{"id":125859,"date":"2020-03-29T23:59:05","date_gmt":"2020-03-29T21:59:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=125859"},"modified":"2020-03-29T15:47:12","modified_gmt":"2020-03-29T13:47:12","slug":"barozzi-presbitero-patriota-poeta-incarcerato-e-poi-sospeso-a-divinis-di-renato-bona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/barozzi-presbitero-patriota-poeta-incarcerato-e-poi-sospeso-a-divinis-di-renato-bona\/","title":{"rendered":"BAROZZI: PRESBITERO, PATRIOTA, POETA INCARCERATO E POI SOSPESO \u201cA DIVINIS\u201d di Renato Bona"},"content":{"rendered":"<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/553085_385905871470280_1626001170_n-1.jpg\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"855\" data-large_image_height=\"569\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-94594 alignleft\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/553085_385905871470280_1626001170_n-1-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"164\" height=\"109\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/553085_385905871470280_1626001170_n-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/553085_385905871470280_1626001170_n-1-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/553085_385905871470280_1626001170_n-1.jpg 855w\" sizes=\"auto, (max-width: 164px) 100vw, 164px\" \/><\/a>di Renato Bona<\/p>\n<p>Nativo di San Fior, fu parroco (1843) a San Pietro in Campo e poi impegnato a San Liberale \u2013 La citt\u00e0 di Belluno gli ha intitolato una via Presbitero, patriota e poeta. Parliamo di Sebastiano Barozzi, bellunese di adozione essendo in realt\u00e0 nato a San Fior, nel Trevigiano, il 20 maggio 1804 (\u00e8 poi mancato quasi ottantenne, il 4 maggio 1884, proprio a Belluno che, ricordandolo anche come cappellano militare con i volontari bellunesi che fu condannata e quindi graziato, gli ha intitolato la via che da via Vittorio Veneto, verso Cusighe, interseca il viale Medaglie d\u00ec\u2019oro con sovrappasso sulla linea ferroviaria). Di lui la libera enciclopedia Wikipedia ricorda che era figlio di Pietro Francesco Barozzi ed Anna Maria Allegranzi, sottolineando che \u201ci era trasferito in terraferma solo dopo la caduta della Repubblica di Venezia, trovandosi ora in condizioni economiche alquanto modeste\u201d. Graziani, e quindi nel seminario di Ceneda, ora Vittorio Veneto. Wikipedia giustamente evidenzia che \u201cSi fa notare precocemente per le doti letterarie: questo fattore da un lato gli garantisce la protezione di figure come Francesco Amalteo, agiato intellettuale opitergino, o come Jacopo Monico, vescovo di Ceneda; dall\u2019altro gli rende ostico il percorso seminariale, concluso con mille peripezie in Feltre. Viene ordinato sacerdote nel 1831 ma anche la carriera ecclesiastica non gli \u00e8 facile per le sue idee politiche antiaustriache\u201d. Barozzi fu aiutante del parroco di Zoldo e nel 1843 gli fu affidata la piccola parrocchia bellunese di San Pietro in Campo. E veniamo alla politica: lievita notevolmente a partire dal 1848 quando parte per la Lombardia come cappellano unendosi ad un gruppo di volontari che intendevano bloccare l\u2019avanzata austriaca; la spedizione non ha successo, anzi, ma consente al nostro di conoscere Pier Fortunato Calvi. Rientrato a Belluno nel dicembre 1848, esercita nella chiesetta di San Liberale e \u201cnelle sue prediche fomenta un sentimento irredentista, intonando \u2013 forte delle sue doti poetiche \u2013 un inno rivoluzionario da lui stesso scritto (Inno a san Liberale): \u00e8 allora che l\u2019intitolazione della piccola chiesa, fino a quel momento dedicata a san Daniele, viene assegnata a san Liberale\u201d. Ancora Wikipedia: \u201crischiando di essere arrestato, fugge rifugiandosi a Venezia\u201d. Nel 1849 torna a Belluno come sorvegliato speciale dagli austriaci. Due anni dopo rischia di nuovo la prigione perch\u00e9 sospettato di attivit\u00e0 sovversive ma riesce a fuggire a Torino dove, pur in condizioni economiche precarie, rimane due anni; qui rivede Calvi e intesse rapporti con i mazziniani. Nel 1853 rientra a Belluno per affiancare Calvi nell\u2019organizzazione di una insurrezione nel Bellunese. Considerata la pericolosit\u00e0 della situazione, tenta di avvertire l\u2019amico: la lettera non giunge a destinazione ed il patriota ed i suoi vengono arrestati, sorte cui andr\u00e0 incontro lo stesso Barozzi pochi giorni dopo, quando viene tradotto nel carcere al castello di Mantova. Vengono tutti condannati a morte salvo Barozzi cui la sentenza capitale viene commutata in diversi anni di reclusione, che si concludono nel 1857 quando don Sebastiano usufruisce dell\u2019amnistia. La prigione gli ha comunque compromesso la salute \u201ce gli \u00e8 necessario un periodo di riposo nei luoghi natii presso il fratello sacerdote a Pianzano, nei pressi di San Fior\u201d. Barozzi ritorna a Belluno e dal 1859 si stabilisce ad Orzes dove, sospesa la militanza, si dedica all\u2019attivit\u00e0 letteraria \u201cdividendo equamente i propri interessi tra religione e politica, due vocazioni che, nella sua ottica, non sono mai in contrasto\u201d.Non \u00e8 finita: \u201cDeluso dal percorso di unificazione italiana, mostra comunque la soddisfazione di vederla compiersi, con l\u2019annessione del Veneto nel 1866. Negli ultimi anni \u00e8 