{"id":113051,"date":"2020-01-14T23:59:44","date_gmt":"2020-01-14T22:59:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=113051"},"modified":"2020-01-14T16:44:36","modified_gmt":"2020-01-14T15:44:36","slug":"rosso-una-famiglia-di-pittori-dal-cadore-a-belluno-e-a-mel-di-renato-bona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/rosso-una-famiglia-di-pittori-dal-cadore-a-belluno-e-a-mel-di-renato-bona\/","title":{"rendered":"ROSSO: UNA FAMIGLIA DI PITTORI DAL CADORE A BELLUNO E A MEL di RENATO BONA"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"_5yl5\">\u00a0Dobbiamo riconoscenza allo storico Giovanni Fabbiani e a quant\u2019altri si sono occupati della storia dei tre pittori cadorini Rosso: perch\u00e9 ci consentono di apprezzare un padre e due figli che tanto hanno dato con la loro arte alla storia del Cadore e dell\u2019intero bellunese. Nella sua \u201cBreve storia del Cadore\u201d quarta edizione, edito nel 1977 per i tipi della bellunese tipografia Piave dalla Magnifica comunit\u00e0 di Cadore, Fabbiani elenca una serie di artisti, scienziati, letterati e religiosi cadorini, partendo proprio da Antonio Rosso del quale scrive: \u201cTai 1440?-Belluno 1510, pass\u00f2 a dimorare a Mel. Si conservano opere sue in vari luoghi della provincia di Belluno. In Cadore c\u2019\u00e8 ancora la pala altare della chiesa di San Lorenzo di Selva; la chiesa di Nebbi\u00f9 possedeva fino al 18964 una pala ch\u2019\u00e8 fra le opere migliori, ma che ora \u00e8 a Parigi; nell\u2019oratorio privato della famiglia Zamberlan di Pieve di Cadore c\u2019era una Madonna col Bambino e Angeli, ora conservata nella Galleria di Venezia\u201d. A seguire, un accenno a \u201cGiovanni Rosso, figlio di Antonio, nato in Cadore e vissuto a Mel e perci\u00f2 detto Giovanni da Mel, pi\u00f9 abile pittore del padre. Mor\u00ec a Belluno il 25 gennaio 1540\u201d. Sulla base di quanto scrivono gli esperti, pi\u00f9 bravo anche di Giovanni risulta comunque essere stato l\u2019altro figlio, Marco, del quale l\u2019amico Dario Dall\u2019Olio per Dolomitiarte ha scritto fra l\u2019altro: \u201cTentare di delineare compiutamente la figura di un artista del \u2018500 quale \u00e8 quella di Marco da Mel, \u00e8 senza dubbio un compito non semplice ma certamente stimolante. A distanza di un ventennio dal corposo lavoro di Daniele De Paoli (Tesi universit\u00e0 di Venezia A.A: 1973-74, stanno emergendo continue e nuove valutazioni ed attribuzioni che contribuiscono a tracciare un percorso pittorico sempre pi\u00f9 completo. Figlio di Antonio Rosso si scosta dall\u2019espressione del padre alla ricerca di una nuova personale espressione legata alla natura e all\u2019architettura: uomo e natura, poli sui cui graviter\u00e0 tutta la sua produzione. Lavor\u00f2 scambiando esperienze, assieme al fratello Giovanni, nei numerosi piccoli oratori anche di grande impegno come nel ciclo di Sant\u2019Antonio di Bardies. Gi\u00e0 nel 1519 era talmente noto da fregiarsi del titolo di \u2018magister\u2019\u2026\u201d. Parlando dei Rosso vale la pena ricordare che \u201cFrammenti d\u2019arte in Valbelluna\u201d ha riproposto anche lo scorso anno, dal 30 giugno al 29 settembre, il ciclo di visite gratuite alle chiese della Sinistra Piave Bellunese, ad iniziativa del Comune di Borgo Valbelluna con la collaborazione del circolo \u201cPromozione cultura\u201d di Mel, associazioni culturali \u201cAmici di Cesana\u201d, Raccontarte e La Fenice, per offrire l\u2019opportunit\u00e0 di scoprire un itinerario artistico-religisoo che collega tra loro le chiesette frazionali, solitamente chiuse, autentici piccoli scrigni d\u2019arte e testimonianze di un passato religioso profondo e molto sentito, guidando i visitatori lungo un percorso paesaggistico suggestivo ad ammirare affreschi risalenti ad un periodo che va dal 1400 al 1600, opera di artisti locali tra cui, appunto, i fratelli Marco e Giovanni da Mel ed il loro padre Antonio Rosso oltre a Cesare Vecellio, Andrea Schiavone e Paris Bordon. Per quanto riguarda Giovanni da Mel, la libera enciclopedia Wikipedia ospita la riproduzione dell\u2019affresco dei Dodici Apostoli,del 1502, della chiesa di San Dionisio a Zermen di Feltre e quindi ricorda che \u201cNacque in data imprecisata, solitamente situata intorno al 1480. Durante la fanciullezza, intorno al 1494, la famiglia si trasfer\u00ec a Mel fino al 1502, dove il padre artista apr\u00ec una bottega\u201d. E, che \u201cfu operante soprattutto nella area meridionale e pedemontana delle Dolomiti, in particolar modo nella Valbelluna e nel Feltrino, con opere esclusivamente di carattere sacro\u201d citando oltre ai Dodici Apostoli di cui si \u00e8 detto: Orazione nell&#8217;orto di Getsemani e Predicazione di San Giovanni Battista, affreschi, 1514-1519, Chiesa di Santa Maria