{"id":112740,"date":"2020-01-11T10:59:04","date_gmt":"2020-01-11T09:59:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=112740"},"modified":"2020-01-11T10:59:04","modified_gmt":"2020-01-11T09:59:04","slug":"zabeo-cgia-i-descolarizzati-sono-10-volte-in-piu-dei-cervelli-in-fuga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/zabeo-cgia-i-descolarizzati-sono-10-volte-in-piu-dei-cervelli-in-fuga\/","title":{"rendered":"ZABEO (CGIA): &#8220;I DESCOLARIZZATI SONO 10 VOLTE IN PIU\u2019 DEI CERVELLI IN FUGA\u201d"},"content":{"rendered":"<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-11-alle-10.49.41.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1006\" data-large_image_height=\"434\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-112741 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-11-alle-10.49.41-300x129.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"129\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-11-alle-10.49.41-300x129.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-11-alle-10.49.41-768x331.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-11-alle-10.49.41.png 1006w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Se nel 2018 sono stati 62 mila circa i cosiddetti \u201ccervelli in fuga\u201d che hanno lasciato l\u2019Italia per trasferirsi all\u2019estero , per contro, 598 mila giovani in et\u00e0 compresa tra i 18 e i 24 anni hanno abbandonato precocemente l\u2019attivit\u00e0 scolastica, rischiando di finire ai margini della nostra societ\u00e0 (vedi Tab. 1). A dirlo \u00e8 l\u2019Ufficio studi della CGIA che con il suo coordinatore, Paolo Zabeo, afferma:<\/p>\n<p>\u201cPremesso che perdere oltre 60 mila giovani diplomati e laureati ogni anno costituisce un grave impoverimento culturale per il nostro Paese, \u00e8 ancor pi\u00f9 allarmante che quasi 600 mila ragazzi decidano di lasciare gli studi anticipatamente. Un numero, quest\u2019ultimo, 10 volte superiore al primo. Un problema, quello degli descolarizzati, che stiamo colpevolmente sottovalutando, visto che nei prossimi anni, anche a seguito della denatalit\u00e0 in atto, le imprese rischiano di non poter contare su nuove maestranze sufficientemente preparate professionalmente. Un problema che gi\u00e0 oggi comincia a farsi sentire in molte aree produttive, soprattutto del Nord\u201d.<\/p>\n<p>Sebbene negli ultimi anni ci sia stata una contrazione del fenomeno (vedi Graf. 1), un elevato numero di giovani continua a lasciare prematuramente la scuola, anche dell\u2019obbligo, concorrendo ad aumentare la disoccupazione giovanile, il rischio povert\u00e0 ed esclusione sociale. Una persona che non ha un livello minimo di istruzione, infatti, \u00e8 in genere destinata per tutta la vita ad un lavoro dequalificato, spesso precario e con un livello retributivo molto basso, rispetto a quello cui potrebbe aspirare, almeno potenzialmente, se possedesse un titolo di studio medio-alto.<\/p>\n<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-11-alle-10.50.11.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1282\" data-large_image_height=\"1186\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-112742 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-11-alle-10.50.11-300x278.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"278\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-11-alle-10.50.11-300x278.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-11-alle-10.50.11-1024x947.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-11-alle-10.50.11-768x710.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-11-alle-10.50.11.png 1282w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u201cPeraltro \u2013 segnala il segretario della CGIA Renato Mason &#8211; un Paese che aspira ad essere moderno, oltre a poter contare sull&#8217;utilizzo di tecnologie avanzate, \u00e8 altrettanto importante che possa avvalersi di una manodopera qualificata. Altrimenti, c\u2019\u00e8 il pericolo di un impoverimento generale del sistema Paese e, in misura ugualmente preoccupante, di una marginalizzazione di molti soggetti che difficilmente potranno essere reintegrati attivamente nella nostra societ\u00e0. Tutti gli esperti, infatti, sono concordi nel ritenere che la povert\u00e0 educativa e la povert\u00e0 economica sono strettamente correlate\u201d.<\/p>\n<p>Le cause che determinano l&#8217;abbandono scolastico sono principalmente culturali, sociali ed economiche: i ragazzi che provengono da ambienti socialmente svantaggiati e da famiglie con uno scarso livello di istruzione hanno maggiori probabilit\u00e0 di abbandonare la scuola prima di aver completato il percorso di studi. C&#8217;\u00e8 anche un fattore di genere: ad abbandonare precocemente la scuola sono pi\u00f9 i maschi che le femmine.<\/p>\n<p>Italia al terzo posto in Ue per abbandono scolastico<br \/>\nSebbene la fuga dai banchi di scuola sia in calo in tutta Europa, nel 2018 l\u2019Italia si colloca al terzo posto tra i 19 paesi dell\u2019Area dell\u2019euro per abbandono scolastico tra i giovani in et\u00e0 compresa tra 18 e 24 anni. Se da noi la percentuale \u00e8 stata del 14,5 per cento (pari a circa 598 mila giovani), solo Malta (17,4 per cento) e Spagna (17,9 per cento) presentano dei risultati peggiori ai nostri. La media Ue si attesta all\u201911 per cento. Tra il 2008 e il 2018 la contrazione del fenomeno in Italia \u00e8 scesa del 5,1 per cento, pressoch\u00e9 in linea con la media Ue (-5,3 per cento) (vedi Tab. 2).<\/p>\n<p>Al Sud quasi 1 ragazzo su 5 lascia la scuola in anticipo<br \/>\nA livello territoriale italiano sono le regioni del Sud a registrare i livelli pi\u00f9 elevati di abbandono scolastico. Nel 2018 in Sardegna il 23 per cento dei giovani ha lasciato la scuola prima del conseguimento del titolo di studio (diploma <a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-11-alle-10.50.31.