{"id":129114,"date":"2020-04-10T15:04:15","date_gmt":"2020-04-10T13:04:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=129114"},"modified":"2020-04-10T15:04:15","modified_gmt":"2020-04-10T13:04:15","slug":"nel-2019-sono-stati-908-gli-interventi-del-soccorso-alpino-e-speleologico-in-calo-del-4-32","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/nel-2019-sono-stati-908-gli-interventi-del-soccorso-alpino-e-speleologico-in-calo-del-4-32\/","title":{"rendered":"NEL 2019 SONO STATI 908 GLI INTERVENTI DEL SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO, IN CALO DEL 4.32%"},"content":{"rendered":"<p><strong><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/salt_20190824_170014_036.jpg\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1240\" data-large_image_height=\"930\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-129118\" src=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/salt_20190824_170014_036-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/salt_20190824_170014_036-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/salt_20190824_170014_036-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/salt_20190824_170014_036-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/salt_20190824_170014_036.jpg 1240w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>BELLUNO<\/strong> L&#8217;attivit\u00e0 operativa svolta nel corso del 2019 dagli organici del Soccorso alpino e speleologico Veneto in stretta sinergia con le Centrali Operative del Suem 118 della Regione del Veneto di Pieve di Cadore, Padova, Treviso, Verona e Vicenza si \u00e8 attestata a 908 interventi, valore in leggera diminuzione rispetto al 2018, pari a -4,32%.<\/p>\n<p>&#8220;<em>Il lieve calo degli interventi, rapportati ai dati relativi al 2018, in parte\u00a0\u00e8 sicuramente il frutto della costante informazione fatta in questi ultimi anni dal Soccorso alpino e speleologico\u00a0Veneto tramite\u00a0comunicati, sito e\u00a0social network, indirizzata prevalentemente agli escursionisti, che nella nostra statistica hanno un&#8217;incidenza del\u00a0<strong>51.10%<\/strong>\u00a0nel totale di tutti gli interventi effettuati. Informazione focalizzata sulle corrette abitudine del come\u00a0organizzare e programmare un&#8217;escursione in sicurezza, tenendosi informati sulle condizioni meteo, sulla lunghezza e la difficolt\u00e0 del percorso da affrontare, in relazione anche alla propria preparazione e condizione fisica, la cartografia sino ai consigli di cosa riporre nello zaino. Va evidenziato poi lo sforzo profuso dalle Scuole tecniche del Sasv, dal direttivo, dalle\u00a025 Stazioni di Soccorso alpino e dalle 3 di Soccorso speleologico per quanto concerne la formazione, settore primario del Sasv a cui in questi anni si sono stanziate imponenti risorse economiche, atte a garantire il raggiungimento di elevati livelli tecnici.\u00a0A questo\u00a0va aggiunto l&#8217;impegno di ogni singolo volontario, a cui va il mio particolare ringraziamento: nel 2019 il Soccorso alpino e speleologico Veneto\u00a0ha organizzato ben 1.778 eventi di attivit\u00e0 formativa-addestrativa con la partecipazione del considerevole numero di 13.648 volontari.\u00a0Ringrazio in particolare le centrali del Suem, con cui collaboriamo quotidianamente, la Protezione civile della Regione Veneto e l&#8217;Assessorato alla sanit\u00e0 di cui siamo diventati punto di riferimento. Inoltre, un ringraziamento particolare va fatto a tutti i volontari, che in questi giorni di emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 stanno collaborando con la Protezione civile\u00a0nella consegna nelle zone disagiate di viveri e medicinali<\/em>&#8221;\u00a0\u00e8 la riflessione del presidente del Soccorso alpino e speleologico Veneto, Rodolfo Selenati, alla presentazione dei dati relativi all\u2019attivit\u00e0 del 2019.