{"id":111966,"date":"2020-01-05T19:56:23","date_gmt":"2020-01-05T18:56:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=111966"},"modified":"2020-01-05T19:56:23","modified_gmt":"2020-01-05T18:56:23","slug":"le-nostre-pmi-hanno-un-carico-fiscale-quasi-doppio-rispetto-alle-multinazionali-del-web","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/le-nostre-pmi-hanno-un-carico-fiscale-quasi-doppio-rispetto-alle-multinazionali-del-web\/","title":{"rendered":"LE NOSTRE PMI HANNO UN CARICO FISCALE QUASI  DOPPIO RISPETTO  ALLE MULTINAZIONALI DEL WEB"},"content":{"rendered":"<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-05-alle-19.54.30.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"946\" data-large_image_height=\"1262\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-111969 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-05-alle-19.54.30-225x300.png\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-05-alle-19.54.30-225x300.png 225w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-05-alle-19.54.30-768x1025.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-05-alle-19.54.30.png 946w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>Se le nostre Pmi hanno un carico fiscale complessivo che si attesta al 59,1 per cento dei profitti , le multinazionali del web presenti in Italia, o meglio le controllate di questi giganti economici ubicate nel nostro Paese, registrano un tax rate del 33,1 per cento . Entrambi i dati si riferiscono al 2018. Afferma il coordinatore dell\u2019Uffici studi della CGIA Paolo Zabeo:<\/p>\n<p>\u201cPremesso che i dati sono desunti da fonti diverse, quindi non comparabili da un punto di vista strettamente scientifico, \u00e8 comunque verosimile ritenere che sulle piccole imprese il carico fiscale sia quasi doppio rispetto a quello che grava sui giganti tecnologici presenti in Italia. Un\u2019ingiustizia che grida vendetta, non tanto perch\u00e9 su questi ultimi grava un peso fiscale relativamente contenuto, ma per il fatto che sulle nostre Pmi il peso delle tasse e dei contributi \u00e8 tra i pi\u00f9 elevati d\u2019Europa\u201d.<\/p>\n<p>Tra i Paesi dell\u2019Area dell\u2019euro, infatti, i dati della Banca Mondiale ci dicono che solo la Francia (con il 60,7 per cento) registra una pressione fiscale sui profitti delle imprese superiore alla nostra, contro una media dei 19 Paesi che utilizzano la moneta unica pari al 42,8 per cento. Un dato, quest\u2019ultimo, di oltre 16 punti percentuali inferiore al dato medio presente in Italia (vedi Tab. 1).<br \/>\n\u201cSe con la manovra approvata la settimana scorsa abbiamo evitato l\u2019aumento dell\u2019Iva \u2013 dichiara il Segretario Renato Mason \u2013 entro la fine di quest\u2019anno il Governo dovr\u00e0 trovare altri 20 miliardi di euro per scongiurare che dal 1\u00b0 gennaio 2021 si registri un ritocco all\u2019ins\u00f9 sia dell\u2019Iva che delle accise sui carburanti. In altre parole, anche la prossima finanziaria \u00e8 in buona parte gi\u00e0 vincolata da questo impegno cos\u00ec importante e, pertanto, sar\u00e0 molto difficile recuperare altre risorse per ridurre in misura altrettanto significativa le tasse su famiglie e imprese\u201d.<\/p>\n<p>All\u2019orizzonte, quindi, pare estremamente difficile ipotizzare una riforma che tagli pesantemente il carico fiscale, in particolar modo alle imprese. Un\u2019operazione che sarebbe gradita ai pi\u00f9, soprattutto a quegli imprenditori che esportano i propri manufatti in giro per il mondo e ogni giorno sono chiamati a misurarsi con concorrenti stranieri che possono beneficiare di livelli di tassazione e di oppressione burocratica sensibilmente inferiori ai nostri.