u2019insolvenza conclamata.<\/p>\n<p>Siamo poi cos\u00ec sicuri che grazie a questo nuovo sistema di allert, molte piccole imprese eviteranno di intraprendere la strada del fallimento ? Segnala il coordinatore dell\u2019Ufficio studi della CGIA, Paolo Zabeo:<\/p>\n<p>\u201cSebbene potessero contare su un management di alto livello, sull\u2019apporto di advisor esterni, sull\u2019intervento dei collegi sindacali e sull\u2019attivit\u00e0 di vigilanza e di controllo dei tecnici della Banca d\u2019Italia e della Consob, realt\u00e0 come Banca Etruria, Veneto Banca, Banca Popolare di Vicenza, Monte dei Paschi di Siena, Carige e la Banca Popolare di Bari sono fallite o si trovano in una situazione particolarmente delicata. Queste sono o erano degli istituti di credito con responsabilit\u00e0 economiche, sociali ed etiche molto superiori a quelle in capo ad una ipotetica Pmi e nonostante l\u2019elevato numero di esperti contabili a disposizione hanno chiuso o sono state salvate in extremis, grazie all\u2019intervento di soggetti esterni\u201d.<\/p>\n<p><strong>In altri termini, si chiedono alla CGIA, siamo certi che questa misura, pur riconoscendole di avere nel DNA dei nobili propositi, alla fine non contribuir\u00e0 ad attivare \u201csolo\u201d qualche consulenza aggiuntiva a tantissimi liberi professionisti ?<\/strong><\/p>\n<p>I costi per adempiere agli obblighi imposti dal \u201cCodice della crisi d\u2019impresa e dell\u2019insolvenza\u201d sono molto importanti: secondo un\u2019analisi condotta dal Cerved , sulle micro e sulle le Pmi ammonterebbero complessivamente a 2,9 miliardi di euro , anche se nel proseguo degli anni potrebbero far risparmiare al sistema economico del Paese circa 6 miliardi. Tuttavia, se i costi iniziali sono certi, diversamente sar\u00e0 molto difficile \u201cquantificare\u201d i vantaggi futuri legati agli ipotetici mancati fallimenti aziendali.<br \/>\n\u201cPurtroppo, i tempi e i costi della burocrazia \u2013 afferma il segretario della CGIA Renato Mason \u2013 sono diventati un dramma che caratterizza negativamente una larga parte dell\u2019economia del nostro Paese. In particolar modo le nostre imprese, essendo prevalentemente di piccola dimensione, non dispongono di strutture amministrative interne in grado di fronteggiare queste problematiche, pertanto sono costrette a ricorrere a consulenze spesso molto onerose. Altres\u00ec, le Pmi necessitano di un servizio pubblico efficiente ed economicamente vantaggioso, in cui le decisioni vengano prese senza ritardi e il destinatario sia in grado di valutare con certezza la durata delle procedure. Cosa che, purtroppo, avviene sempre pi\u00f9 di rado\u201d.<\/p>\n<p><strong>Stretta sugli appalti: obbligo invio copia versamenti ritenute Irpef<\/strong><\/p>\n<p>Con il decreto fiscale collegato alla manovra di Bilancio 2020 che \u00e8 stato approvato definitivamente nei giorni scorsi, viene ora disposto l\u2019obbligo, per chi affida il compimento di un\u2019opera o un servizio di importo annuo superiore a 200 mila euro, di richiedere all\u2019impresa appaltatrice o affidataria e alle imprese subappaltarici, copia degli attestati di versamento delle ritenute operate sulle retribuzioni corrisposte al personale impiegato nell\u2019esecuzione delle opere o dei servizi affidati .<\/p>\n<p><strong>Adempimento, ricorda la CGIA, che ha l\u2019obbiettivo di contrastare il mancato versamento delle ritenute Irpef dei dipendenti; irregolarit\u00e0, quest\u2019ultima, molto diffusa nelle filiere del settore edile.<\/strong><\/p>\n<p>In caso di mancata risposta, oppure se risultano omessi o insufficienti versamenti, il committente dovr\u00e0 sospendere il pagamento dei corrispettivi maturati dall\u2019impresa. Pertanto, queste disposizioni obbligheranno queste attivit\u00e0 ad inviare le deleghe e le informazioni necessarie per verificare il versamento delle ritenute, ovviamente con costi aggiuntivi che l\u2019Ufficio studi della CGIA stima in almeno 300 milioni di euro all\u2019anno . Operazione, tra l\u2019altro, molto complessa, visto che l\u2019alta flessibilit\u00e0 presente nel settore edile, ad esempio, porta moltissime piccole imprese a lavorare per pi\u00f9 di un committente, anche nello stesso giorno.<\/p>\n<p>Un carico di nuova burocrazia che poteva essere evitato introducendo, anche per le ritenute Irpef, la stessa procedura che utilizza l\u2019Inps per verificare il corretto pagamento dei contributi previdenziali, ovvero il DURC (Documento Unico di Regolarit\u00e0 Contributiva). Per le ritenute, ovviamente, il referente pubblico non poteva che essere l\u2019Agenzia delle Entrate.<\/p>\n<p>Invio e memorizzazione telematica dei corrispettivi<br \/>\nIl Decreto legge n\u00b0 119 del 2018 ha introdotto l\u2019obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri all\u2019Agenzia delle Entrate; l\u2019operazione dovr\u00e0 essere eseguita anche dai commercianti al minuto, dagli artigiani e dai soggetti assimilati.\u2028L\u2019obbligo, entrato in vigore l\u20191 luglio 2019 per le aziende con fatturato superiore a 400.000 euro, viene esteso a tutti gli altri operatori a partire dal prossimo 1 gennaio 2020.<\/p>\n<p>Per le piccole e micro aziende la memorizzazione e la trasmissione telematica dei corrispettivi dovranno essere effettuate tramite un registratore telematico. Tra chi lo dovr\u00e0 acquistare perch\u00e9 per legge fino ad ora non era obbligato ad averlo, chi lo dovr\u00e0 sostituire o dovr\u00e0 solo aggiornare quello attualmente in possesso, l\u2019Ufficio studi della CGIA stima in 1.600.000 le unit\u00e0 produttive interessate dall\u2019operazione. Al netto dei benefici fiscali riconducibili all\u2019ammortamento del costo, l\u2019aggravio per ogni azienda \u00e8 stimato in circa 300 euro. Per adempiere a questo obbligo, pertanto, le piccole e micro aziende dovranno sostenere un costo complessivo una tantum di circa 500 mila euro. \u201cSebbene sia un importo molto contenuto \u2013 dichiara il ricercatore dell\u2019Ufficio studi Andrea Vavolo &#8211; questa novit\u00e0 fiscale ha messo in grave difficolt\u00e0 tantissimi operatori, soprattutto quelli di una certa et\u00e0, che non hanno alcuna dimestichezza con i mezzi informatici. Non \u00e8 da escludere, pertanto, che molti di questi, anche a causa di questo nuovo adempimento, decideranno a fine anno di chiudere definitivamente l\u2019attivit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Fino al 30 giugno 2020, comunque, sar\u00e0 in vigore un periodo transitorio di sospensione delle sanzioni, pur essendo vigente l\u2019obbligo dell\u2019invio. Sanzioni che, tuttavia, si applicheranno in caso di invio telematico dei dati sui corrispettivi oltre il mese successivo a quello di effettuazione dell\u2019operazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2020 il peso economico della burocrazia \u00e8 destinato ad aumentare. 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