direttore dell\u2019istruzione elementare e ispettore scolastico del circondario di Feltre e Fonzaso. Nel 1872, fermo nella propria identit\u00e0 di patriota, anzich\u00e9 assecondare la richiesta vescovile di togliersi le vesti borghesi e la lunga barba \u2013 segni che da sempre avevano caratterizzato la sua scarsa ortodossia e ne rappresentavano il patriottismo \u2013 preferisce essere punito con la \u2018sospensione a divinis\u2019\u201d. Sebastiano Barozzi muore nella casa di Orzes il 4 maggio 1884 ed \u00e8 sepolto nel locale cimitero. Nell\u2019atrio del Municipio di Belluno un busto marmoreo in suo onore, opera di Valentino Panciera Besarel; a San Fior, il paese natale vi \u00e8 una lapide, donata da Giovan Battista Cadorin, sulla facciata della sua prima casa \u201ca preservare la memoria del cittadino pi\u00f9 illustre del paese natale, cui oggi \u00e8 dedicata anche la scuola media\u201d. Barozzi ha intensamente svolto anche l\u2019attivit\u00e0 di poeta e lo storico Giuliano Galletti, che ne ha studiato con grande impegno e ottimi risultati le vicende, riferendosi ai primi anni di sacerdozio a Belluno, ha scritto che: \u201cSi faceva conoscere come letterato, pubblicando in opuscoli di circostanza per nozze o altre occasioni testi originali e pi\u00f9 spesso traduzioni, fino a diventare una sorta di \u2018poeta ufficiale\u2019 di Belluno\u201d. Ricordiamo infine che: \u201cMai pubblicato in vita \u2013 a causa delle scomode posizioni politiche, contro gli austriaci e, in particolare contro la Chiesa ufficiale e la figura di Pio IX \u2013 il poema (\u2018Cronaca del popolo durante la redenzione d\u2019Italia\u2019: 13 mila 076 versi dedicati alle vicende rivoluzionarie guardate da un punto di vista eccentrico, quello della Val Belluna, dove entra in gioco lo stesso Barozzi come personaggio, assieme agli amici irredentisti, tra cui celebri signori, intellettuali e artisti altoveneti dell\u2019epoca cui era legato in amicizia: Ippolito Caffi e Tomaso Catullo per citarne solo due) \u00e8 rimasto inedito, conservato in un unico manoscritto catalogato dalla Biblioteca civica di Belluno; solo nel 2016 ha visto la luce, in un\u2019edizione antologica corredata di documenti e apparati fotografici, per la cura di Giuliano Galletti e Paolo Steffan, in un\u2019edizione che il Comune di San Fior ha finanziato integralmente in occasione del 150. anniversario dell\u2019annessione del Veneto\u201d. L\u2019opera venne presentata al pubblico gioved\u00ec 15 dicembre di 4 anni fa a cura del Comune di San Fior con il contributo multimediale della locale scuola media \u201cSebastiano Barozzi\u201d, racconti di Clelia Barozzi, accompagnamento musicale del pianista e compositore Andrea Pavanello.<br \/>\nNELLE FOTO (Wikipedia e Renato Bona): Barozzi in una riproduzione a matita del suo volto; la tabella che a Belluno indica la via che gli \u00e8 stata intitolata; la casa natale a San Fior, nell\u2019attuale Borgo Barozzi; la chiesetta bellunese intitolata a San Liberale; la casa di Orzes di Belluno dove Barozzi si ritir\u00f2 negli ultimi anni; la copertina della pubblicazione di Giuliano Galletti e Paolo Steffan.<\/p>\n\n\t\t\t<style type='text\/css'>\n\t\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\t\twidth: 33%;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='dt-gallery-container gallery galleryid-125859 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/8c00d072-0f07-4791-bc6c-80e9f32ff2f0\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/8C00D072-0F07-4791-BC6C-80E9F32FF2F0-150x150.jpeg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/ee5a9a1f-9bb7-41a7-ba64-d92e7779ed72\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/EE5A9A1F-9BB7-41A7-BA64-D92E7779ED72-150x150.jpeg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/5e55b5be-3516-46c1-81cb-00ec175f8722\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/5E55B5BE-3516-46C1-81CB-00EC175F8722-150x150.jpeg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/909f8034-e8d6-4423-bf17-d7001052c932\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"148\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/909F8034-E8D6-4423-BF17-D7001052C932-150x148.png\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/b9968ec4-2f84-4514-bfbf-557b5b1de9f2\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"100\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/B9968EC4-2F84-4514-BFBF-557B5B1DE9F2-150x100.png\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/8717b3ae-221e-4d3d-96b3-4ec8510fcf62\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/8717B3AE-221E-4D3D-96B3-4EC8510FCF62-150x150.jpeg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" href='https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/7cb6be5e-c421-42e6-aadc-47b76c27c89e\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/7CB6BE5E-C421-42E6-AADC-47B76C27C89E-150x150.jpeg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t\t<\/dt><\/dl>\n\t\t\t\t<br style='clear: both' \/>\n\t\t\t<\/div>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Renato Bona Nativo di San Fior, fu parroco (1843) a San Pietro in Campo e poi impegnato a San Liberale \u2013 La citt\u00e0 di Belluno gli ha intitolato una via Presbitero, patriota e poeta. 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