<\/p>\n<p>Tornando alla comparazione iniziale, quali sono le ragioni per cui le controllate italiane delle principali multinazionali del web possono beneficiare di un tax rate del 33,1 per cento ? Per il semplice motivo che la met\u00e0 dell\u2019utile ante imposte \u00e8 tassato in Paesi a fiscalit\u00e0 agevolata che procura un risparmio fiscale che, nel periodo 2014-2018, ha sfiorato complessivamente i 50 miliardi di euro.<\/p>\n<p>Tuttavia, non sono solo i giganti stranieri del web a sfruttare la fiscalit\u00e0 di vantaggio concessa da molti Paesi. Anche i grandi player italiani, da anni hanno trasferito la sede legale principale, o di una consociata, all\u2019estero. Stiamo parlando, ad esempio, di FCA, Eni, Enel, Ferrero, Telecom, Saipem, Luxottica Group, Illy, etc.<\/p>\n<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-05-alle-19.54.56.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1066\" data-large_image_height=\"1312\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-111968 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-05-alle-19.54.56-244x300.png\" alt=\"\" width=\"244\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-05-alle-19.54.56-244x300.png 244w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-05-alle-19.54.56-832x1024.png 832w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-05-alle-19.54.56-768x945.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-05-alle-19.54.56.png 1066w\" sizes=\"auto, (max-width: 244px) 100vw, 244px\" \/><\/a>Molte holding di casa nostra hanno deciso di spostarsi nei Paesi Bassi, ad esempio, perch\u00e9 in questo paese \u00e8 possibile beneficiare sia di una legislazione societaria molto favorevole &#8211; che permette agli azionisti storici di avere il doppio dei voti in assemblea, modalit\u00e0 che consente di difendersi meglio da eventuali scalate provenienti da investitori stranieri &#8211; sia dal trattamento tributario molto generoso che il governo olandese riserva a ogni big company disposta ad aprire la sede fiscale ad Amsterdam.<\/p>\n<p>Con queste operazioni, formalmente ineccepibili da un punto di vista fiscale-societario, si \u00e8 per\u00f2 ridotta la base imponibile di coloro che pagano le tasse in Italia, penalizzando in particolar modo le realt\u00e0 imprenditoriali di piccola dimensione che, a differenza delle grandi aziende, non hanno la possibilit\u00e0 di lasciare armi e bagagli e trasferirsi altrove.<\/p>\n<p>Come abbiamo visto in precedenza, oltre ad avere la pressione fiscale sulle imprese tra le pi\u00f9 elevate d\u2019Europa, l\u2019Italia \u00e8 il Paese, assieme al Portogallo, dove pagare le tasse \u00e8 pi\u00f9 difficile. Sempre dai dati presentati recentemente dalla Banca Mondiale (Doing Business 2020), da noi sono necessari 30 giorni all\u2019anno (pari a 238 ore) per raccogliere tutte le informazioni necessarie per calcolare le imposte dovute; per completare tutte le dichiarazioni dei redditi e per presentarle all\u2019Amministrazione finanziaria; per effettuare il pagamento on line o presso le autorit\u00e0 preposte.<\/p>\n<p>In Francia, l\u2019unico Paese UE con un carico fiscale sulle imprese superiore al nostro, per espletare le incombenze burocratiche derivanti dal pagamento delle tasse sono necessari solo 17 giorni, mentre la media dell\u2019Area dell\u2019Euro \u00e8 di 18 giorni. Anche in questa comparazione, i dati sono della Banca Mondiale, che per ciascun Paese prende in esame una media impresa (societ\u00e0 a responsabilit\u00e0 limitata), al secondo anno di vita e con circa 60 addetti. L\u2019anno di riferimento \u00e8 il 2018 (vedi Tab. 2).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se le nostre Pmi hanno un carico fiscale complessivo che si attesta al 59,1 per cento dei profitti , le multinazionali del web presenti in Italia, o meglio le controllate di questi giganti economici ubicate nel nostro Paese, registrano un tax rate del 33,1 per cento . Entrambi i dati si riferiscono al 2018. 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