<\/p>\n<p><strong>Numeri delle missioni<\/strong><\/p>\n<p>Per le tre Delegazioni, II Dolomiti Bellunesi (con le Stazioni che coprono i territori di Belluno e Treviso), XI Prealpi Venete (per Padova, Verona e Vicenza) e VI Speleologica, gli interventi a carattere sanitario sono stati 876, 21 gli interventi di Protezione civile, dato pressoch\u00e9 dimezzato rispetto al 2018, quando l\u2019uragano Vaia ha colpito il Veneto ed il Trentino Alto Adige, mettendo a dura prova l\u2019intera popolazione e il territorio. Nel 2019 si sono registrati 77 eventi di ricerca, riguardanti 93 persone, dato leggermente inferiore rispetto al 2018, ma che continua a testimoniare purtroppo la scarsa preparazione e consapevolezza degli escursionisti nell\u2019affrontare l\u2019ambiente. Le persone soccorse sono state 1007, che rappresentano il numero pi\u00f9 elevato dell\u2019ultimo decennio, con un aumento percentuale di +1.61% rispetto all\u2019anno 2018 e il +18.47 % se confrontato con il 2017<\/p>\n<p><strong>Interventi elicottero e squadre a terra<\/strong><\/p>\n<p>La percentuale di intervento del mezzo aereo \u00e8 ormai costante, con il 40% circa, e dipende sia dall\u2019orario giornaliero in cui avviene la chiamata sia, ovviamente, dalle condizioni atmosferiche. Ricordiamo che nelle tre basi di elisoccorso di Pieve di Cadore, Treviso e Verona, quotidianamente turna con l\u2019equipaggio un tecnico del Soccorso alpino e a Pieve di Cadore sono presenti un tecnico di Centrale operativa, nei periodi di maggiore allerta, e un\u2019unit\u00e0 cinofila da valanga, nella stagione invernale. Occorre tener presente che l\u2019impiego dell\u2019elicottero non pu\u00f2 comunque prescindere dalla presenza delle squadre a terra, sia per risolvere tutti gli interventi dove il mezzo non pu\u00f2 intervenire, mediamente circa il 60%, sia perch\u00e9 le squadre a terra vengono movimentate anche in caso di intervento aereo per il quale rappresentano l\u2019insostituibile riferimento a terra per ogni problema legato all\u2019individuazione del luogo, degli ostacoli alla navigazione aerea, in supporto alle operazioni e all\u2019eventuale recupero dei compagni di escursione.<\/p>\n<p><strong>Persone tratte in salvo<\/strong><\/p>\n<p>Rispetto alle 1007 persone soccorse, Il 41.8% circa degli interventi riguarda illesi, ovvero 429, mentre 530 sono stati i feriti. Purtroppo risultano ancora\u00a02 dispersi e i decessi sono stati 44, molti meno rispetto ai 62 del 2018. Riguardo alla nazionalit\u00e0 782 erano italiani, 210 stranieri.<\/p>\n<p><strong>Attivit\u00e0 svolte al momento della chiamata<\/strong><\/p>\n<p>Rispetto alle attivit\u00e0 coinvolte l&#8217;escursionismo si conferma come la disciplina pi\u00f9 coinvolta nei soccorsi con un 50.10%, ovviamente il dato \u00e8 influenzato dal fatto che l&#8217;escursionismo \u00e8 anche l&#8217;attivit\u00e0 pi\u00f9 diffusa, dove si annidano anche i comportamenti pi\u00f9 a rischio; infatti buona parte degli interventi \u00e8 richiesta per motivi dovuti all&#8217;incapacit\u00e0, alla perdita di orientamento, ai ritardi o allo sfinimento; che testimonia,\u00a0 che la prevenzione e la diffusione di buone pratiche di approccio alla montagna, rappresentino una importantissima e fondamentale opportunit\u00e0 per far diminuire considerevolmente la propensione anche inconsapevole ad esporsi a dei rischi a volte fatali. Seguono gli incidenti con gli sci, 8%, legati all\u2019alpinismo 7.10% e alle ferrate 5.30%, in aumento. Lo scialpinismo riguarda il 2% degli interventi.<\/p>\n<p><strong>Cause all\u2019origine dell\u2019intervento<\/strong><\/p>\n<p>Mancata preparazione fisica e psicofisica, perdita dell\u2019orientamento, incapacit\u00e0 e ritardo riguardano il 32.50% degli interventi, rispetto al 29% del 2018. Cadute e scivolate coprono invece il 36.70%, 8.50% i malori.<\/p>\n<p><strong>Impegno dei volontari<\/strong><\/p>\n<p>Particolare\u00a0 evidenza merita l\u2019impegno, anche in termini di tempo, che ogni soccorritore dedica alla struttura; nel 2019 le varie attivit\u00e0 del Soccorso hanno impiegato circa 127.910 ore\/uomo, delle quali circa il 14% destinato alle operazioni di soccorso ed il restante 86% oltre che alla gestione delle stazioni, soprattutto alla formazione personale e di squadra,\u00a0 mettendo cos\u00ec in luce un particolare di estrema importanza per l\u2019efficacia e il successo degli interventi ovvero che, per ogni momento dedicato al singolo intervento, ne vengono impegnati altri tre in termini di addestramento, preparazione\/formazione.