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1138\" data-large_image_height=\"1318\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-112743 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-11-alle-10.50.31-259x300.png\" alt=\"\" width=\"259\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-11-alle-10.50.31-259x300.png 259w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-11-alle-10.50.31-884x1024.png 884w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-11-alle-10.50.31-768x889.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-11-alle-10.50.31.png 1138w\" sizes=\"auto, (max-width: 259px) 100vw, 259px\" \/><\/a>professionale, diploma di maturit\u00e0, etc.). Seguono la Sicilia con il 22,1 per cento e la Calabria con il 20,3 per cento. Preoccupa la situazione di quest\u2019ultima regione che rispetto a quasi tutte le altre \u00e8 in controtendenza rispetto al dato relativo al 2008: l\u2019abbandono scolastico in questi ultimi 10 anni \u00e8 aumentato dell\u20191,8 per cento. Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia (entrambe con il 8,9 per cento), Abruzzo (8,8 per cento) e Umbria (8,4 per cento) sono le regioni pi\u00f9 virtuose (vedi Tab. 3).<br \/>\nNel complesso \u00e8 il Nordest l\u2019area che soffre meno di questo fenomeno sia per incidenza percentuale di abbandono scolastico (10,6 per cento) che per il pi\u00f9 basso numero di \u201cuscite\u201d premature (Vedi Tab. 3 e Tab. 4).<\/p>\n<p>Segnali preoccupanti anche per le imprese<br \/>\nStando alle indagini condotte dall\u2019Unioncamere e dall\u2019Anpal sarebbero stati oltre 1 milione i posti di lavoro di difficile reperimento nel 2018 a causa del disallineamento tra la domanda e l\u2019offerta di lavoro; sebbene in Italia la disoccupazione giovanile superi il 25 per cento e le imprese denuncino molte difficolt\u00e0 a reperire personale, soprattutto con competenze digitali.<\/p>\n<p>Le cause sono molteplici ma, secondo l\u2019Ufficio studi della CGIA, non va dimenticato che in tutti i paesi europei si sta verificando una forte polarizzazione del mercato del lavoro. Le imprese, infatti, se da un lato cercano con sempre maggiore insistenza del personale con elevata specializzazione tecnica-professionale (ingegneri elettrotecnici, analisti e progettisti di software, elettrotecnici , tecnici elettronici, installatori, manutentori, specialisti di saldatura elettrica, riparatori di apparecchiature informatiche, etc.), dall\u2019altro necessitano anche di figure caratterizzate da bassi livelli di competenze e di specializzazione.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2, legato al calo demografico e alle difficolt\u00e0 di far dialogare il mondo della scuola con quello del lavoro, ha reso molto difficile il reperimento da parte delle imprese di moltissime professionalit\u00e0 di alto profilo e dall\u2019altro la copertura dei mestieri pi\u00f9 duri e faticosi dal punto di vista fisico \u00e8 stata garantita, almeno in parte, grazie alla disponibilit\u00e0 degli immigrati.<\/p>\n<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-11-alle-10.50.49.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1056\" data-large_image_height=\"1560\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-112744 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-11-alle-10.50.49-203x300.png\" alt=\"\" width=\"203\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-11-alle-10.50.49-203x300.png 203w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-11-alle-10.50.49-693x1024.png 693w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-11-alle-10.50.49-768x1135.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-11-alle-10.50.49-1040x1536.png 1040w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-11-alle-10.50.49.png 1056w\" sizes=\"auto, (max-width: 203px) 100vw, 203px\" \/><\/a>Ora, se il numero degli descolarizzati non \u00e8 destinato a ridursi drasticamente, nei prossimi anni sar\u00e0 sempre pi\u00f9 difficile per le aziende trovare personale qualificato, anche perch\u00e9 si sta riducendo, a causa del calo demografico, la platea dei giovani che entreranno nel mercato del lavoro.<\/p>\n<p>Per contro, questi giovani, che non dispongono di una adeguata preparazione professionale, saranno difficilmente collocabili nel mercato del lavoro, anche perch\u00e9 rischiano di perdere in partenza la competizione con gli stranieri nell\u2019 occupare i posti di lavoro poco qualificati.<a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-11-alle-10.51.07.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1208\" data-large_image_height=\"784\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-112745 alignright\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-11-alle-10.51.07-300x195.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"195\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-11-alle-10.51.07-300x195.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-11-alle-10.51.07-1024x665.png 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-11-alle-10.51.07-768x498.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Schermata-2020-01-11-alle-10.51.07.png 1208w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se nel 2018 sono stati 62 mila circa i cosiddetti \u201ccervelli in fuga\u201d che hanno lasciato l\u2019Italia per trasferirsi all\u2019estero , per contro, 598 mila giovani in et\u00e0 compresa tra i 18 e i 24 anni hanno abbandonato precocemente l\u2019attivit\u00e0 scolastica, rischiando di finire ai margini della nostra societ\u00e0 (vedi Tab. 1). 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