{"id":116560,"date":"2020-02-08T12:45:20","date_gmt":"2020-02-08T11:45:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=116560"},"modified":"2020-02-08T12:45:20","modified_gmt":"2020-02-08T11:45:20","slug":"debiti-pa-ci-spetta-una-maximulta-da-2-miliardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/debiti-pa-ci-spetta-una-maximulta-da-2-miliardi\/","title":{"rendered":"DEBITI PA: CI SPETTA UNA MAXIMULTA DA 2 MILIARDI ?"},"content":{"rendered":"<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Schermata-2020-02-08-alle-12.42.16.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"558\" data-large_image_height=\"1280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-116561 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Schermata-2020-02-08-alle-12.42.16-131x300.png\" alt=\"\" width=\"131\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Schermata-2020-02-08-alle-12.42.16-131x300.png 131w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Schermata-2020-02-08-alle-12.42.16-446x1024.png 446w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Schermata-2020-02-08-alle-12.42.16.png 558w\" sizes=\"auto, (max-width: 131px) 100vw, 131px\" \/><\/a>\u201cDopo la sentenza di condanna emessa il 28 gennaio scorso dalla Corte di giustizia europea nei confronti del nostro Paese, saremo chiamati a pagare una maximulta da 2 miliardi di euro ?\u201d<\/p>\n<p>A porsi la domanda \u00e8 il coordinatore dell\u2019Ufficio studi della CGIA, Paolo Zabeo, che, stando a quanto hanno dichiarato nei gironi scorsi alcuni autorevoli esperti, i sistematici ritardi nei pagamenti compiuti dalla nostra Pubblica Amministrazione (PA) potrebbero far scattare una maximulta come quella ricevuta per le quote latte che, fino ad ora, ci \u00e8 costata circa 2 miliardi di euro. Tutto questo , comunque, potr\u00e0 essere evitato se lo Stato italiano metter\u00e0 fine in tempi rapidissimi a questa cattiva abitudine. Ipotesi, viste le performance realizzate nel 2019, difficilmente attuabile.<\/p>\n<p>\u201cSebbene la situazione negli ultimi anni sia migliorata, in particolar modo a seguito dell\u2019introduzione della fatturazione elettronica \u2013 prosegue Zabeo &#8211; i ritardi dei pagamenti nelle transazioni commerciali con la PA costituiscono ancora adesso un malcostume molto diffuso nel nostro Paese. Pertanto, non sar\u00e0 per nulla scontato sottrarsi ad una sanzione economica da parte dell\u2019Europa\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il Comune di Napoli paga con un anno di ritardo<\/strong><\/p>\n<p>Anche nel 2019 i ritardi nei pagamenti dello Stato e delle sue articolazioni a livello locale sono stati molto diffusi. Se la Direttiva 2011\/7\/UE impone, nelle transazioni commerciali tra PA e imprese private, termini di pagamento non superiori a 30 o 60 giorni (in quest\u2019ultimo caso solo per il settore sanitario), l\u2019anno scorso, ad esempio, il Comune di Napoli ha liquidato i propri fornitori con 395 giorni medi di ritardo; l\u2019Asl Napoli 1 Centro con 169 1; il Comune di Reggio Calabria con 146 2, la Regione Basilicata con 83 3, l\u2019ASL Roma 1 con 72 e il Comune di Roma Capitale con 63.<\/p>\n<p>Situazioni, queste ultime, che saranno estremamente difficili da azzerare in tempi ragionevolmente brevi. Una condizione, come segnalavamo pi\u00f9 sopra, indispensabile affinch\u00e9 Bruxelles ci risparmi una maximulta. Senza contare che nel settore della sanit\u00e0 e in quello delle costruzioni i ritardi, rispetto ai tempi massimi di attesa previsti dalla legge, vengono superati, secondo le rilevazioni effettuate dalle associazioni imprenditoriali di questi settori, rispettivamente di 39 e di 73 giorni di media. Ritardi che, purtroppo, difficilmente potranno essere riportati celermente al di sotto dei limiti previsti dalla normativa.<\/p>\n<p>\u201cLa nostra PA \u2013 dichiara il segretario della CGIA Renato Mason \u2013 in particolar modo nel Mezzogiorno continua a pagare con ritardi del tutto ingiustificati. Questa situazione, associandosi al perdurare della contrazione degli impieghi bancari nei confronti delle aziende, ha peggiorato la tenuta finanziaria di\u00a0 moltissime piccole realt\u00e0 produttive che tradizionalmente sono sottocapitalizzate e a corto di liquidit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p><strong>Nonostante l\u2019obbligo della fatturazione elettronica, lo stock del debito \u00e8 sconosciuto<\/strong><br \/>\nLa cosa pi\u00f9 assurda di tutta questa vicenda \u00e8 che nessuno \u00e8 in grado di affermare a quanto ammonta esattamente il debito commerciale della nostra PA, nonostante le imprese che lavorano per quest\u2019ultima abbiano da parecchi anni l\u2019obbligo di emettere la fattura elettronica. Come funzionano i pagamenti in queste transazioni commerciali ? Una volta emessa, la fattura elettronica transita in una piattaforma controllata dal Ministero dell\u2019Economia e delle Finanze (Siope +) che la smista all\u2019ente o alla struttura pubblica a cui \u00e8 indirizzata che, a sua volta, verifica se il pagamento \u00e8 certo, liquido ed esigibile. Una volta che il destinatario della fattura d\u00e0 il suo consenso, il pagamento dovrebbe transitare per la piattaforma, permettendo al dicastero dell\u2019economia di monitorare istantaneamente i tempi di pagamento e l\u2019ammontare delle uscite.