<\/p>\n<p><strong>Formazione<\/strong><\/p>\n<p>La formazione rappresenta la parte pi\u00f9 qualificante della nostra attivit\u00e0 poich\u00e9 \u00e8 l\u2019aspetto determinante per la sicurezza dei soccorritori stessi e delle persone soccorse. I dati sono anche nel 2019 estremamente significativi; al di l\u00e0 del retraining triennale obbligatorio per ogni soccorritore, sono stati eseguiti complessivamente 1.778 eventi formativi, con una presenza di complessivi 13.643 volontari ed una presenza media di 7,67 volontari per evento eseguito.<\/p>\n<p><strong>Prevenzione<\/strong><\/p>\n<p>La prevenzioni assume un rilievo fondamentale e in questo senso il Soccorso alpino e speleologico nel 2019 si \u00e8 speso per diffondere la cultura della montagna, promuovendo eventi diversificati tra dimostrazioni e appuntamenti fieristici, come lezioni e occasioni divulgative nelle scuole, emettendo 532 comunicati stampa e aggiornando costantemente il sito internet istituzionale. Sono state implementate quasi quotidianamente le pagine Facebook istituzionali del Soccorso Alpino e Speleologico Veneto e Soccorso Alpino Dolomiti Bellunesi rivolte a quasi 58.400 utenti, che costantemente interagiscono con i nostri post, relativi ad attivit\u00e0 operativa, informazioni sulla frequentazione della montagna in sicurezza, avvisi meteo e nivologici, consigli per affrontare in sicurezza ogni periodo dell\u2019anno. Aperto anche un profilo Instagram. Infine \u00e8 in fase di realizzazione un progetto di prevenzione mirato agli istituti di diverso ordine e grado, che verr\u00e0 presentato all\u2019inizio del prossimo anno scolastico.<\/p>\n<p><strong>Assicurazioni individuali e soci Cai<\/strong><\/p>\n<p>Occorre sottolineare come il 93,6 % delle persone soccorse non sia iscritto al Cai e\/o non disponga di una propria assicurazione, a sottolineare che, nonostante gli oneri addebitati dalle varie regioni, sia molto diffusa da questa parte del versante alpino questo atteggiamento di non tutela e come occorra intensificare le iniziative di sensibilizzazione e informazione sull\u2019argomento, a tale proposito ne \u00e8 un esempio il lieve aumento degli utenti che erano provvisti di assicurazione alternative tipo Dolomiti Emergency, che si attestano al 2.10%.<\/p>\n<p><strong>Alex Barattin II Delegazione Dolomiti Bellunesi<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Anche nel 2019 la nostra struttura \u00e8 stata messa alla prova per il numero di interventi, considerando anche il fatto logistico che nei primi sei mesi dell&#8217;anno abbiamo convissuto con un territorio post Vaia, con ditte, amministrazioni pubbliche,\u00a0volontari\u00a0che hanno messo\u00a0a disposizione tempo e risorse\u00a0nella sistemazione e riparazione delle vallate, dei rifugi ,della rete sentieristica &#8211; ricorda il delegato Alex Barattin &#8211; in quei mesi la montagna ha visto solo\u00a0la presenza di molti operatori e di alcuni escursionisti &#8216;curiosi&#8217;, che hanno originato recuperi inusuali nel territorio deturpato, in mezzo agli schianti. Gli interventi si sono concentrati nella seconda met\u00e0 del 2019 e tra tutti dobbiamo segnalare la grande percentuale, oltre il 30%, di chiamate dovute alla mancata preparazione dei frequentatori della montagna, ambiente aspro e severo che non va affrontato in modo superficiale, ma con la consapevolezza che le gite vanno tarate sulla preparazione di ogni partecipante. Con Cai e Guide alpine, la Casa comune, continuiamo a puntare sulla prevenzione, impegnandoci in informazione e formazione, anche per esporre\u00a0i soccorritori a minori rischi. Rischi che in montagna non sono mai eliminabili. In questa direzione ci stiamo ad esempio muovendo con i nostri partner delle aree di confine, Bergrettung di Alto Adige e\u00a0Austria,\u00a0Cnsas del Trentino-Alto Adige,\u00a0per uno scambio continuo di informazioni e pratiche mirate al miglioramento degli interventi e all&#8217;utilizzo delle nuove tecnologie.