{"id":121003,"date":"2020-03-08T10:50:43","date_gmt":"2020-03-08T09:50:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=121003"},"modified":"2020-03-08T11:07:50","modified_gmt":"2020-03-08T10:07:50","slug":"8-marzo-ed-e-sciopero-delle-donne-anche-ai-tempi-del-corona-virus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/8-marzo-ed-e-sciopero-delle-donne-anche-ai-tempi-del-corona-virus\/","title":{"rendered":"8 marzo. Ed \u00e8 sciopero delle donne, anche ai tempi del Corona Virus.\u00a0\u00a0"},"content":{"rendered":"<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/f733c1a8-b2b8-45cc-bfcb-8ddfe313f382.jpg\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"297\" data-large_image_height=\"170\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-121005 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/f733c1a8-b2b8-45cc-bfcb-8ddfe313f382.jpg\" alt=\"\" width=\"297\" height=\"170\" \/><\/a>ALLA VIGILIA DELLE GIORNATA DELLA DONNA ABBIAMO RICEVUTO UN DOCUMENTO A FIRMA DI &#8220;NON UNA DI MENO&#8221; CHE VOLENTIERI PUBBLICHIAMO\u00a0<\/strong><\/p>\n<blockquote><p><em>Perch\u00e8, specie in questi tempi, nessuna si senta sola. Per resistere alla situazione\u00a0 di difficolt\u00e0 e paura ricordandoci che ci si salva tutte, oppure nessuna.\u00a0\u00a0<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Domani \u00e8 l\u2019 8 marzo. Ed \u00e8 sciopero delle donne, anche ai tempi del Corona Virus.<\/strong><br \/>\nPer festeggiare la donna, una famosa catena di elettrodomestici propone uno sconto del 20% agli \u201cangeli del focolare\u201d nella scelta dei prossimi elettrodomestici, le attivit\u00e0 commerciali, peraltro le uniche attive in questi giorni, garantiscono omaggi di vario genere, i pi\u00f9 sensibili ci aggiungono celebrazioni delle presunte virt\u00f9 e peculiarit\u00e0 femminili. Una festa per una specie rara? Alt, innanzitutto non si tratta della Festa della donna, ma della Giornata internazionale della donna. La Giornata internazionale della Donna? Nata agli albori del secolo scorso all\u2019interno dei movimenti di lotta per i diritti dei lavoratori, sancisce una verit\u00e0 che appariva evidente gi\u00e0 allora, ai tempi di uno stato sociale tutto da costruire: la peculiarit\u00e0 della condizione della donna, e della donna lavoratrice, in una societ\u00e0 che la escludeva in maniera doppia, dentro e fuori i luoghi di lavoro (e non lo pensavano solo le donne, che ad escluderle ci perdessero, anche in termini economici, tutti: ad esempio, il deputato Salvatore Morelli, gi\u00e0 nel 1869).Oggi, quella data concentra un secolo di battaglie, da quella per il voto, alla lunga<br \/>\nstagione del dopoguerra in cui le donne presero parola per ascoltarsi, per proporre il proprio punto di vista sull\u2019agire politico che andava realizzando tutte le conquiste in termini di diritti a partire dalla scrittura della Costituzione (senza distinzione di sesso, si aggiunse all\u2019epoca nell\u2019art.3) fino all\u2019ottenimento di quella parit\u00e0 sostanziale in termini legislativi in cui oggi viviamo. Come lo fecero? Attraverso un movimento multiforme, a livello mondiale ed anche in Italia, che chiamiamo femminismo (pi\u00f9 correttamente, pertanto, femminismi). Di solito viene detto: femminismo \u00e8 il contrario ed equivalente del maschilismo, una forma di presunta supremazia non necessaria di un genere su un altro. No, femminismo e maschilismo sono due concetti non avvicinabili. Nelle diversit\u00e0 di visioni, i femminismi riconobbero e riconoscono nella societ\u00e0 un sistema di potere diseguale che si chiama patriarcato, che stabilisce spazi di azione, libert\u00e0 e potere differenti a seconda del genere. Ci\u00f2 si esprime sia nelle leggi, nella vita della polis, della citt\u00e0, che in ambito privato. Uno degli assunti del femminismo \u00e8<br \/>\nche \u201cil personale \u00e8 politico\u201d ed \u00e8 anche nello spazio della famiglia e delle relazioni che vanno considerate disparit\u00e0, esclusioni e violenze. In altre parole: o cambiamo il dentro e l\u2019invisibile o non modificheremo mai il visibile. Nella lunga marcia per i diritti, ci\u00f2 rivel\u00f2 spazi che non erano stati presi in