<\/p>\n<p>Sebbene questa prassi sia partita gradualmente dal luglio del 2017, lo Stato non conosce ancora adesso a quanto ammonta complessivamente il debito contratto da tutte le Amministrazioni pubbliche con i propri fornitori, per il semplice fatto che una buona parte dei committenti pubblici, in particolar modo gli enti periferici, effettuano i pagamenti senza transitare per la piattaforma e con scadenze ben oltre quelle stabilite dalla legge.<\/p>\n<p>Secondo le stime della Banca d\u2019Italia sono 53 miliardi<br \/>\nSecondo i dati riportati nella \u201cRelazione annuale 2018\u201d, presentata il 31 maggio 2019 dalla Banca d\u2019Italia, l\u2019ammontare complessivo dei debiti commerciali della nostra PA sarebbe pari a circa 53 miliardi di euro, met\u00e0 dei quali ascrivibili ai ritardi di pagamento (vedi Graf. 1).<\/p>\n<p>L\u2019utilizzo del condizionale \u00e8 d\u2019obbligo, visto che il periodico monitoraggio condotto dai ricercatori di via Nazionale si basa su indagini campionarie condotte sulle imprese e dalle segnalazioni di vigilanza da cui emergono dei risultati che, secondo gli stessi estensori delle stime, sono caratterizzati da un elevato grado di incertezza 4.<\/p>\n<p>Recentemente \u00e8 intervenuta anche la Corte Costituzionale<br \/>\nCon la sentenza n\u00b0 4 del 28 gennaio scorso, la Corte Costituzionale ha stabilito che le anticipazioni di liquidit\u00e0 ottenute dagli enti locali per onorare le passivit\u00e0 pregresse sono prestiti di carattere eccezionale che devono essere utilizzati per la finalit\u00e0 per cui sono stati erogati e non per migliorare i risultati di bilancio. La sentenza, quindi, chiude definitivamente una controversia sollevata dalla Corte dei Conti nei confronti del Comune di Napoli. Nel recente passato, infatti, non sono stati pochi i Sindaci e anche i Governatori che hanno utilizzato i prestiti statali sblocca-debiti erogati dal 2013 per assestare i bilanci di Comuni\/Regioni, anzich\u00e9 per liquidare le vecchie fatture dei propri fornitori. Una condotta che la Corte Costituzionale ha finalmente chiarito che non pu\u00f2 pi\u00f9 essere praticata.<\/p>\n<p>\uf0b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Perch\u00e9 la PA paga in ritardo ?<br \/>\nLe principali cause che hanno dato origine a questa cattiva abitudine tipicamente italiana sono le seguenti:<br \/>\nla mancanza di liquidit\u00e0 da parte del committente pubblico;<br \/>\ni ritardi intenzionali;<br \/>\nl\u2019inefficienza di molte amministrazioni a emettere in tempi ragionevolmente brevi i certificati di pagamento;<br \/>\nle contestazioni che allungano la liquidazione delle fatture.<br \/>\nA queste ragioni ne vanno aggiunte almeno altre due che, tra le altre cose, hanno indotto la Corte di Giustizia europea a condannarci nelle scorse \u00a0settimane. Esse sono:<br \/>\nla richiesta, spesso avanzata dalla PA nei confronti degli esecutori delle opere, di ritardare l\u2019emissione degli stati di avanzamento dei lavori o l\u2019invio delle fatture;<\/p>\n<p>l\u2019istanza rivolta dall\u2019Amministrazione pubblica al fornitore di accettare, durante la stipula del contratto, tempi di pagamento superiori ai limiti previsti per legge senza l\u2019applicazione degli interessi di mora in caso di ritardo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cDopo la sentenza di condanna emessa il 28 gennaio scorso dalla Corte di giustizia europea nei confronti del nostro Paese, saremo chiamati a pagare una maximulta da 2 miliardi di euro ?\u201d A porsi la domanda \u00e8 il coordinatore dell\u2019Ufficio studi della CGIA, Paolo Zabeo, che, stando a quanto hanno dichiarato nei gironi scorsi alcuni&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":116562,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[49],"tags":[],"class_list":["post-116560","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news-18","category-49","description-off"],"img_url":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/niente-soldi-in-tasca-soldi-in-tasca_37282-544.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/116560","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=116560"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/116560\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/116562"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=116560"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=116560"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=116560"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}