\u00a0Un pensiero non pu\u00f2 non andare a chi ha pianto i suoi cari mancati lo scorso anno e a tutte le famiglie che hanno subito\u00a0un lutto\u00a0in questo periodo. A tutti loro va il nostro abbraccio virtuale&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Alberto Barbirato XI Delegazione Prealpi Venete<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Nella zona della Prealpi Venete il numero di interventi nel 2019 \u00e8 stato in linea con quelli dell&#8217;anno precedente (13 interventi in meno). Il dato importante da rilevare \u00e8 un importante incremento dei soccorsi rivolti a escursionisti rispetto all&#8217;anno precedente, questo dovuto sicuramente alla difficile condizione di alcuni percorsi a seguito della tempesta Vaia ma anche molto spesso alla mancanza di preparazione, mancanza di attrezzatura adeguata e inesperienza. Molto il Soccorso Alpino ha investito nella prevenzione, ma purtroppo risultati marcati tardano ancora ad arrivare &#8211; \u00e8 la lettura del delegato Alberto Barbirato &#8211; in questa prima parte del 2020 il numero di interventi di soccorso in ambiente montano, ostile e impervio \u00e8 molto ridotto a causa della situazione sanitaria in atto, il Cnsas \u00e8 comunque impegnato costantemente a disposizione della Protezione civile, anche nella zona della Prealpi Venete, nel supporto alle popolazioni che si trovano in aree difficilmente raggiungibili per la distribuzione di generi di prima necessit\u00e0, medicinali e dispositivi sanitari di protezione&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Giovanni Ferrarese, VI Delegazione speleologica<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;L&#8217;attivit\u00e0 della 6^ delegazione speleologica durante l&#8217;anno 2019 \u00e8 stata come sempre intensa. Gli addestramenti sono stati finalizzati a testare l&#8217;operativit\u00e0 della delegazione in scenari complessi, in stretta collaborazione con le Delegazioni speleologiche delle regioni vicine (Lombardia e Friuli<\/p>\n<p>Venezia Giulia), mettendo in pratica gli schemi operativi e le nuove tecniche di recupero che in questi ultimi anni si stanno sviluppando. Alle tre esercitazioni di pi\u00f9 giorni in grotte profonde hanno partecipato anche tecnici provenienti dai soccorsi speleologici Sloveno e Rumeno. L&#8217;attivit\u00e0 formativa curata dalla Scuola interregionale per tecnici di Soccorso speleologico \u00e8 stata particolarmente proficua e ha permesso di verificare, formare i nuovi tecnici e provvedere ai mantenimenti previsti per le qualifiche gi\u00e0 in essere. Tutta l&#8217;attivit\u00e0 \u00e8 stata incentrata su una didattica sempre pi\u00f9 partecipata ed interattiva con lo scopo di elevare il livello tecnico di tutti i componenti della Delegazione e di rendere pi\u00f9 efficaci gli eventi formativi proposti. I tecnici della delegazione hanno partecipato inoltre a numerosi eventi addestrativi e formativi a carattere nazionale &#8211; sottolinea il delegato Giovanni Ferrarese &#8211;\u00a0 per quanto riguarda gli interventi prettamente speleologici particolarmente impegnativo \u00e8 stato quello che ha visto operativi pi\u00f9 di 40 soccorritori della Delegazione, assieme al personale delle Stazioni alpine e dei Vigili del fuoco, nel recupero di un gruppo di speleologi bloccati oltre un sifone nella grotta denominata &#8216;Bus del Diaol&#8217; nei presi di Arco (TN): uno scenario estremamente complesso in cui \u00e8 stato necessario<br \/>\nutilizzare tecniche e materiali inusuali, ma che ha dimostrato ancora una volta l&#8217;operativit\u00e0 e la versatilit\u00e0 dei tecnici del Cnsas. Altri interventi minori hanno impiegato i tecnici della delegazione in alcune grotte delle nostra regione. I tecnici specialisti (sanitari, disostruttori e speleosubacquei) sono<br \/>\nstati impegnati, anche nell&#8217;anno appena trascorso, in interventi particolarmente complessi in altre regioni d&#8217;Italia a supporto delle Delegazioni locali del Cnsas. I tecnici delle stazioni speleologiche hanno inoltre collaborato con le Stazioni alpine in vari interventi di ricerca persona&#8221;.<\/p>\n<p><strong>LA FOTOGALLERY DEL SOCCORSO ALPINO<\/strong><\/p>\n\n\t\t\t<style type='text\/css'>\n\t\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\t\twidth: 20%;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t\t}\n\t\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='dt-gallery-container gallery galleryid-129114 gallery-columns-5 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t\t<a class=\"rollover\" 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