considerazione. Recentemente (estate 2019) a Bologna \u00e8 apparsa una campagna comunicativa curata da Cheap, si chiama \u201cRingrazia una femminista\u201d. Ricorda una verit\u00e0 che spesso dimentichiamo, uomini e donne. Se per una donna esiste la parit\u00e0 di salario, la possibilit\u00e0 di decidere del proprio corpo, il diritto all\u2019aborto, la possibilit\u00e0 di denunciare una violenza, di accedere a tutti i campi del lavoro, del sapere, di votare, \u00e8 grazie al femminismo. Spesso, peraltro, nella quotidianit\u00e0 questi diritti non sono praticati, altre ingiustizie agiscono, la violenza contro le donne \u00e8 un dato costante, non un\u2019emergenza del nostro paese: a inizio marzo sono gi\u00e0 15 le vittime di femminicidio, 75 le donne uccise nel 2019. I luoghi creati da donne per contrastare le situazioni di violenza, i centri antiviolenza (qui a Belluno, quello di Belluno Donna) ci avvisano che le situazioni familiari di violenza sono numerose e che la cultura di normalizzazione della violenza all\u2019interno delle relazioni (come da uno studio tra i giovanissimi di qualche anno fa) rimane assai alta. Come, \u201cdove c\u2019\u00e8 violenza c\u2019\u00e8 casa\u201d? Uno spot dell\u2019artista Lila Esposito per il movimento Non una di meno dice proprio cos\u00ec, rovesciando un celebre spot. Chi se ne occupa (e chi la vive) purtroppo lo sa:<br \/>\n\u00e8 la casa il luogo principale della violenza di genere in Italia, perch\u00e9 sono le relazioni familiari quelle dove questa disparit\u00e0 si esercita, dall\u2019impossibilit\u00e0 di decidere per s\u00e9, alle molte modalit\u00e0 con cui si pu\u00f2 agire violenza, fino al dato di evidenza che in genere occupa i quotidiani: i femminicidi, una parola nata per indicare un omicidio specifico, quello di una donna uccisa da un uomo con il quale aveva avuto un legame, un omicidio che con quel legame ha a che fare. Che cos\u2019\u00e8 Non una di meno? Non una di meno \u00e8 un movimento internazionale, nato nei paesi dell\u2019America Latina per lottare contro la violenza contro le donne, dopo l\u2019omicidio nel 2016 di<br \/>\nuna giovanissima, Lucia, in Argentina. Si \u00e8 diffuso in tutto il mondo, anche in Italia, citt\u00e0 e province comprese. Un movimento che si riconosce in un\u2019idea sistemica della violenza, che esiste cio\u00e8 a partire da una serie di altre forme di ingiustizia e di esclusione, un mondo di muri in cui i diritti sono dei pochi a discapito dei molti. O siamo in grado di vederlo nell\u2019insieme, e di uscirne tutti, non una di meno, oppure avremo fallito la battaglia per un mondo pi\u00f9 giusto. Per far vedere ci\u00f2 che spesso \u00e8 invisibile Non una di meno si \u00e8 inventata uno strumento: Lotto marzo, lo sciopero delle donne. Uno sciopero delle donne? S\u00ec, \u00e8 dal 2017 che, nel mondo (e anche a Belluno) le donne scioperano. Lo fanno nella maniera tradizionale, con l\u2019astensione dai luoghi di lavoro ma, siccome al lavoro femminile spesso si assomma il lavoro della cura, si astengono anche dal lavoro che quotidianamente \u00e8 appannaggio loro nelle famiglie e nelle case: la cura dei soggetti non autonomi (bambini, anziani, malati), degli spazi della relazione, di quella domesticit\u00e0 che spesso si vive da sole. Lo sciopero \u00e8 stato<br \/>\nanche uno strumento per dirsi, occupando le piazze: non sei sola. E cosa ne \u00e8 dello sciopero ai tempi del Covid-19, il Coronavirus? Viviamo misure eccezionali di contenimento delle attivit\u00e0 collettive, volte a limitare un\u2019emergenza sanitaria che ha colto impreparato il nostro paese e il suo sistema sanitario, risvegliando paure e smarrimento. Non una di meno aveva previsto due giorni di mobilitazione, l\u20198 e il 9. La Commissione di Garanzia ha vietato lo sciopero (anche se permangono alcune categorie sindacali che lo effettueranno), il Decreto ministeriale ha rese impossibili le modalit\u00e0 tradizionali della presenza in piazza per l\u20198 marzo.