Assunta, Servo (comune di Sovramonte); Vita di Sant&#8217;Antonio Abate, affreschi, 1520-1530, Chiesa di Sant&#8217;Antonio, Bardies (comune di Mel) e Madonna con Bambino in trono tra Sant&#8217;Antonio Abate e Sant&#8217;Andrea, tempera su tavola, 180 x 120, 1522, Chiesa di Sant&#8217;Antonio, Bardies (comune di Mel); Madonna col Bambino tra i Santi Rocco e Sebastiano, tempera su tavola, 1531, Chiesa di Santa Maria Annunziata, Mel; Madonna con il Bambino e i Santi Tiziano e Vittore, tempera, Oratorio di Santa Maria Addolorata, Mel; Madonna con Bambino tra San Tiziano Vescovo, San Bernardino da Siena, San Rocco e San Sebastiano, tempera su tavola su pala d&#8217;altare, 1543, Chiesa di Santa Maria Assunta e di San Felice Martire, Trichiana; Ultima Cena con gamberi, Chiesetta di San Giovanni Battista, Libano (comune di Sedico); Madonna con Bambino tra San Tiziano Vescovo ed un santo martire, Chiesa di San Tiziano, Frontin (comune di Trichiana), proveniente dalla demolita chiesa di Santa Tecla. Su Marco da Mel, il pi\u00f9 noto dei tre, avremo modo di tornare e dunque concludiamo questa rassegna richiamando la storica cadorina Romana D\u2019Ambros che a proposito di Antonio Rosso ha scritto per l\u2019Archivio storico di Belluno Feltre Cadore: \u201cPittore cadorino della prima met\u00e0 del sec. 15., che si trasfer\u00ec a Mel nel 1494 e l\u00ec svolse la sua attivit\u00e0 fino al 1502, convergono motivi e culture dell&#8217;arte veneta e dell&#8217;arte tirolese. Tale commistione \u00e8 dovuta al periodo storico in cui oper\u00f2 l&#8217;artista, il primo in Cadore di cui si abbiano memorie, poich\u00e9 di Zaccaria Barbieri, il presunto maestro del Rosso, si sa solo che era pictor. Risale al 1494 la tavola a tempera La Madonna in trono circondata dai quattro santi, originariamente nella chiesa di Libano (Belluno). Risale al 1494 l&#8217;affresco, nella chiesa di Corte di Lentiai, rappresentante la Madonna in trono col Bambino. Richiamano la tecnica del Rosso le figure di S. Rocco e S. Sebastiano, affreschi di casa Brustolon a Dont di Zoldo, ora a Treviso. Altri affreschi del Rosso sono nella chiesa di S. Silvestro a Costa di Serravalle (Vittorio Veneto)\u201d. <\/span><\/p>\n\n\t\t\t<style type='text\/css'>\n\t\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\t\twidth: 33%;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='dt-gallery-container gallery galleryid-113051 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/rosso-una-famiglia-di-pittori-dal-cadore-a-belluno-e-a-mel-di-renato-bona\/82516610_955003551562080_595671466708566016_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/82516610_955003551562080_595671466708566016_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/rosso-una-famiglia-di-pittori-dal-cadore-a-belluno-e-a-mel-di-renato-bona\/82329632_1077856049220230_9195625006229356544_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/82329632_1077856049220230_9195625006229356544_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/rosso-una-famiglia-di-pittori-dal-cadore-a-belluno-e-a-mel-di-renato-bona\/82297505_2603567799740296_6340140566696689664_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/82297505_2603567799740296_6340140566696689664_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/rosso-una-famiglia-di-pittori-dal-cadore-a-belluno-e-a-mel-di-renato-bona\/82499682_2612637762291796_4115325856438550528_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/82499682_2612637762291796_4115325856438550528_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/rosso-una-famiglia-di-pittori-dal-cadore-a-belluno-e-a-mel-di-renato-bona\/82190553_1829744567170203_971507020941230080_n\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/82190553_1829744567170203_971507020941230080_n-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl>\n\t\t\t\t<br style='clear: both' \/>\n\t\t\t<\/div>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span class=\"_5yl5\">NELLE FOTO (Wikipedia; riproduzioni dal libro \u201cLe chiese di Selva di Cadore\u201d): la pala d\u2019altare di Antonio Rosso a Selva; la chiesa di San Lorenzo che la ospita; i \u201cDodici apostoli\u201d di Giovanni da Mel visibili nella chiesa di Zermen di Feltre; dello stesso autore la \u201cMadonna con Bimbo in trono\u201d accolta nella sala della canonica a San Tomaso Agordino; l\u2019affresco di Marco da Mel recentemente scoperto ad Asolo.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0Dobbiamo riconoscenza allo storico Giovanni Fabbiani e a quant\u2019altri si sono occupati della storia dei tre pittori cadorini Rosso: perch\u00e9 ci consentono di apprezzare un padre e due figli che tanto hanno dato con la loro arte alla storia del Cadore e dell\u2019intero bellunese. 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