<br \/>\nEppure, lo sciopero \u00e8 pi\u00f9 necessario che mai. Perch\u00e9 scioperare se comunque si deve stare in casa? L\u2019emergenza di questi giorni ha ribadito alcune delle questioni su cui Non una di meno riflette (e che ha scritto nel proprio Piano per l\u2019eliminazione della violenza contro le donne, reperibile nel sito): la parit\u00e0 salariale di fatto non sempre esiste, nel lavoro precario dell\u2019oggi, spesso anche negli ambiti oggi fermi (l\u2019educazione, il<br \/>\nlavoro culturale). In questi giorni, migliaia di lavoratrici hanno perso il salario o ricevuto salari ridotti. Le scuole sono chiuse (e bambini e ragazzi sono a carico delle proprie famiglie), si propone che ciascuna e ciascuno lavori da casa, sfruttando gli strumenti tecnologiche. Il telelavoro e \u201csmart working\u201d \u00e8 stato presentato di volta in volta come soluzione obbligatoria o consigliata, in ogni caso sempre la migliore. Poca attenzione \u00e8 stata per\u00f2 posta alle condizioni materiali di lavoratrici e lavoratori. Lavori a chiamata, contratti di collaborazione, lavoratori autonomi, partite IVA: come avrebbero potuto stare a casa? E chi una casa non ce l\u2019ha? Chi ha una casa che non \u00e8 un posto di lavoro adeguato? Non tutte le case sono un paradiso. Le quarantene, lo stress a cui le condizioni eccezionali sottopongono rischiano di esasperare la violenza domestica. E la rabbia spesso esplode contro i pi\u00f9 deboli, nella necessit\u00e0 di individuare un nemico: giorni di razzismo esasperato, a partire dagli episodi di colpevolizzazione di quando l\u2019Italia pareva immune al contagio. Nel paradosso che siano poi spesso straniere le lavoratrici domestiche e di cura, che si assumono una quota significativa del rischio sanitario. C\u2019\u00e8 di peggio: in questi giorni un\u2019immagine di una bambina di spalle, di fronte alla polizia greca schierata a difesa dei confini d\u2019Europa, ci ricorda che l\u2019Europa non morir\u00e0 di COvid-19, ma che i principi su cui si fonda stanno gi\u00e0 morendo. Ne siamo tutti silenziosamente complici, nella solitudine di questi giorni, in particolare la solitudine politica. Eppure, la responsabilit\u00e0 collettiva della cura \u00e8 l&#8217;unico anticorpo che abbiamo per alleviare la solitudine e la paura che ci attraversano mentre proviamo a contenere l&#8217;epidemia, nella consapevolezza della vulnerabilit\u00e0 dei nostri corpi e delle nostre vite. E allora, che fare? Le reti sociali virtuali di cui facciamo parte possono diventare luogo di espressione: i gruppi territoriali invitano ad inviare messaggi sui social e, nel pomeriggio di domani, a produrre confusione con gli strumenti della domesticit\u00e0 (pentole, padelle o qualsiasi altro strumento del lavoro domestico e di cura) alle 16, ciascuna dalla propria finestra, ad indossare i simboli dello sciopero, a farsi delle<br \/>\nfoto. Perch\u00e9 \u00e8 importante? Perch\u00e8, specie in questi tempi, nessuna si senta sola. Per resistere alla situazione di difficolt\u00e0 e paura ricordandoci che ci si salva tutte, oppure nessuna. Quando l\u2019emergenza sar\u00e0 finita molto potr\u00e0 e dovr\u00e0 essere fatto, in termini di riflessione e di agire politico: un\u2019analisi del nostro welfare e in particolare della sanit\u00e0 pubblica, di come venga distribuito e gestito il lavoro di curo, ma anche una riflessione sul ruolo di ci\u00f2 che \u00e8 pubblico (le numerose attivit\u00e0 culturali oggi rimandate) e che ci fa sentire parte di una comunit\u00e0, esseri liberi, felici, solidali. Potranno essere tempi bellissimi, di lotta per il pane ma anche per le rose perch\u00e9,<br \/>\ncome cantavano le operaie inglesi a inizio \u2018900, \u201canche i cuori muoiono di fame\u201d (\u00e8 la canzone Bread and roses, del 1906). Domani \u00e8 la Giornata internazionale della donna. Ma \u00e8 l\u20198, cio\u00e8 lotto marzo, tutti i<br \/>\ngiorni<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ALLA VIGILIA DELLE GIORNATA DELLA DONNA ABBIAMO RICEVUTO UN DOCUMENTO A FIRMA DI &#8220;NON UNA DI MENO&#8221; CHE VOLENTIERI PUBBLICHIAMO\u00a0 Perch\u00e8, specie in questi tempi, nessuna si senta sola. Per resistere alla situazione\u00a0 di difficolt\u00e0 e paura ricordandoci che ci si salva tutte, oppure nessuna.\u00a0\u00a0 &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Domani \u00e8 l\u2019 8 marzo. 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